Verderio: se l'inferno ha un nome quello è il Donbass. Fumagalli e la sua Ucraina

“Se si potesse dare un nome all’inferno, quello sarebbe il Donbass”. Con queste parole cariche di una consapevolezza appresa sul campo, Tommaso Fumagalli, fotogiornalista classe 2003, ha risvegliato la coscienza di coloro presenti in sala parrocchiale, portando al suo paese natale Verderio le testimonianze dell’esperienza al fronte ucraino.
IMG_9096.jpg (633 KB)
L’evento è stato promosso dall’amministrazione comunale in collaborazione con la comunità parrocchiale per dare voce all’Ucraina e non restare indifferenti. A introdurre la serata è stata Giovanna Riva, assessore alla cultura e vicesindaco di Verderio, che ha ringraziato Tommaso del suo prezioso lavoro, trasformando la fotografia in uno strumento di riflessione attiva “segno di una comunità attenta, che non vuole voltarsi dall’altra parte”.
Il titolo scelto per la serata “Ruletka”, traducente di roulette sia in ucraino che in russo, spiega proprio la “causalità della guerra”. Non si ha il controllo di scegliere dove nascere, di chi vive sotto le bombe… le cose succedono e basta.
IMG_9087.jpg (567 KB)
Tommaso ha illustrato per prima cosa ai presenti l’incredibile parabola della sua vita. Da una carriera avviata come programmatore a Milano, dopo aver conseguito il diploma di informatico al Viganò di Merate, nel 2023 prende la decisione di partire come volontario a Kiev per ricostruire le case dei civili bombardate. Da lì la sua vita prenderà un’altra piega: in seguito ad un attacco aereo avviene l’incontro con un fotoreporter della Reuters. L’interazione con il professionista accende in Tommaso una scintilla che, una volta tornato in Italia, compra la sua prima macchina fotografica decidendo di cambiare tutto. Lascia un lavoro stabile e ben retribuito per inseguire “ciò che lo fa star bene”, documentare la realtà e sensibilizzare quante più persone possibile sugli orrori della guerra. Da maggio 2025 diventa fotogiornalista autonomo, accreditandosi per poter raggiungere le zone più pericolose del conflitto.

Galleria fotografica (vedi tutte le 13 immagini)


Le immagini proiettate mostrano il suo percorso in Ucraina dal 2023 ad oggi, dove ha avuto l’opportunità di seguire testimonianze da Ovest a Est del paese, partendo dai centri di riabilitazione fisica e psicologica per i veterani nei Carpazi fino alle zone rosse di conflitto come Kramatorsk e Slov”jans’k.
Il giovane si stabilizza proprio a Kramatorsk, città del pre-fronte una volta popolata da 150.000 persone e ora ridotta a un terzo degli abitanti, dove la popolazione civile è amalgamata in modo impressionante ai militari, ai bombardamenti forzati e a una convivenza con i droni.
IMG_9111.jpg (464 KB)
Grazie alle testimonianze fotografiche si fa luce su concetti che si non si trovano solo sui libri di storia, come le donne di Odessa che si fanno carico di lavori pesanti per sopperire alla mancanza di uomini, i volti segnati dai veterani nei centri di riabilitazioni a Kiev e atleti che, nonostante le gravi amputazioni subite, non smettono di allenarsi, trasformando la propria disabilità in una nuova forma di resilienza sportiva.
Fumagalli ha mostrato in particolare un video di un bombardamento a Odessa, registrato per caso dal telefono incastrato nel giubbotto antiproiettile, e ha documentato le attività di recupero dei corpi dei caduti da parte della ONG “Platzdarm”. Chiaramente non sono mancate immagini forti, per le quali il giovane commenta “come posso scusarmi, se questa è la realtà”.
IMG_9104.jpg (433 KB)
La serata si è conclusa con uno spazio dedicato alle domande e un appello alla solidarietà. I fondi raccolti saranno destinati ad associazioni che si occupano della pericolosa operazione di evacuazione dei civili dalle zone vicine al fronte. Il progetto “Generazione Z” nel Donbass è volto al sostegno degli orfani e dei ragazzi che vivono in una realtà stravolta dalla legge marziale e dalla paura. Il sostegno all’iniziativa è un gesto concreto di vicinanza, dimostrando che la testimonianza di un giovane può davvero fare la differenza per i suoi coetanei dall’altra parte dell’Europa.
G.Lu.
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.