Merate: una cerimonia per ricordare di Gino Prinetti eroico capitano partigiano

Un gruppo di cittadini chiamati a raccolta dall’architetta Laura Conti ha partecipato nel pomeriggio di sabato 25 aprile a una cerimonia in memoria del capitano Gino Prinetti presso il monumento funebre ubicato nel cimitero di Merate.
Alla cerimonia sono intervenuti il sindaco, Mattia Salvioni, e l’assessora alla Cultura, Patrizia Riva, oltre ad alcuni rappresentanti dell’Anpi della Brianza Meratese. 
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Presente anche il professor Nicola De Giorgi, a cui si deve la raccolta di materiale storico ora donato alla biblioteca civica di Merate.
La figura di Gino Prinetti è stata ricordata da Gabriele Fontana, curatore del volume “1935-1945. Valsassina anni difficili. Caduti, dispersi, prigionieri, deportati, resistenti”, un minuzioso lavoro di ricerca con la raccolta di testimonianze dei pochi superstiti, dei documenti forniti dalle famiglie dei combattenti e dei deportati, degli atti reperiti negli archivi dei Comuni, dell’Istituto di Storia Contemporanea di Como, dell’Anpi di Como e di Lecco, negli Archivi di Stato di Milano e di Como e dell’International Tracing Service in Germania.
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Fontana ha sottolineato come la figura del capitano Prinetti sia a suo dire poco conosciuta e poco considerata nonostante la medaglia d’oro al valor militare, forse perché persona un po’ fuori dagli schemi. 
Cresciuto in una famiglia dell’aristocrazia lombarda, era stato avviato alla carriera militare. Venne in contatto con il movimento partigiano in Svizzera, dove si era rifugiato per sottrarsi ai tedeschi. Deciso a combattere nella Resistenza, nel luglio del 1944 rientrò in Italia, col proposito di raggiungere, essendo fervidamente monarchico, le formazioni autonome che operavano nelle Langhe. Giunto ad Alagna, Prinetti Castelletti trovò la Valsesia (liberata dalle formazioni partigiane) sottoposta a un durissimo rastrellamento. Decise così di aggregarsi alle formazioni guidate da Cino Moscatelli e, col nome di battaglia di "capitano Gino", divenne vicecomandante della Brigata Garibaldi "Osella" operante in Valsesia e nel Novarese. Assegnato poi alla Brigata Garibaldi "Volante Loss", partecipò, al comando di questa formazione, a numerose azioni e temerari colpi di mano. Cadde in combattimento dopo essersi offerto per un'azione diversiva nei confronti dei nazifascisti che stavano mettendo in difficoltà un avamposto della Brigata. 
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Gabriele Fontana

“Una figura molto bella e che andrebbe raccontata di più, soprattutto ai giovani”, ha affermato lo storico Gabriele Fontana in conclusione del suo discorso commemorativo.
L’importanza della memoria è stata sottolineata anche dal sindaco che tuttavia ha voluto ricordare come l’amministrazione in carica stia facendo molto sul fronte della diffusione della cultura, per esempio con la mostra in sala civica sulla scuola nel Ventennio fascista.
“In questi giorni ho incontrato tanti ragazzi e mi sembra siano consapevoli”, ha dichiarato il primo cittadino. Come amministrazione cerchiamo di partecipare a tutti i momenti che celebrano il ricordo di chi ha partecipato alla Lotta di Liberazione, anche quelli più piccoli ma comunque significativi. Qualche giorno fa abbiamo ricordato a Pagnano don Giovanni Fumagalli, fondatore con altri due sacerdoti della sedicesima Brigata del Popolo. Ognuno di noi deve impegnarsi per tramandare il messaggio di pace e libertà che viene dalla Resistenza”.
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Ernesto Passoni del direttivo Anpi-Brianza Meratese ha colto l’occasione per chiedere all’amministrazione comunale di provvedere alla sistemazione della via dedicata a Gino Prinetti, situata nei pressi dell’Osservatorio astronomico e il sindaco ha promesso di intervenire.
A.Vi.
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