Merate, asilo Girotondo: il punto sui lavori e le modalità di inserimento dei bambini

L’interrogazione di “Noi Merate” sull’ampliamento dell’asilo nido comunale “Girotondo” è stata a lungo discussa tra l’assessora ai Servizi Sociali Valeria Marinari e l’interrogante Franca Maggioni, a sua volta già assessore con la medesima delega nella Giunta Panzeri. Al termine del lungo dibattito la Maggioni si è dichiarata insoddisfatta. Per meglio comprendere i termini della questione pubblichiamo integralmente la risposta fornita dalla vice sindaca Marinari.

L’interrogazione ci consente di fornire non solo al consiglio ma anche alla cittadinanza ed in particolare alle famiglie interessate, un aggiornamento rispetto al percorso di ampliamento dell’asilo nido.

Alla luce delle lavorazioni attualmente in corso e dell’avanzamento complessivo del cantiere, costantemente monitorato con la Direzione lavori, l’Amministrazione prevede l’ultimazione dei lavori entro il 30 giugno 2026. Tale termine è coerente con le Linee guida PNRR per la positiva conclusione degli interventi, adottate in attuazione di quanto deliberato dalla Cabina di regia PNRR nella seduta del 28 gennaio 2026, che individuano nel certificato di ultimazione lavori l’evidenza documentale principale per attestare la conclusione degli interventi.

A seguito dell’ultimazione dei lavori sarà possibile procedere alle attività di collaudo. Per interventi di importo inferiore a un milione di euro, il collaudo può essere sostituito dal certificato di regolare esecuzione, rilasciato dal Direttore dei lavori entro tre mesi dalla data di ultimazione. Nel caso dell’asilo nido, assumendo quale termine di ultimazione il 30 giugno 2026, il certificato di regolare esecuzione dovrà quindi essere emesso entro il 30 settembre 2026.

Successivamente si potrà procedere con gli adempimenti necessari ai fini dell’agibilità e dell’accreditamento/autorizzazione al funzionamento della struttura.

Come riferito in diverse occasioni, sia in Consiglio che anche più diffusamente in Commissione Servizi alla Persona, il percorso di avvio della nuova unità di offerta è stato condiviso con l’Ufficio dei Piani, in maniera tale da snodarsi nel tempo con gradualità, permettendo di organizzare al meglio il servizio.

Una volta conclusi i lavori sulla struttura, provvederemo all’acquisto di una nuova cucina, adeguata alle esigenze di un’utenza più ampia: con la variazione di oggi abbiamo per l’appunto stanziato l’importo necessario alla copertura di tale costo, stimato sulla base dei preventivi già acquisiti in questi mesi. Lo stesso discorso vale per gli arredi: anche grazie alla collaborazione delle educatrici del nido, abbiamo raccolto preziose indicazioni su come creare un ambiente davvero accogliente, sicuro e stimolante, a misura delle esigenze dei nostri piccoli. Purtroppo, come anticipato dal Sindaco, non siamo stati tra gli assegnatari delle risorse del Bando ministeriale (che, per inciso, in Lombardia ha finanziato presentate con il criterio del clic day che ha visto le risorse esaurite alle 10.08 del giorno di apertura solo 72 domande su oltre 250 presentate). L’Amministrazione provvederà dunque con risorse proprie e già nei prossimi giorni procederemo all’acquisto, in modo da arrivare nei tempi giusti ad arredare i nuovi spazi.

Per quanto riguarda l’accreditamento della nuova unità di offerta:

L'accreditamento è un processo che certifica la qualità e l'idoneità di una struttura specifica, e senza i locali fisici è impossibile verificare i requisiti essenziali richiesti dalla legge. Richiede un passaggio preliminare che è l'Autorizzazione al Funzionamento, rilasciata dall'ATS solo dopo un sopralluogo tecnico che verifichi:
-          Metratura per bambino.
-          Rapporto aeroilluminante.
-          Presenza di spazi obbligatori (area sonno, area pasti, servizi igienici dedicati).
-          Sicurezza degli impianti e barriere architettoniche.

Senza locali disponibili, non c'è nulla da ispezionare. Pur avendo fatto esaminare in via preliminare i progetti dalla referente dell’Ufficio di piano per una valutazione di massima, è il sopralluogo sul campo ad essere ovviamente determinante.

Per questa ragione, si è concordato l’iter procedurale a step di cui accennavo prima:
-          Chiusura dei lavori e dei collaudi entro settembre
-          Arredo e presentazione della CPE della nuova struttura
-          Istanza di ampliamento del 20% della capienza del nido a gennaio 2027 con la possibilità di inserimento di 11 bambini in più, già consentito dall’attuale capitolato di appalto in scadenza a fine luglio 2027. Questo passaggio consentirà di testare la nuova struttura e le dinamiche educative senza strappi (inserire 30 bambini a metà anno educativo può essere complesso dal punto di vista pedagogico e organizzativo) e andando a seguire quella che, stanti i dati attuali, potrebbe ragionevolmente essere la curva di crescita della domanda. Come la Consigliera Maggioni sa, con gli inserimenti dello scorso gennaio è stata esaurita la lista d’attesa. Ora stanno arrivando le nuove domande e proprio in settimana si andranno a definire i nuovi ingressi per settembre. L’ampliamento di gennaio ne assorbirà una ulteriore parte.

-          Questo passaggio intermedio consentirà di portare a naturale scadenza l’appalto in essere e di avere ulteriori dati di realtà (andamento della lista di attesa, impatto dell’apertura di altri servizi analoghi sul territorio) per costruire la gara di affidamento di quelle che saranno di fatto 2 unità di offerta (da 50 + 30 posti per via del limite di 60 posti per UDO stabilito da Regione) con un unico gestore. Una gara importante dal punto di vista dei volumi economici in gioco, che non va in semplice continuità con una situazione ampiamente consolidata qual è quella esistente ma che richiede una valutazione seria e attenta di tanti parametri di novità: gestione di due unità formalmente separate per quanto coordinate, andamento demografico, impatto sulla domanda dell’apertura sul territorio di altri servizi analoghi (sempre spinti dagli investimenti PNRR).

Riteniamo che sarebbe stato davvero imprudente – oltre che non giustificabile stando ai numeri attuali e ai passaggi autorizzativi sopra riportati - rescindere anticipatamente l’attuale appalto. Oltre al rischio di contenziosi (davvero spiacevoli con un gestore che da anni garantisce un ottimo ed apprezzato servizio alle famiglie che affidano i loro bimbi al nostro nido), un qualunque intoppo o ritardo nei lavori o nei collaudi non ci avrebbe consentito di ottenere l’accreditamento della seconda Udo e quindi la messa a gara del relativo servizio di gestione. E ci saremmo ritrovati senza gestore nemmeno per l’unità di offerta già attiva.

Rispetto alla preoccupazione relativa alla sostenibilità dei costi di funzionamento del nuovo servizio, sottesa all’osservazione al punto 5 dell’interrogazione “iniziando ad incassare le rette”:

-          come detto, l'inserimento di 30 bambini non è solo un'operazione contabile, ma pedagogica. Inserire 30 bambini "ex novo" a metà anno (gennaio) destabilizzerebbe il clima educativo. La scelta dell'ampliamento del 20% (11 bambini) è una "via di mezzo" che ci pare sensata: risponde alla lista d'attesa senza mandare in crisi la struttura.

-          Inoltre, con delibera di giunta della scorsa settimana, è stata data disposizione al Servizio 3 lo svolgimento di una valutazione tecnica preliminare finalizzata a individuare la modalità di gestione più idonea per il servizio di asilo nido comunale “Girotondo”, con riferimento alle possibili alternative tra appalto di servizi e concessione. La nostra priorità non è solo 'incassare', ma garantire che ogni euro che andremo ad investire produca un servizio di eccellenza e sostenibile nel lungo periodo.

Un altro elemento a favore di questa scelta di gradualità, che a nostro parere tutela la continuità educativa per i bambini, permettendoci di arrivare alla nuova gara con un quadro di costi e domanda certo e non presunto.
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