Cernusco: la pensilina del pullman semidistrutta dai vandali. Ma le telecamere?

Quella che vedete nella foto è la pensilina del pullman che si trova nel grande parcheggio della stazione ferroviaria di Cernusco-Merate. I vetri sono stati presi a sassate (presumibilmente), quelli rimasti riempiti di scritte. La pensilina accanto, addirittura, i vetri non li ha nemmeno più e, al massimo, se ne trovano le schegge a terra, ad altezza di ginocchio in caso di caduta. Ho aspettato qualche tempo prima di sollecitare la vostra curiosità giornalistica. Sono passati giorni, settimane e mesi eppure la situazione non è cambiata. La pensilina continua ad essere un monumento all’incuria. E allora, forse, vale la pena di ricondurre alle proprie responsabilità chi si deve occupare della gestione di quelle pensiline.
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Intendiamoci subito. Che l’essere umano sia mediamente incivile per natura, è un fatto. Ma, in ogni caso, non è un fatto che possa esimere un Comune – ovvero l’insieme degli esseri umani di una comunità circoscritta – dall’avere cura della cosa pubblica, che è di tutti per definizione prima ancora che per luogo comune. La domanda successiva è semplice. Chi deve occuparsi del decoro di quelle pensiline? Non ho la risposta, ma soltanto un solido indizio rappresentato da un cartello che si trova in stazione e che (vado a memoria) chiarisce come “il decoro pubblico sia affidato al comune di Cernusco Lombardone”. Parcheggio compreso, mi viene da pensare. Se la pensilina è in quella situazione, di conseguenza, la colpa è (innanzitutto) dei vandali ma, in seconda battuta, del Comune. Il quadro è desolante: a tutto ciò bisogna aggiungere altre scritte spray sui muri a caratteri cubitali, razziste e volgari e che pure loro resistono imperterrite al tempo che scorre. L’ha già detto qualcuno, ma non ho timore a ripeterlo: il bello chiama il bello. Se un’area è degradata e non viene ripulita, continuerà ad essere degradata. Se nessuno sostituirà i vetri con la scusa che tanto li rompono un’altra volta, lo squallore non potrà che aumentare: c’è chi sentirà in diritto di rovesciare i cestini, chi di lasciare la spazzatura nell’aiuola. Il tutto davanti agli occhi dei pendolari e degli studenti (dove sta scritto che non hanno diritto pure loro a un po’ di decoro?) e dei turisti che – sempre più frequentemente – sbarcano nelle feste comandate per dirigersi a piedi nella valle del Curone. Viceversa, se un’area è tenuta con decoro (chiedete al sindaco di Pescate o fate un giro in Alto Adige, dove i cestini sono pochissimi e la bottiglietta vuota dell’acqua si tiene in tasca), anche il più irriducibile dei maleducati ci penserà dieci volte prima di lasciare un mozzicone per strada. Il mancato intervento, purtroppo, è soltanto un alibi, peraltro facilmente smontabile. Un altro cartello, infatti, recita con parole severe che l’area è videosorvegliata. Benissimo, nel caso i vandali tornassero alla carica, si guardino le telecamere, li si vada a prendere per le orecchie e si chieda loro – a nome di tutti – di ripagare il danno. Una, due, tre volte… alla fine si stancheranno. Con il risultato che noi avremo una pensilina in ordine, e il Comune di Cernusco avrà finalmente assolto ai suoi doveri. 
Alessandro M, Merate
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