Osnago: 25 aprile, il messaggio dal Sindaco ai ragazzi: "Siate custodi della libertà"
Sotto un sole primaverile che ha riscaldato il cuore di una comunità numerosa e partecipe, Osnago ha celebrato l’81° anniversario della Liberazione con una cerimonia che ha saputo unire il ricordo solenne alla riflessione profonda sul presente. Il corteo, accompagnato dalle note della banda, ha fatto tappa in viale Rimembranze, davanti al Monumento ai Caduti, per il momento più atteso dei discorsi ufficiali, dove le parole hanno tracciato un ponte ideale tra la generazione della Resistenza e quella dei giovanissimi di oggi.


Ad aprire la sequenza degli interventi è stata la voce di Maria Chiara, membro del Consiglio Sovracomunale dei ragazzi e delle ragazze, che ha voluto sottolineare come la presenza degli studenti non sia solo formale: "Essere presenti in questo giorno è importante perché ci ricorda quanto sia preziosa la libertà".
La giovane ha poi recitato i versi di Gianni Rodari dedicati a una primavera che viaggia libera, senza passaporto, ricordando che "tutti i fiori del mondo son fratelli". Un messaggio di fratellanza che ha introdotto perfettamente l’ampio e appassionato discorso del sindaco Felice Rocca, il quale ha iniziato con un pensiero commosso rivolto a Pierangelo Dell'Orto, figura storica recentemente scomparsa: "Oggi sarebbe stato qui in prima fila tra i suoi amici alpini con la banda, con i suoi compagni dell'Arci".


Rocca ha inquadrato il 25 aprile come una "data simbolo di un passaggio storico fondamentale", il punto di svolta in cui una nazione ferita trovò il coraggio di "dire no alla dittatura sì alla democrazia, no alla paura sì ai diritti, no alla violenza sì alla dignità delle persone". Il primo cittadino ha voluto legare questa memoria agli 80 anni della Repubblica Italiana, ricordando che essa è nata dalla volontà collettiva di cambiare il Paese e dal sacrificio di chi, allora giovanissimo, scelse di non essere spettatore ma protagonista del proprio destino. Un passaggio particolarmente incisivo del Sindaco ha riguardato l'attualità politica e il recente referendum costituzionale, interpretato come un segnale di grande vitalità: "Milioni di cittadini e cittadine, di orientamenti politici anche molto diversi hanno scelto di difendere l'equilibrio costituzionale dicendo no a modifica decisa a colpi di maggioranza". Per il primo cittadino, quel voto è stato un "atto di maturità democratica" che ha ribadito come la Carta Costituzionale sia un patrimonio comune e non possa essere stravolta seguendo logiche di parte o interessi contingenti.
Rivolgendosi ai tanti ragazzi presenti, Rocca ha citato il Presidente Mattarella con un appello accorato: "Giovani, siate esigenti, coraggiosi, scegliete il vostro futuro, sentitevi responsabili come la generazione che 80 anni fa costruì l'Italia moderna". La democrazia, ha ammonito, non è garantita per sempre e richiede una cura costante, la stessa che l'amministrazione cerca di mettere quotidianamente nel rendere la Costituzione "esperienza concreta nella vita dei cittadini" attraverso i servizi sociali, la scuola e la difesa del territorio. Anche il nuovo capogruppo degli Alpini, Ilario Sala, ha voluto lasciare un messaggio alle nuove generazioni, descrivendo l'essere alpino come uno stile di vita fondato su solidarietà e impegno concreto: "Siate custodi della libertà, abbiate il coraggio delle vostre idee, ma sempre nel rispetto degli altri e delle regole democratiche".


In chiusura, il Sindaco ha toccato il tema della pace, definendola "il dono più pregiato del 25 aprile", una conquista quotidiana che va difesa allontanando ogni linguaggio di violenza. Rocca ha quindi invitato la cittadinanza ai prossimi appuntamenti comunitari, come la Pedalata della pace prevista per la mattina di domani, domenica 26, in piazza della Pace e l'accoglienza, il prossimo 14 maggio, della Lampada della Pace proveniente da Assisi. La cerimonia si è conclusa con i brani eseguiti dall'associazione musicale Archè e il tradizionale rinfresco degli Alpini, prima che la festa proseguisse con il pranzo di comunità presso la stazione e il concerto resistente pomeridiano.


Ad aprire la sequenza degli interventi è stata la voce di Maria Chiara, membro del Consiglio Sovracomunale dei ragazzi e delle ragazze, che ha voluto sottolineare come la presenza degli studenti non sia solo formale: "Essere presenti in questo giorno è importante perché ci ricorda quanto sia preziosa la libertà".
La giovane ha poi recitato i versi di Gianni Rodari dedicati a una primavera che viaggia libera, senza passaporto, ricordando che "tutti i fiori del mondo son fratelli". Un messaggio di fratellanza che ha introdotto perfettamente l’ampio e appassionato discorso del sindaco Felice Rocca, il quale ha iniziato con un pensiero commosso rivolto a Pierangelo Dell'Orto, figura storica recentemente scomparsa: "Oggi sarebbe stato qui in prima fila tra i suoi amici alpini con la banda, con i suoi compagni dell'Arci".


Rocca ha inquadrato il 25 aprile come una "data simbolo di un passaggio storico fondamentale", il punto di svolta in cui una nazione ferita trovò il coraggio di "dire no alla dittatura sì alla democrazia, no alla paura sì ai diritti, no alla violenza sì alla dignità delle persone". Il primo cittadino ha voluto legare questa memoria agli 80 anni della Repubblica Italiana, ricordando che essa è nata dalla volontà collettiva di cambiare il Paese e dal sacrificio di chi, allora giovanissimo, scelse di non essere spettatore ma protagonista del proprio destino. Un passaggio particolarmente incisivo del Sindaco ha riguardato l'attualità politica e il recente referendum costituzionale, interpretato come un segnale di grande vitalità: "Milioni di cittadini e cittadine, di orientamenti politici anche molto diversi hanno scelto di difendere l'equilibrio costituzionale dicendo no a modifica decisa a colpi di maggioranza". Per il primo cittadino, quel voto è stato un "atto di maturità democratica" che ha ribadito come la Carta Costituzionale sia un patrimonio comune e non possa essere stravolta seguendo logiche di parte o interessi contingenti.
Rivolgendosi ai tanti ragazzi presenti, Rocca ha citato il Presidente Mattarella con un appello accorato: "Giovani, siate esigenti, coraggiosi, scegliete il vostro futuro, sentitevi responsabili come la generazione che 80 anni fa costruì l'Italia moderna". La democrazia, ha ammonito, non è garantita per sempre e richiede una cura costante, la stessa che l'amministrazione cerca di mettere quotidianamente nel rendere la Costituzione "esperienza concreta nella vita dei cittadini" attraverso i servizi sociali, la scuola e la difesa del territorio. Anche il nuovo capogruppo degli Alpini, Ilario Sala, ha voluto lasciare un messaggio alle nuove generazioni, descrivendo l'essere alpino come uno stile di vita fondato su solidarietà e impegno concreto: "Siate custodi della libertà, abbiate il coraggio delle vostre idee, ma sempre nel rispetto degli altri e delle regole democratiche".


In chiusura, il Sindaco ha toccato il tema della pace, definendola "il dono più pregiato del 25 aprile", una conquista quotidiana che va difesa allontanando ogni linguaggio di violenza. Rocca ha quindi invitato la cittadinanza ai prossimi appuntamenti comunitari, come la Pedalata della pace prevista per la mattina di domani, domenica 26, in piazza della Pace e l'accoglienza, il prossimo 14 maggio, della Lampada della Pace proveniente da Assisi. La cerimonia si è conclusa con i brani eseguiti dall'associazione musicale Archè e il tradizionale rinfresco degli Alpini, prima che la festa proseguisse con il pranzo di comunità presso la stazione e il concerto resistente pomeridiano.
M.Pen.
























