Robbiate, morte di Maurilia Corneo: davanti al giudice 2 ricostruzioni del sinistro

Prosegue in Tribunale a Lecco il procedimento penale volto a far luce sull'incidente che è costato la vita a Maurilia Corno, la 69enne di Robbiate venuta a mancare nel gennaio 2024 a seguito di un investimento in via Colleoni, a pochi passi da casa sua e, tragica ironia della sorta, anche della donna al volante, chiamata oggi a rispondere del reato di omicidio stradale. Nell'udienza odierna al cospetto del giudice monocratico Giulia Barazzetta, il consulente tecnico della parte civile - l'avvocato Gianluca Quadri del foro di Bergamo per i famigliari della vittima - ha illustrato le risultanze della propria perizia avvalendosi di uno schermo per riprodurre filmati e simulazioni tridimensionali creati con un software specifico, permettendo a giudice e parti di visualizzare ogni istante della propria ricostruzione del sinistro.
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Quel che è certo, nella ricostruzione della dinamica, è che la conducente dell'Audi – classe 1989, difesa in aula dall'avvocato Noemi Mariani del foro di Monza – stesse procedendo lungo via Capitano Mario Riva in direzione Merate, per poi intraprendere la manovra di svolta a sinistra verso via Colleoni. Avrebbe fatto in tempo a percorrere solo pochi metri prima di venire a contatto con la bicicletta della vittima.
Non essendovi stati testimoni oculari dell’incidente, per il perito sono stati fondamentali i rilievi effettuati sul luogo e sui mezzi coinvolti. In particolare, la macchia di sangue rinvenuta sull’asfalto, compatibile con la ferita alla testa riportata dalla vittima, unitamente ai danni osservati sulla bicicletta marca Legnano (ruota anteriore e manubrio fortemente danneggiati) e sull’Audi (abrasioni e tracce di vernice bianca sul parafango e paraurti anteriore sinistro, oltre a residui neri compatibili con la manopola del manubrio).
Al centro del confronto fra le parti restano i margini di manovra della conducente dell'Audi che ha travolto la donna: si stima che l'odierna imputata procedesse ad una velocità contenuta, stimata al massimo intorno ai 19-20 km/h. Grazie ai video mostrati in aula - esattamente come il collega della Procura - il consulente ha messo a fuoco due scenari distinti, entrambi giudicati tecnicamente compatibili con gli elementi oggettivi rilevati sul campo.
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Nel primo scenario, Maurilia Corno sarebbe arrivata dal lato sinistro rispetto all'auto, provenendo anch'essa da via Riva. In questa circostanza, l’avvistamento da parte della conducente durante la manovra di svolta sarebbe stato più complesso a causa dell'angolazione. Nella seconda ipotesi, invece, la ciclista sarebbe sopraggiunta da via Colleoni in contromano. Se questo scenario venisse confermato, l’auto avrebbe avuto spazio e tempo sufficienti per frenare e arrivare all'urto con una velocità quasi nulla, rendendo l'incidente potenzialmente evitabile.
Nonostante il dubbio sulla direzione di provenienza, alcuni elementi restano scolpiti nei rilievi. Maurilia aveva con sé la lista della spesa e stava percorrendo un tratto di strada che conosceva bene; resta da chiarire se fosse effettivamente in sella o se stesse portando la bici a mano, forse proprio per l'insidia di quell'incrocio parzialmente coperto dalla vegetazione. Le simulazioni riprodotte in aula hanno dimostrato come la donna sia stata colpita lateralmente e la sua bicicletta schiacciata dalla ruota anteriore sinistra del veicolo.
Le conclusioni del perito, supportate dalle immagini, si sono sostanzialmente accostate a quelle già espresse dal consulente della Procura. È stato sottolineato infine come, nonostante la presenza di piante che coprivano la visuale fino a 4-5 secondi prima dell'urto, sarebbe bastato "buttare l'occhio" lateralmente per accorgersi della presenza della 69enne, proprio in virtù della bassa andatura del mezzo. Il processo è stato ora rinviato al mese di maggio, quando la parola passerà al consulente del responsabile civile per completare il quadro tecnico prima di arrivare alla conclusione del dibattimento.
F.F.
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