Occorre ulteriormente fare i conti con le speculazioni bibliche su guerra e violenza
Molto condivisibile l'intervento di Pietro Santoro in Church Pocket/107 https://www.merateonline.it/notizie/155648/church-pocket-107-quando-il-vangelo-disturba-il-potere-trump-leone-xiv-e-lo-scandalo-della-pace.
Mi sembra proprio che anche dalla sua puntuale disanima chiarificatrice del ruolo e della “missione” del Papato e dell'intera Cristianità emerga l'esigenza di contribuire a prosciugare quelle argomentazioni bibliche e teologiche che ormai troppi potenti e presunti “profeti” strumentalmente utilizzano per giustificare i loro orrendi comportamenti violenti in particolare guerreschi.
Già autorevolissime voci, su tutti il coraggioso Papa Leone XIV ma anche vari predecessori a partire da Papa Francesco, si sono apertamente espresse sul non utilizzare mai Dio per coprire azioni violente e giustificare addirittura guerre e stragi di innocenti. Cosa peraltro successa anche in altre epoche della Storia, quasi una costante, ma oggigiorno ancora più da contrastare visti i tragicissimi eventi in corso e i terribili effetti delle armi moderne.
Quindi lungi da me, semplice cittadino e tentativo di cristiano in ricerca, voler esprimere considerazioni “ da esperto in Teologia”su un tema delicatissimo che incide direttamente sulla carne viva del Cristianesimo. Mi sento però, senza alcuna presunzione di esaustività e usando argomentazioni le più semplici e sintetiche possibili, di porre una questione non certo nuova: quella dell'apparente contraddizione di alcune caratteristiche attribuite a Dio nell'Antico Testamento con il messaggio di quel Gesù di Nazareth che ci ha rivelato il vero “volto di Dio”.
Prendo anche spunto da un passaggio che ho ascoltato poco tempo fa dello stesso Card. Pizzaballa che durante un collegamento radiofonico ebbe a dire sul tema che prima o poi occorra ulteriormente fare i conti con queste perlomeno apparenti contraddizioni e le loro conseguenti anticristiane strumentalizzazioni.
Cito solo il passaggio relativo a quanto Dio nella Bibbia (1 Samuele 15) ordina a Saul, attraverso il giudice/profeta Samuele (per difendersi dai nemici della “Terra Promessa”), di sterminare gli Amaleciti, compresi donne, vecchi, bambini e pure animali.
Certamente da sempre bisogna saper distinguere la vera essenza divina da quelle che possono essere definite rappresentazioni storiche legate alla cultura di un Popolo, in questo caso quello Israelita.
Come dire che occorre saper discernere la vera Parola di Dio da quella degli uomini.
Ma forse occorrerebbe anche prendere più apertamente le distanze da certi passi dell'Antico Testamento che stridono con Gesù Cristo e che non a caso sono prese a ignobile pretesto per efferate violenze e sanguinari eccidi come accade oggi da parte di fanatici fondamentalisti che guidano di fatto e purtroppo Israele congiuntamente a cinici arrivisti, con il beneplacito di gran parte del suo popolo.
A volte, non so se sto umanizzando troppo, mi scopro a pensare che Dio rispettando pienamente la libertà degli uomini li ha lasciati pure liberi di snaturare il suo “volto” anche se, sempre nella Bibbia, la gran parte delle azioni e attribuzioni di Dio narrano di Giustizia e Misericordia. Ad esempio, in netto anticipo coi quei tempi, la protezione di vedove e orfani, la predilezione per gli oppressi e anche passaggi di profonda tenerezza nei confronti dei più deboli.... Ma che, proprio per sanare questo umano stravolgimento del “Suo Volto”, abbia mandato suo Figlio a ripristinare, contro ogni rischio di indebita appropriazione, quello Vero e cioè quello l'Amore Universale per ogni Uomo e tra gli Uomini.
Non so se tutto questo sia teologicamente corretto ma è la spiegazione che cerco di darmi alla luce del Vangelo.
Del resto trovo illuminante questo passaggio di Don Stefano Stimamiglio, direttore di Famiglia Cristiana che nel numero 38/2025 in una articolata esposizione su questi delicati temi tra l'altro scriveva: “ Per i cristiani, il termine di paragone ultimo della Rivelazione rimane Gesù, Colui che ha narrato Dio (cfr. Giovanni 1,18). Per questo, non tutto nella “storia sacra” è Parola di Dio in modo diretto e letterale: occorre discernere in ogni testo, in ogni libro, ciò che Dio – mediante l'autore sacro – voleva dire. E, ci ricorda il Concilio Vaticano II (in particolare la Costituzione Dei Verbum) che lì occorre trovarvi la verità “per la nostra salvezza”.
Mi sembra proprio che anche dalla sua puntuale disanima chiarificatrice del ruolo e della “missione” del Papato e dell'intera Cristianità emerga l'esigenza di contribuire a prosciugare quelle argomentazioni bibliche e teologiche che ormai troppi potenti e presunti “profeti” strumentalmente utilizzano per giustificare i loro orrendi comportamenti violenti in particolare guerreschi.
Già autorevolissime voci, su tutti il coraggioso Papa Leone XIV ma anche vari predecessori a partire da Papa Francesco, si sono apertamente espresse sul non utilizzare mai Dio per coprire azioni violente e giustificare addirittura guerre e stragi di innocenti. Cosa peraltro successa anche in altre epoche della Storia, quasi una costante, ma oggigiorno ancora più da contrastare visti i tragicissimi eventi in corso e i terribili effetti delle armi moderne.
Quindi lungi da me, semplice cittadino e tentativo di cristiano in ricerca, voler esprimere considerazioni “ da esperto in Teologia”su un tema delicatissimo che incide direttamente sulla carne viva del Cristianesimo. Mi sento però, senza alcuna presunzione di esaustività e usando argomentazioni le più semplici e sintetiche possibili, di porre una questione non certo nuova: quella dell'apparente contraddizione di alcune caratteristiche attribuite a Dio nell'Antico Testamento con il messaggio di quel Gesù di Nazareth che ci ha rivelato il vero “volto di Dio”.
Prendo anche spunto da un passaggio che ho ascoltato poco tempo fa dello stesso Card. Pizzaballa che durante un collegamento radiofonico ebbe a dire sul tema che prima o poi occorra ulteriormente fare i conti con queste perlomeno apparenti contraddizioni e le loro conseguenti anticristiane strumentalizzazioni.
Cito solo il passaggio relativo a quanto Dio nella Bibbia (1 Samuele 15) ordina a Saul, attraverso il giudice/profeta Samuele (per difendersi dai nemici della “Terra Promessa”), di sterminare gli Amaleciti, compresi donne, vecchi, bambini e pure animali.
Certamente da sempre bisogna saper distinguere la vera essenza divina da quelle che possono essere definite rappresentazioni storiche legate alla cultura di un Popolo, in questo caso quello Israelita.
Come dire che occorre saper discernere la vera Parola di Dio da quella degli uomini.
Ma forse occorrerebbe anche prendere più apertamente le distanze da certi passi dell'Antico Testamento che stridono con Gesù Cristo e che non a caso sono prese a ignobile pretesto per efferate violenze e sanguinari eccidi come accade oggi da parte di fanatici fondamentalisti che guidano di fatto e purtroppo Israele congiuntamente a cinici arrivisti, con il beneplacito di gran parte del suo popolo.
A volte, non so se sto umanizzando troppo, mi scopro a pensare che Dio rispettando pienamente la libertà degli uomini li ha lasciati pure liberi di snaturare il suo “volto” anche se, sempre nella Bibbia, la gran parte delle azioni e attribuzioni di Dio narrano di Giustizia e Misericordia. Ad esempio, in netto anticipo coi quei tempi, la protezione di vedove e orfani, la predilezione per gli oppressi e anche passaggi di profonda tenerezza nei confronti dei più deboli.... Ma che, proprio per sanare questo umano stravolgimento del “Suo Volto”, abbia mandato suo Figlio a ripristinare, contro ogni rischio di indebita appropriazione, quello Vero e cioè quello l'Amore Universale per ogni Uomo e tra gli Uomini.
Non so se tutto questo sia teologicamente corretto ma è la spiegazione che cerco di darmi alla luce del Vangelo.
Del resto trovo illuminante questo passaggio di Don Stefano Stimamiglio, direttore di Famiglia Cristiana che nel numero 38/2025 in una articolata esposizione su questi delicati temi tra l'altro scriveva: “ Per i cristiani, il termine di paragone ultimo della Rivelazione rimane Gesù, Colui che ha narrato Dio (cfr. Giovanni 1,18). Per questo, non tutto nella “storia sacra” è Parola di Dio in modo diretto e letterale: occorre discernere in ogni testo, in ogni libro, ciò che Dio – mediante l'autore sacro – voleva dire. E, ci ricorda il Concilio Vaticano II (in particolare la Costituzione Dei Verbum) che lì occorre trovarvi la verità “per la nostra salvezza”.
Germano Bosisio
























