Merate: la destinazione d’uso di Villa Confalonieri

Il trasferimento del Municipio da Villa Confalonieri all'edificio Tettamanti, avvenuto nel 2008, fu giustificato da una concomitanza di fattori, di seguito riportati.
L'ampliamento dell'edificio Tettamanti per destinarlo a Centro Culturale andava a rilento, a causa del fallimento dell'Azienda appaltatrice.
Il ritardo impedì di ospitare le opere d'arte che un donatore svizzero avrebbe regalato al Comune, quale nucleo per una Pinacoteca; il donatore destinò le opere in altra direzione.
La Villa Confalonieri non soddisfaceva alle norme di sicurezza: ad esempio l'ascensore non era e non è a norma, così come gli impianti elettrici; non vi erano uscite di sicurezza.
Gli spazi per gli impiegati erano esigui; ad esempio Pierpaolo Arlati ed io, allora assessori, non avevamo un ufficio dedicato. Il mattino lavoravo a casa per poi usufruire, il pomeriggio, del computer di un'impiegata a tempo parziale. Quando ricevevo i cittadini utilizzavo l'aula consigliare o lo scantinato, già cucina dei Conti Confalonieri.
Confrontando le superfici per uffici, al lordo dei muri perimetrali e di compartimentazione, si stima la seguente situazione: Villa Confalonieri, circa 1.600 mq; nuovo Municipio, circa 3.000 mq al netto degli spazi aperti.
Nell’ultimo ventennio non si è verificata l’ipotizzabile diminuzione degli organici dovuta all’informatizzazione del sistema amministrativo; se si escludono gli operai la cui entità è diminuita (da 10 a 3 unità, circa) a causa della terziarizzazione della funzione, il numero degli impiegati si è mantenuto attorno alle 70 unità, attualmente circa 66 unità. Inoltre ai Comuni sono state demandate funzioni aggiuntive, prima svolte dalle Province.
Ritengo che un ritorno del Municipio in Villa Confalonieri sia fuori luogo per i motivi sopra esposti.
A mio parere bisognerebbe dare un contenuto al Centro Culturale che si vorrebbe per la Villa, affinché venga resa fruibile il più possibile; penso che vi siano due opzioni.
Un’ opzione è il trasferimento del Museo Don Ambrosioni di Scienze naturali e di quello sulla Resistenza. La superficie da questi, attualmente occupata nel Collegio Manzoni, è di circa 200 mq, quindi troverebbero spazio nella Villa Confalonieri con possibilità di ampliamento per ospitare i reperti, attualmente nei depositi. Gli spazi del Collegio Manzoni, resi liberi, insieme a quelli lasciati dalla Banda Meratese nella prospettiva della “Casa della Musica in via Cerri, permetterebbero un ampliamento della biblioteca dagli attuali 700 a circa 1.000 mq.
Un’ alternativa potrebbe consistere nel trasferimento della biblioteca, verificandone la compatibilità con la portanza delle solette superiori. Viene in mente quanto fatto a Casatenovo con Villa Facchi, villa settecentesca trasformata in biblioteca (Villa Confalonieri è novecentesca). La biblioteca potrebbe disporre del piano rialzato (al netto della sala Luigi Zappa), primo piano e sottotetto per un totale di circa 1500 mq.
In questa ipotesi la superficie lasciata libera nel Collegio Manzoni potrebbe essere destinata all’ampliamento dei Musei Ambrosioni e della Resistenza.
Opterei per l’ipotesi biblioteca in quanto più attrattiva rispetto a quella di un museo; la Villa sarebbe più frequentata, presidiata e, con il parco attiguo, si configurerebbe come una sorta di “campus”. Prospetticamente si potrebbe valutare l’ipotesi, a suo tempo avanzata dall’ Assessore Pierpaolo Arlati, per destinare il seminterrato a bar/ristorante, sempre nell’ottica della fruizione dell’edificio e del parco.
In ogni caso il tema va approfondito nelle Commissioni ed in Consiglio Comunale per individuare la soluzione più condivisa, procedendo sulla base di un progetto complessivo che riguardi i due comparti (Villa e Collegio Manzoni), con interventi cadenzati in base a lotti funzionali.
L'ampliamento dell'edificio Tettamanti per destinarlo a Centro Culturale andava a rilento, a causa del fallimento dell'Azienda appaltatrice.
Il ritardo impedì di ospitare le opere d'arte che un donatore svizzero avrebbe regalato al Comune, quale nucleo per una Pinacoteca; il donatore destinò le opere in altra direzione.
La Villa Confalonieri non soddisfaceva alle norme di sicurezza: ad esempio l'ascensore non era e non è a norma, così come gli impianti elettrici; non vi erano uscite di sicurezza.
Gli spazi per gli impiegati erano esigui; ad esempio Pierpaolo Arlati ed io, allora assessori, non avevamo un ufficio dedicato. Il mattino lavoravo a casa per poi usufruire, il pomeriggio, del computer di un'impiegata a tempo parziale. Quando ricevevo i cittadini utilizzavo l'aula consigliare o lo scantinato, già cucina dei Conti Confalonieri.
Confrontando le superfici per uffici, al lordo dei muri perimetrali e di compartimentazione, si stima la seguente situazione: Villa Confalonieri, circa 1.600 mq; nuovo Municipio, circa 3.000 mq al netto degli spazi aperti.
Nell’ultimo ventennio non si è verificata l’ipotizzabile diminuzione degli organici dovuta all’informatizzazione del sistema amministrativo; se si escludono gli operai la cui entità è diminuita (da 10 a 3 unità, circa) a causa della terziarizzazione della funzione, il numero degli impiegati si è mantenuto attorno alle 70 unità, attualmente circa 66 unità. Inoltre ai Comuni sono state demandate funzioni aggiuntive, prima svolte dalle Province.
Ritengo che un ritorno del Municipio in Villa Confalonieri sia fuori luogo per i motivi sopra esposti.
A mio parere bisognerebbe dare un contenuto al Centro Culturale che si vorrebbe per la Villa, affinché venga resa fruibile il più possibile; penso che vi siano due opzioni.
Un’ opzione è il trasferimento del Museo Don Ambrosioni di Scienze naturali e di quello sulla Resistenza. La superficie da questi, attualmente occupata nel Collegio Manzoni, è di circa 200 mq, quindi troverebbero spazio nella Villa Confalonieri con possibilità di ampliamento per ospitare i reperti, attualmente nei depositi. Gli spazi del Collegio Manzoni, resi liberi, insieme a quelli lasciati dalla Banda Meratese nella prospettiva della “Casa della Musica in via Cerri, permetterebbero un ampliamento della biblioteca dagli attuali 700 a circa 1.000 mq.
Un’ alternativa potrebbe consistere nel trasferimento della biblioteca, verificandone la compatibilità con la portanza delle solette superiori. Viene in mente quanto fatto a Casatenovo con Villa Facchi, villa settecentesca trasformata in biblioteca (Villa Confalonieri è novecentesca). La biblioteca potrebbe disporre del piano rialzato (al netto della sala Luigi Zappa), primo piano e sottotetto per un totale di circa 1500 mq.
In questa ipotesi la superficie lasciata libera nel Collegio Manzoni potrebbe essere destinata all’ampliamento dei Musei Ambrosioni e della Resistenza.
Opterei per l’ipotesi biblioteca in quanto più attrattiva rispetto a quella di un museo; la Villa sarebbe più frequentata, presidiata e, con il parco attiguo, si configurerebbe come una sorta di “campus”. Prospetticamente si potrebbe valutare l’ipotesi, a suo tempo avanzata dall’ Assessore Pierpaolo Arlati, per destinare il seminterrato a bar/ristorante, sempre nell’ottica della fruizione dell’edificio e del parco.
In ogni caso il tema va approfondito nelle Commissioni ed in Consiglio Comunale per individuare la soluzione più condivisa, procedendo sulla base di un progetto complessivo che riguardi i due comparti (Villa e Collegio Manzoni), con interventi cadenzati in base a lotti funzionali.
Ernesto Passoni (assessore nella consigliatura 2004-2009)
























