Paderno e Robbiate: “Bella  Ciao” come inno della libertà

Nella mattinata di sabato 25 aprile, come ormai da tradizione, i Comuni di Paderno e Robbiate hanno celebrato congiuntamente l'81°anniversario dalla Liberazione, insieme alla sezione ANA di Lecco, i Gruppi Alpini e di Protezione Civile, A.N.P.I. e il Corpo Musicale Robbiatese.
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La celebrazione è iniziata con un corteo che da piazza Vittoria si è snodato, a ritmo di musica, fino al monumento dei caduti di fronte al cimitero dove è stata posata una corona d'alloro. Seguendo la banda, la parata, accompagnata dalle bandiere d'Italia e della pace portate dagli alunni della scuola primaria, è tornata in centro paese per il discorso del sindaco Gianpaolo Torchio, tenuto nei pressi delle pietre d'inciampo collocate lo scorso 11 maggio in onore di Pasquale Brivio, Guido Panzeri e Giuseppe Villa.
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Il sindaco di Paderno Gianpaolo Torchio e il sindaco di Robbiate Marco Magni
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Prima delle parole del sindaco, i numerosi presenti, accompagnati dalla banda, hanno intonato a piena voce “Bella ciao”, un canto che non si sa se realmente sia stato cantato dalle brigate partigiane, ma che è diventato universalmente il canto della Resistenza perché costruito intorno alla vicenda comune della lotta all'invasore, il simbolo di un paese che si riconosceva nella liberazione. 


“A me preoccupa molto vedere un parlamento in cui si pensa che Bella Ciao e l'Inno Nazionale siano contrapposti, rappresentando due Italie diverse. Nelle necessarie differenze, nella battaglia politica che può e talvolta deve essere aspra, è necessario che la classe dei nostri rappresentanti nazionali sappia preservare e costruire un senso di collettività condivisa intorno ad alcuni principi e simboli fondamentali” ha marcato Torchio indirizzando le recenti polemiche e tensioni in Parlamento.

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“Io penso che chi abbia sostenuto e sostenga che la Resistenza sia solo rossa, comunista o di sinistra, dimenticando la partecipazione plurale di quel movimento, tradisca la Resistenza stessa e l'Italia che non riesce a riconoscere che nella guerra di liberazione non sono stati tutti indistintamente vittime e partecipi. Una parte, i Partigiani, hanno scelto da che parte stare, dando i natali alla parte migliore della nostra Italia”. 
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Solamente ricordando chi decise di stare dalla parte giusta della storia, contro il fascismo e nazismo, l'Italia riuscirà a non perdere di vista le forti basi democratiche, ha concluso il primo cittadino, prima di spostarsi con i presenti in parrocchia per la celebrazione della messa.
 
I.Bi.
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