Disfagia e convivialità. L'appello di Giuseppe Lanzillotti ai ristoratori meratesi
Giuseppe Lanzillotti è un brillante studente universitario meratese, affetto da distrofia di Duchenne, protagonista di diverse battaglie per l'inclusività e il riconoscimento sociale della disabilità.

Ha scritto una lettera ai ristoratori meratesi per chiedere loro una maggiore attenzione a chi, a causa della malattia o dell'età, deve convivere con la disfagia (la difficoltà a deglutire) e quindi si trova nell'impossibilità a condividere, con amici e parenti, momenti di convivialità al ristorante.
Menù non alla portata a questa limitazione, scarsa disponibilità a realizzare piatti con una consistenza migliore o ad adattare quelli già presenti.
Da qui l'appello del giovane affinchè i ristoratori del meratese prendano in considerazione anche le esigenze di chi ha questo limite così da aprirsi all'inclusività e, perchè no, allargare anche il loro mercato potenziale.

Ha scritto una lettera ai ristoratori meratesi per chiedere loro una maggiore attenzione a chi, a causa della malattia o dell'età, deve convivere con la disfagia (la difficoltà a deglutire) e quindi si trova nell'impossibilità a condividere, con amici e parenti, momenti di convivialità al ristorante.
Menù non alla portata a questa limitazione, scarsa disponibilità a realizzare piatti con una consistenza migliore o ad adattare quelli già presenti.
Da qui l'appello del giovane affinchè i ristoratori del meratese prendano in considerazione anche le esigenze di chi ha questo limite così da aprirsi all'inclusività e, perchè no, allargare anche il loro mercato potenziale.
Ai ristoratori del Meratese,
vi scrivo con rispetto e con una richiesta che nasce da un bisogno concreto, ma anche da un desiderio profondamente umano: poter vivere la convivialità.
Sono una persona affetta da distrofia muscolare di Duchenne e, come molti altri nella mia condizione, convivo con la disfagia. Questo significa che mangiare non è solo un gesto quotidiano, ma una sfida che richiede attenzione, adattamenti e, spesso, rinunce.
Una delle rinunce più dolorose è quella di non poter condividere serenamente un pasto al ristorante con amici, familiari o colleghi. Sedersi a tavola e non poter ordinare nulla di adatto, oppure dover assistere mentre gli altri mangiano, è un’esperienza che isola. Eppure, con piccoli accorgimenti, questo potrebbe cambiare.
Vi chiedo di considerare la possibilità di rendere le vostre cucine e i vostri menù più inclusivi, introducendo opzioni adatte a chi ha difficoltà di deglutizione: piatti dalla consistenza morbida, omogenea, facilmente modificabili; la disponibilità a frullare o adattare alcune preparazioni già presenti; una maggiore attenzione alle consistenze, oltre che ai sapori.
Non si tratta solo di venire incontro a persone come me, ma anche a molti anziani e a chiunque abbia esigenze simili, temporanee o permanenti. È un’opportunità per ampliare la vostra clientela e, soprattutto, per contribuire a costruire una comunità più accogliente e attenta. Mi rendo disponibile, se lo vorrete, a collaborare con voi per individuare soluzioni pratiche, suggerire adattamenti e condividere la mia esperienza diretta.
Insieme possiamo rendere il momento del pasto un’occasione davvero inclusiva, dove nessuno si senta escluso. Mangiare non è solo nutrirsi: è relazione, è partecipazione, è vita sociale. Dare a tutti la possibilità di farlo dignitosamente è un gesto di grande valore.
Grazie per l’ascolto e per l’attenzione che vorrete dedicare a questa richiesta.
Con stima,
Giuseppe Lanzillotti
lanzillottigiuseppe92@gmail.com
cell. 366 99 97 760
























