Merate: cittadini presenti e non spettatori distratti, l'auspicio per il 25 aprile

La celebrazione del 25 aprile, festa di Liberazione, ha avuto inizio con la Santa Messa nella chiesa prepositurale. Ricordando la ricorrenza di San Marco, don Mauro Malighetti ha incentrato la sua riflessione partendo dalla difficoltà, anzi dal fastidio che oggi, troppo spesso, l'uomo avverte quando è chiamato a ragionare di testa e ad agire con intelligenza e non di pancia o con superficialità.
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“Oggi siamo chiamati a fare memoria di vite spese e di sacrifici comunitari per un futuro di pace” ha detto, opponendo l'individualismo che spesso caratterizza il nostro agire, e offrendo alcuni stralci della riflessione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella “La memoria sia grata per chi si è sacrificato ma ci sia anche consapevolezza e responsabilità affinchè nel nostro piccolo portiamo avanti queste relazioni positive. Oggi ricordiamo coloro che con il sacrificio della loro vita hanno gettato semi, a noi il compito di farli crescere”.
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Al termine della funzione religiosa, il corteo accompagnato dalla banda e dalle rappresentanze delle istituzioni, delle associazioni e delle realtà di volontariato impegnate nel soccorso, ha attraversato le vie più antiche della città per poi arrivare nel cuore, in piazza Prinetti e portarsi di fronte al municipio dove si è svolto il resto della cerimonia.

Dopo l'onore ai caduti con l'alzabandiera e gli inni patriottici, prima a prendere la parola è stata Marisa Bandini rappresentante di ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) che in una riflessione profonda e attuale ha ricordato come la libertà non sia un regalo ma una conquista. 

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Ripercorrendo alcuni tra i conflitti più sanguinosi e cruenti che sono in corso nel mondo, alcuni più noti altri meno conosciuti ma non per questo meno tragici, ha ricordato la facilità con cui si aprono fronti di guerra e per questo ha invitato tutti, come faceva l'attivista bulciaghese Vittorio Arrigoni, a non assuefarsi alla disumanità, individuando nella cultura e nelle idee la strada per emergere da questi abissi.
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I papaveri realizzati dagli ospiti della Casa albergo Leoni e poi distribuiti al termine della cerimonia

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A chiudere la mattinata è stato il discorso del sindaco Mattia Salvioni che ha sottolineato in particolar modo come la democrazia abbia bisogno di cittadini presenti e non di spettatori distratti e che “la libertà si indebolisce poco alla volta se non viene custodita: quando ci si abitua all’ingiustizia, quando si tollera la prepotenza, quando si pensa che partecipare non serva, quando si rinuncia alla verità e ci si consegna all’indifferenza. Per questo il messaggio del 25 aprile è profondamente attuale”.

Dopo gli ultimi brani eseguiti dalla banda e il canto del partigiano declamato da una giovane accompagnata dalle note della chitarra, il corteo si è sciolto.

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S.V.
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