"Comunità Parco": variante PTC e rendiconto approvati
La Comunità del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone si è riunita lunedì 20 aprile presso la sede in Località Butto per affrontare un ordine del giorno incentrato sulla gestione finanziaria e sulla pianificazione territoriale.

La seduta, presieduta da Giovanni Zardoni, ha visto la partecipazione dei rappresentanti dei comuni soci e dei tecnici dell'ente per l'esame del rendiconto dell'esercizio 2025 e l'adozione della variante al Piano Territoriale di Coordinamento (PTC), passaggio necessario per integrare normativamente le nuove aree acquisite nel territorio del Monte di Brianza.


L'analisi dei dati finanziari, presentata dalla direttrice dell’ufficio tecnico Mariella Nicastro, ha evidenziato un avanzo di amministrazione poco sopra i 33mila euro. Il dato segna una flessione rispetto agli esercizi precedenti, ma la presidenza ha chiarito che tale riduzione risponde a una precisa scelta gestionale volta a impegnare le risorse nell'esercizio corrente piuttosto che accumularle. Al 31 dicembre 2025, il fondo di cassa dell'ente ammontava a circa 499mila euro, a fronte di pagamenti effettuati durante l'anno per circa 996mila euro. Il sindaco di Merate, Mattia Salvioni, è intervenuto rilevando come la quota di risorse realmente impegnate abbia raggiunto una percentuale vicina al 90%, indicando una gestione attiva dei fondi a disposizione. L'avanzo residuo verrà mantenuto per il cofinanziamento di futuri bandi e per interventi programmati sulla comunicazione istituzionale.


Il punto centrale della seduta è stato l’adozione della variante al PTC, illustrata con il supporto tecnico di Michele Cereda, già direttore del Parco, e dell’architetto Luisella Mauri. La variante si è resa necessaria per definire le destinazioni d'uso e le norme di tutela per i territori di recente inclusione, in particolare nei comuni di Valgreghentino e Olgiate Molgora. Durante l'illustrazione, è stata evidenziata la differente natura del Monte di Brianza rispetto alle aree storiche del parco: se nella Valle del Curone la priorità è la conservazione del bosco, nelle nuove aree si riscontra un fenomeno di avanzamento della vegetazione che rischia di compromettere il mosaico paesaggistico tradizionale e la biodiversità delle zone aperte. L'analisi cartografica storica ha confermato come la perdita di prati e terrazzamenti aumenti inoltre il rischio di incendi, venendo a mancare il presidio agricolo che funge da barriera naturale.


Tra le modifiche puntuali inserite nel documento, assume rilievo la nuova regolamentazione per l’ex area RDB a Lomagna. La variante introduce la possibilità di un incremento volumetrico massimo del 10% per l'intero comparto dismesso, a condizione che venga presentato un progetto unico di riqualificazione approvato congiuntamente dall'ente Parco e dal Comune. Tale previsione include l'obbligo di compensazioni ambientali e naturalistiche proporzionali all'ampliamento, da realizzarsi all'interno del territorio comunale di Lomagna. Un altro intervento normativo ha riguardato Cascina Rapello ad Aizurro, frazione di Airuno, dove è stata istituita una zona speciale per consentire lo svolgimento di attività educative e culturali legate alla Cooperativa Sociale "Liberi Sogni", regolarizzando le strutture necessarie ma prevedendo il ripristino dei luoghi in caso di cessazione delle attività stesse.


La variante introduce inoltre norme più stringenti per la tutela del paesaggio e della rete sentieristica. L’articolo 28 impone ora l’interramento obbligatorio delle nuove linee elettriche e di telecomunicazione, salvo casi di comprovata impossibilità tecnica, per limitare l'impatto visivo sui profili collinari. Sul fronte della fruizione, l'Ente ha deciso di ripristinare l'obbligo di autorizzazione per le manifestazioni sportive e culturali di carattere professionale. Questa misura mira a monitorare l'uso dei sentieri, la cui manutenzione comporta costi annuali di circa 30mila euro, e a valutare eventuali contributi legati ai servizi ecosistemici offerti dal territorio. Inoltre, sono state aggiunte disposizioni specifiche per le attività forestali, obbligando gli operatori al ripristino della percorribilità dei tracciati al termine dei lavori di taglio.

La discussione successiva ha visto gli interventi dei rappresentanti delle associazioni, che hanno sollevato alcune criticità tecniche e gestionali. Sergio Limonta, per il mondo venatorio, ha proposto l’istituzione di cauzioni obbligatorie per chi effettua tagli boschivi con mezzi pesanti, al fine di garantire il reale ripristino dei sentieri danneggiati. Giuseppe Sardi, per le associazioni ambientaliste, ha richiesto chiarimenti sulla struttura del bilancio e sui tempi della procedura di adozione. Il dibattito ha toccato anche il tema del regolamento per gli interventi in assemblea, risalente al 2012, che limita la parola ai rappresentanti esterni a fine seduta; la presidenza si è impegnata a valutare possibili revisioni di tali norme per favorire il confronto istituzionale. Al termine del dibattito, la Comunità del Parco ha approvato la variante all’unanimità. Il documento rimarrà ora depositato per 30 giorni per la consultazione pubblica, seguiti da 60 giorni per la presentazione di osservazioni da parte dei cittadini, con l'obiettivo di giungere all'approvazione definitiva entro settembre.
CLICCA QUI per il documento di indirizzo sull'ampliamento

La seduta, presieduta da Giovanni Zardoni, ha visto la partecipazione dei rappresentanti dei comuni soci e dei tecnici dell'ente per l'esame del rendiconto dell'esercizio 2025 e l'adozione della variante al Piano Territoriale di Coordinamento (PTC), passaggio necessario per integrare normativamente le nuove aree acquisite nel territorio del Monte di Brianza.


L'analisi dei dati finanziari, presentata dalla direttrice dell’ufficio tecnico Mariella Nicastro, ha evidenziato un avanzo di amministrazione poco sopra i 33mila euro. Il dato segna una flessione rispetto agli esercizi precedenti, ma la presidenza ha chiarito che tale riduzione risponde a una precisa scelta gestionale volta a impegnare le risorse nell'esercizio corrente piuttosto che accumularle. Al 31 dicembre 2025, il fondo di cassa dell'ente ammontava a circa 499mila euro, a fronte di pagamenti effettuati durante l'anno per circa 996mila euro. Il sindaco di Merate, Mattia Salvioni, è intervenuto rilevando come la quota di risorse realmente impegnate abbia raggiunto una percentuale vicina al 90%, indicando una gestione attiva dei fondi a disposizione. L'avanzo residuo verrà mantenuto per il cofinanziamento di futuri bandi e per interventi programmati sulla comunicazione istituzionale.


Il punto centrale della seduta è stato l’adozione della variante al PTC, illustrata con il supporto tecnico di Michele Cereda, già direttore del Parco, e dell’architetto Luisella Mauri. La variante si è resa necessaria per definire le destinazioni d'uso e le norme di tutela per i territori di recente inclusione, in particolare nei comuni di Valgreghentino e Olgiate Molgora. Durante l'illustrazione, è stata evidenziata la differente natura del Monte di Brianza rispetto alle aree storiche del parco: se nella Valle del Curone la priorità è la conservazione del bosco, nelle nuove aree si riscontra un fenomeno di avanzamento della vegetazione che rischia di compromettere il mosaico paesaggistico tradizionale e la biodiversità delle zone aperte. L'analisi cartografica storica ha confermato come la perdita di prati e terrazzamenti aumenti inoltre il rischio di incendi, venendo a mancare il presidio agricolo che funge da barriera naturale.


Tra le modifiche puntuali inserite nel documento, assume rilievo la nuova regolamentazione per l’ex area RDB a Lomagna. La variante introduce la possibilità di un incremento volumetrico massimo del 10% per l'intero comparto dismesso, a condizione che venga presentato un progetto unico di riqualificazione approvato congiuntamente dall'ente Parco e dal Comune. Tale previsione include l'obbligo di compensazioni ambientali e naturalistiche proporzionali all'ampliamento, da realizzarsi all'interno del territorio comunale di Lomagna. Un altro intervento normativo ha riguardato Cascina Rapello ad Aizurro, frazione di Airuno, dove è stata istituita una zona speciale per consentire lo svolgimento di attività educative e culturali legate alla Cooperativa Sociale "Liberi Sogni", regolarizzando le strutture necessarie ma prevedendo il ripristino dei luoghi in caso di cessazione delle attività stesse.


La variante introduce inoltre norme più stringenti per la tutela del paesaggio e della rete sentieristica. L’articolo 28 impone ora l’interramento obbligatorio delle nuove linee elettriche e di telecomunicazione, salvo casi di comprovata impossibilità tecnica, per limitare l'impatto visivo sui profili collinari. Sul fronte della fruizione, l'Ente ha deciso di ripristinare l'obbligo di autorizzazione per le manifestazioni sportive e culturali di carattere professionale. Questa misura mira a monitorare l'uso dei sentieri, la cui manutenzione comporta costi annuali di circa 30mila euro, e a valutare eventuali contributi legati ai servizi ecosistemici offerti dal territorio. Inoltre, sono state aggiunte disposizioni specifiche per le attività forestali, obbligando gli operatori al ripristino della percorribilità dei tracciati al termine dei lavori di taglio.

La discussione successiva ha visto gli interventi dei rappresentanti delle associazioni, che hanno sollevato alcune criticità tecniche e gestionali. Sergio Limonta, per il mondo venatorio, ha proposto l’istituzione di cauzioni obbligatorie per chi effettua tagli boschivi con mezzi pesanti, al fine di garantire il reale ripristino dei sentieri danneggiati. Giuseppe Sardi, per le associazioni ambientaliste, ha richiesto chiarimenti sulla struttura del bilancio e sui tempi della procedura di adozione. Il dibattito ha toccato anche il tema del regolamento per gli interventi in assemblea, risalente al 2012, che limita la parola ai rappresentanti esterni a fine seduta; la presidenza si è impegnata a valutare possibili revisioni di tali norme per favorire il confronto istituzionale. Al termine del dibattito, la Comunità del Parco ha approvato la variante all’unanimità. Il documento rimarrà ora depositato per 30 giorni per la consultazione pubblica, seguiti da 60 giorni per la presentazione di osservazioni da parte dei cittadini, con l'obiettivo di giungere all'approvazione definitiva entro settembre.
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M.Pen.
























