Santa Maria Hoè: il sindaco ricorda il 25 aprile come ‘rivoluzione’

Nella mattinata di sabato 25 aprile la comunità di Santa Maria Hoè si è riunita per celebrare l’Anniversario della Liberazione d’Italia, in una cerimonia partecipata e ricca di significato civile e storico. L’iniziativa, promossa dal Comune insieme alla sezione Brianza Meratese dell’ANPI, ha visto la collaborazione del gruppo Alpini di Monte San Genesio e della sezione locale dell’Associazione Nazionale Fante, con la presenza – per la prima volta – del neonato gruppo di Protezione Civile del paese, oltre ad alcuni cittadini.
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La commemorazione ha avuto inizio presso la casetta degli Alpini nel parco “Don Carlo Turrini”, dove alle ore 9:15 si è svolto il solenne alzabandiera, curato dagli Alpini e dai Fanti, accompagnato dalle note dell’Inno di Mameli eseguito dalla Banda Sociale Meratese. Un momento intenso, che ha dato ufficialmente avvio alla celebrazione.

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Il sindaco Efrem Brambilla
A seguire, hanno preso la parola il sindaco Efrem Brambilla e Fulvio Magni, rappresentante del direttivo ANPI Brianza Meratese, offrendo riflessioni profonde sul significato del 25 aprile. Nel suo intervento, il sindaco Brambilla ha voluto sottolineare il legame storico tra il territorio e la tradizione alpina, ricordando anche figure emblematiche della Resistenza come Enrico Martini Mauri e Teresio Olivelli. 
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Ha proposto una lettura del 25 aprile non solo come liberazione, ma come una vera e propria “rivoluzione”, capace di trasformare radicalmente la società italiana, rendendola più libera e democratica. Il momento più toccante del suo discorso è stato la lettura della “Preghiera del Ribelle”, scritta dallo stesso Olivelli insieme a Carlo Bianchi, un testo di grande forza morale e spirituale che ancora oggi rappresenta un simbolo della lotta partigiana.
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Fulvio Magni
Fulvio Magni ha invece posto l’accento sulla necessità di custodire e difendere la memoria della Resistenza e i valori fondanti della Costituzione italiana. Nel suo intervento, ha ribadito il ruolo centrale dei partigiani nella liberazione del Paese, sottolineando come essa sia stata conquistata soprattutto grazie al sacrificio di giovani italiani. Ha inoltre richiamato l’importanza di contrastare ogni tentativo di revisionismo storico e di mantenere vivo l’impegno antifascista, considerandolo non un retaggio del passato, ma una responsabilità attuale, anche alla luce dei conflitti attualmente in corso nel mondo e le decisioni prese da determinati capi di governo. 
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La cerimonia è poi proseguita con la benedizione del cesto floreale da parte di don Luigi Carrara, seguita dalla formazione di un corteo che, accompagnato dal gruppo bandistico di Merate, ha attraversato il paese fino al monumento ai caduti, dove è stata deposta la cesta floreale in memoria di tutti i caduti del paese.

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Una mattinata partecipata, che ha saputo unire memoria, riflessione e comunità, rinnovando l’impegno collettivo a custodire i valori di libertà, democrazia e giustizia. 
E.Ma.
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