Ponte di Brivio: in sala civica Airoldi ripercorre l’iter che a maggio porterà alla chiusura
Si è tenuta nella serata di domenica 19 aprile nella sala consiliare del Comune di Brivio l’assemblea pubblica dedicata all’imminente chiusura del ponte di Brivio per lavori di manutenzione straordinaria che saranno eseguiti da Anas tramite l’azienda Collini e allungheranno la vita utile del viadotto di 75 anni.

Il primo cittadino ha parlato apertamente di una gestione della comunicazione “molto carente, se non assente”, citando anche episodi recenti come la mancata emissione di un’ordinanza per la chiusura notturna del ponte. Il Comune, ha spiegato, ha più volte chiesto l’istituzione di una “cabina di regia” per coordinare le informazioni, ma senza ottenere riscontri concreti.

Airoldi ha evidenziato come l’amministrazione sia entrata in possesso del progetto esecutivo solo nell’agosto 2025 e che, prima di allora, i contatti con Anas si fossero limitati a un unico incontro nella sede del Parco Adda Nord. Quanto all’avvio dell’iter, è stato ricordato che dopo il crollo del ponte Morandi di Genova nel 2018, erano scattati i controlli su tutte le infrastrutture simili. Il ponte di Brivio, costruito oltre un secolo fa, risulta oggi ampiamente oltre la sua vita utile (stimata in 100 anni) e non più adeguato ai carichi e alle esigenze del traffico moderno.

Le indagini, condotte anche dal Politecnico di Milano con il coinvolgimento di due dipartimenti, hanno evidenziato un peggioramento significativo dello stato della struttura, accelerato negli ultimi mesi. Il professor Gentile, strutturista incaricato da Anas, ha indicato la necessità di intervenire con urgenza, fino a ipotizzare la chiusura immediata in assenza di lavori. Da qui il motivo dell'accelerazione dei tempi di esecuzione.

L’intervento previsto non sarà un semplice risanamento conservativo, ma una trasformazione profonda del ponte. Saranno circa 20 le fasi lavorative, sintetizzate dal sindaco Airoldi – ingegnere di professione – in 5 macro-fasi, che comporteranno la demolizione progressiva dell’impalcato e la sua ricostruzione.

Il ponte cambierà anche dal punto di vista estetico e strutturale: verranno introdotti cavi tiranti e modificati gli appoggi. Infine sarà completamente rifatta la sede stradale. “Cambieranno i connotati del ponte”, ha osservato Airoldi, esprimendo anche qualche perplessità sulla durabilità di alcune soluzioni previste, come il colore bianco scelto per i tiranti.

Uno dei punti più critici riguarda le tempistiche, che – secondo il sindaco – non sono state ancora definite in modo chiaro e ufficiale. I lavori dovrebbero durare circa 15 mesi, ma il sindaco Airoldi ha chiesto più volte ad Anas se si intende dalla consegna del cantiere (quindi a marzo scorso) o dall’effettivo inizio dei lavori (dunque dal 4 maggio). Inoltre non è stato chiarito se le tempistiche potranno essere più brevi dato che l’azienda Collini ha informato che lavorerà h24.

Durante questo periodo il ponte sarà completamente chiuso al traffico e per motivi di sicurezza non è stato possibile adottare un senso unico alternato. La via alternativa individuata da Anas per scavalcare l’Adda è ponte di Cantù di Olginate, per cui i viaggiatori dovranno allungare la strada di 12 km almeno.

Il sindaco Airoldi ha sottolineato la necessità che tutte le informazioni relative alla chiusura e al percorso alternativo vengano comunicate con largo anticipo di tempo e di spazio, non solo attraverso la segnaletica posta ben prima, ma anche attraverso l’aggiornamento delle app di navigazione.
Airoldi ha ribadito che il Comune intende vigilare con attenzione sull’andamento dei lavori, monitorando con costanza il cronoprogramma. Inoltre, l’amministrazione intende impegnarsi nell’informare periodicamente la cittadinanza attraverso aggiornamenti bimestrali sul sito comunale e nuove assemblee pubbliche.
Come reso noto ormai da tempo, tra le richieste avanzate dal Comune c’è anche la realizzazione di una passerella pedonale, il cui costo è stato stimato in 8 milioni di euro. Il costo complessivo dell’opera si aggira intorno agli 14 milioni di euro. “Anas ha manifestato l’intenzione di compartecipare alla spesa, così come la Regione, ma sarà necessario attivare un tavolo istituzionale per definire con precisione la ripartizione” ha detto Airoldi, spiegando che è già stata avviata una progettazione preliminare.
Nel corso della serata non sono mancati gli interventi del pubblico, che hanno sollevato diverse criticità: dalla mancata applicazione dei limiti di peso già esistenti (75 tonnellate), alla carenza di controlli, fino ai timori per l’impatto economico e sociale della chiusura.

Altri interventi – come quello di Luigi Gasparini, presidente della Cooperativa Solleva – hanno evidenziato come il problema non riguardi solo Brivio, ma l’intero territorio, chiedendo una visione più ampia e una strategia condivisa tra i diversi enti coinvolti.

L’assemblea si è chiusa senza risposte definitive su molti aspetti, ma con la consapevolezza diffusa che la chiusura del ponte rappresenterà un passaggio doloroso per l’intero territorio.Tra esigenze di sicurezza, carenze comunicative e impatti sulla vita quotidiana, la sfida nei prossimi mesi sarà quella di coniugare l’urgenza dell’intervento con una gestione efficace e condivisa dei disagi.

Il sindaco Federico Airoldi
L’incontro ha registrato una partecipazione contenuta. Circa una trentina di cittadini presenti. Ad aprire l’assemblea è stato il sindaco Federico Airoldi, che ha ripercorso l’iter che ha portato alla decisione di intervenire sul ponte, soffermandosi in particolare su quella che ha definito una grave carenza da parte di Anas sul fronte della trasparenza e della comunicazione.

Airoldi ha evidenziato come l’amministrazione sia entrata in possesso del progetto esecutivo solo nell’agosto 2025 e che, prima di allora, i contatti con Anas si fossero limitati a un unico incontro nella sede del Parco Adda Nord. Quanto all’avvio dell’iter, è stato ricordato che dopo il crollo del ponte Morandi di Genova nel 2018, erano scattati i controlli su tutte le infrastrutture simili. Il ponte di Brivio, costruito oltre un secolo fa, risulta oggi ampiamente oltre la sua vita utile (stimata in 100 anni) e non più adeguato ai carichi e alle esigenze del traffico moderno.

Le indagini, condotte anche dal Politecnico di Milano con il coinvolgimento di due dipartimenti, hanno evidenziato un peggioramento significativo dello stato della struttura, accelerato negli ultimi mesi. Il professor Gentile, strutturista incaricato da Anas, ha indicato la necessità di intervenire con urgenza, fino a ipotizzare la chiusura immediata in assenza di lavori. Da qui il motivo dell'accelerazione dei tempi di esecuzione.

L’intervento previsto non sarà un semplice risanamento conservativo, ma una trasformazione profonda del ponte. Saranno circa 20 le fasi lavorative, sintetizzate dal sindaco Airoldi – ingegnere di professione – in 5 macro-fasi, che comporteranno la demolizione progressiva dell’impalcato e la sua ricostruzione.

Il ponte cambierà anche dal punto di vista estetico e strutturale: verranno introdotti cavi tiranti e modificati gli appoggi. Infine sarà completamente rifatta la sede stradale. “Cambieranno i connotati del ponte”, ha osservato Airoldi, esprimendo anche qualche perplessità sulla durabilità di alcune soluzioni previste, come il colore bianco scelto per i tiranti.

Uno dei punti più critici riguarda le tempistiche, che – secondo il sindaco – non sono state ancora definite in modo chiaro e ufficiale. I lavori dovrebbero durare circa 15 mesi, ma il sindaco Airoldi ha chiesto più volte ad Anas se si intende dalla consegna del cantiere (quindi a marzo scorso) o dall’effettivo inizio dei lavori (dunque dal 4 maggio). Inoltre non è stato chiarito se le tempistiche potranno essere più brevi dato che l’azienda Collini ha informato che lavorerà h24.

Durante questo periodo il ponte sarà completamente chiuso al traffico e per motivi di sicurezza non è stato possibile adottare un senso unico alternato. La via alternativa individuata da Anas per scavalcare l’Adda è ponte di Cantù di Olginate, per cui i viaggiatori dovranno allungare la strada di 12 km almeno.

Il sindaco Airoldi ha sottolineato la necessità che tutte le informazioni relative alla chiusura e al percorso alternativo vengano comunicate con largo anticipo di tempo e di spazio, non solo attraverso la segnaletica posta ben prima, ma anche attraverso l’aggiornamento delle app di navigazione.
Airoldi ha ribadito che il Comune intende vigilare con attenzione sull’andamento dei lavori, monitorando con costanza il cronoprogramma. Inoltre, l’amministrazione intende impegnarsi nell’informare periodicamente la cittadinanza attraverso aggiornamenti bimestrali sul sito comunale e nuove assemblee pubbliche.
Come reso noto ormai da tempo, tra le richieste avanzate dal Comune c’è anche la realizzazione di una passerella pedonale, il cui costo è stato stimato in 8 milioni di euro. Il costo complessivo dell’opera si aggira intorno agli 14 milioni di euro. “Anas ha manifestato l’intenzione di compartecipare alla spesa, così come la Regione, ma sarà necessario attivare un tavolo istituzionale per definire con precisione la ripartizione” ha detto Airoldi, spiegando che è già stata avviata una progettazione preliminare.
Nel corso della serata non sono mancati gli interventi del pubblico, che hanno sollevato diverse criticità: dalla mancata applicazione dei limiti di peso già esistenti (75 tonnellate), alla carenza di controlli, fino ai timori per l’impatto economico e sociale della chiusura.

Il geometra Marco Manzoni, responsabile dell'Ufficio Tecnico
Tra le preoccupazioni emerse anche quelle legate alla sicurezza, all’assenza di un piano dettagliato e ai possibili disagi causati dai lavori notturni, sui quali si attende un parere dell’Arpa per la valutazione dell’impatto acustico.Altri interventi – come quello di Luigi Gasparini, presidente della Cooperativa Solleva – hanno evidenziato come il problema non riguardi solo Brivio, ma l’intero territorio, chiedendo una visione più ampia e una strategia condivisa tra i diversi enti coinvolti.

Luigi Gasparini
Infine, è stato toccato anche il tema dei ristori economici per cittadini e attività penalizzate. Il sindaco Airoldi ha fatto sapere che la Provincia di Lecco ha già fornito un primo riscontro, indicando che saranno Regione e Anas a dover gestire eventuali compensazioni.L’assemblea si è chiusa senza risposte definitive su molti aspetti, ma con la consapevolezza diffusa che la chiusura del ponte rappresenterà un passaggio doloroso per l’intero territorio.Tra esigenze di sicurezza, carenze comunicative e impatti sulla vita quotidiana, la sfida nei prossimi mesi sarà quella di coniugare l’urgenza dell’intervento con una gestione efficace e condivisa dei disagi.
E.Ma.
























