Calco: un bilancio solido e l Giardino dei Giusti nella ultima seduta del Consiglio
Sono stati due i punti all’ordine del giorno nella seduta di mercoledì 29 aprile, che ha segnato l’ultimo Consiglio Comunale del mandato “Motta bis”: l’approvazione del rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2025 e l’approvazione dello schema di convenzione del progetto “Il Giardino dei Giusti”.
Dalla revisione e dalla documentazione relativa emerge un quadro finanziario solido: il risultato dell’amministrazione si attesta a 2.028.330,14 euro. Il revisore dei conti evidenzia inoltre un fondo cassa al 31 dicembre 2025 pari a 2.611.569,49 euro, dato significativo se confrontato con l’inizio del mandato, quando si aggirava intorno ai 2 milioni.
Un andamento in crescita che consegna alla futura amministrazione un ente con buone disponibilità finanziarie e margini per nuovi interventi, in particolare sul fronte delle opere pubbliche.
Contenuto anche l’indebitamento: i mutui accesi negli anni sono stati in gran parte rimborsati e l’incidenza si ferma allo 0,83%. Un indicatore che conferma la buona salute dei conti comunali.
Il Consiglio è poi passato all'approvazione dello schema di convenzione per il progetto “Giardino dei Giusti”, che coinvolge diversi Comuni del territorio in collaborazione con la Fondazione Gariwo di Milano, con l’obiettivo di realizzare una rete diffusa di spazi dedicati alla memoria di donne e uomini che si sono distinti per il coraggio e la difesa dei diritti umani.
La convenzione disciplina i rapporti tra gli enti aderenti: ciascun Comune realizzerà autonomamente il proprio giardino, con risorse proprie e nel rispetto della normativa vigente. Le aree saranno dotate di targhe commemorative o altri elementi informativi secondo un modello condiviso, mentre i costi di realizzazione e manutenzione resteranno a carico dei singoli enti. I diversi giardini confluiranno però in un progetto unitario, coordinato da un Comitato direttivo intercomunale composto da un referente per ogni Comune.
L’organismo avrà il compito di indirizzare le attività, coordinare le iniziative e monitorare le scelte delle figure da onorare. Sarà infatti ogni amministrazione a individuare i “Giusti” del proprio territorio, seguendo i criteri stabiliti dalla Carta dei Giusti della Fondazione Gariwo, che definisce i valori e le caratteristiche di chi si è distinto nella difesa della dignità. I nominativi saranno poi trasmessi al Comitato.
A esprimere una posizione critica sull'iniziativa è stato il consigliere Giacomo Bonfanti, che pur riconoscendo il valore e le finalità positive dell'iniziativa, ha messo in dubbio le modalità di selezione dei nominativi: «Il rischio è che queste scelte risultino divisive, soprattutto in un contesto storico e politico in cui i temi legati ai diritti umani e alla memoria possono generare interpretazioni differenti» ha osservato, richiamando anche il clima emerso a livello nazionale durante le celebrazioni del 25 aprile.
Il punto per Bonfanti, non è il progetto in sé ma il metodo: decisioni prese a maggioranza rischiano, secondo lui, di diventare espressione della sola amministrazione in carica. Una futura amministrazione potrebbe mettere in discussione quelle stesse scelte o addirittura cancellarle.
Da qui la proposta: approvazione all'unanimità dei nominati e presenza, nel comitato, sia della maggioranza che della minoranza, per garantire scelte realmente condivise e durature. Condizioni che però non sono previste dalla convezione, motivo per cui ha annunciato il voto contrario.
Immediata risposta del Sindaco: «Fortunatamente viviamo in un Paese democratico in cui ciascuno può esprimere le proprie opinioni. Il dibattito è il cuore della democrazia quando è costruttivo. Ogni decisione può essere divisiva, ma non dobbiamo inseguire un consenso forzato che rischia di sfociare nel populismo. La democrazia cresce proprio attraverso il confronto e il dialogo». Il sindaco ha poi ribadito il ruolo centrale del Consiglio Comunale, chiamato a garantire e indirizzare le scelte anche nel merito: «Spetta ai consiglieri salvaguardare lo spirito dell'iniziativa, Il consiglio avrà sempre una parola, anche sostanziale, sulle proposte».
Lo sguardo si è allargato anche al contesto internazionale: Motta ha sottolineato come oggi prevalgono spesso le divisioni sugli elementi di unità, ma ha ricordato anche il valore del diritto internazionale, che fino a tempi recenti ha rappresentato un riferimento per la risoluzione delle controversie tra Stati. Un richiamo, quello del Primo Cittadino, alla responsabilità anche delle istituzioni locali: pur con un ruolo limitato, restare fedeli ai principi e alle finalità delle scelte adottate significa offrire un esempio concreto, soprattutto alle nuove generazioni chiamate ad affrontare sfide ancora più complesse.
Dalla revisione e dalla documentazione relativa emerge un quadro finanziario solido: il risultato dell’amministrazione si attesta a 2.028.330,14 euro. Il revisore dei conti evidenzia inoltre un fondo cassa al 31 dicembre 2025 pari a 2.611.569,49 euro, dato significativo se confrontato con l’inizio del mandato, quando si aggirava intorno ai 2 milioni.
Un andamento in crescita che consegna alla futura amministrazione un ente con buone disponibilità finanziarie e margini per nuovi interventi, in particolare sul fronte delle opere pubbliche.
Contenuto anche l’indebitamento: i mutui accesi negli anni sono stati in gran parte rimborsati e l’incidenza si ferma allo 0,83%. Un indicatore che conferma la buona salute dei conti comunali.
Il Consiglio è poi passato all'approvazione dello schema di convenzione per il progetto “Giardino dei Giusti”, che coinvolge diversi Comuni del territorio in collaborazione con la Fondazione Gariwo di Milano, con l’obiettivo di realizzare una rete diffusa di spazi dedicati alla memoria di donne e uomini che si sono distinti per il coraggio e la difesa dei diritti umani.

L’organismo avrà il compito di indirizzare le attività, coordinare le iniziative e monitorare le scelte delle figure da onorare. Sarà infatti ogni amministrazione a individuare i “Giusti” del proprio territorio, seguendo i criteri stabiliti dalla Carta dei Giusti della Fondazione Gariwo, che definisce i valori e le caratteristiche di chi si è distinto nella difesa della dignità. I nominativi saranno poi trasmessi al Comitato.
A esprimere una posizione critica sull'iniziativa è stato il consigliere Giacomo Bonfanti, che pur riconoscendo il valore e le finalità positive dell'iniziativa, ha messo in dubbio le modalità di selezione dei nominativi: «Il rischio è che queste scelte risultino divisive, soprattutto in un contesto storico e politico in cui i temi legati ai diritti umani e alla memoria possono generare interpretazioni differenti» ha osservato, richiamando anche il clima emerso a livello nazionale durante le celebrazioni del 25 aprile.
Il punto per Bonfanti, non è il progetto in sé ma il metodo: decisioni prese a maggioranza rischiano, secondo lui, di diventare espressione della sola amministrazione in carica. Una futura amministrazione potrebbe mettere in discussione quelle stesse scelte o addirittura cancellarle.
Da qui la proposta: approvazione all'unanimità dei nominati e presenza, nel comitato, sia della maggioranza che della minoranza, per garantire scelte realmente condivise e durature. Condizioni che però non sono previste dalla convezione, motivo per cui ha annunciato il voto contrario.
Immediata risposta del Sindaco: «Fortunatamente viviamo in un Paese democratico in cui ciascuno può esprimere le proprie opinioni. Il dibattito è il cuore della democrazia quando è costruttivo. Ogni decisione può essere divisiva, ma non dobbiamo inseguire un consenso forzato che rischia di sfociare nel populismo. La democrazia cresce proprio attraverso il confronto e il dialogo». Il sindaco ha poi ribadito il ruolo centrale del Consiglio Comunale, chiamato a garantire e indirizzare le scelte anche nel merito: «Spetta ai consiglieri salvaguardare lo spirito dell'iniziativa, Il consiglio avrà sempre una parola, anche sostanziale, sulle proposte».
Lo sguardo si è allargato anche al contesto internazionale: Motta ha sottolineato come oggi prevalgono spesso le divisioni sugli elementi di unità, ma ha ricordato anche il valore del diritto internazionale, che fino a tempi recenti ha rappresentato un riferimento per la risoluzione delle controversie tra Stati. Un richiamo, quello del Primo Cittadino, alla responsabilità anche delle istituzioni locali: pur con un ruolo limitato, restare fedeli ai principi e alle finalità delle scelte adottate significa offrire un esempio concreto, soprattutto alle nuove generazioni chiamate ad affrontare sfide ancora più complesse.
F.Ri.
























