Ponte: la Terzi difende solo la bergamasca. Inconsistenti i rappresentanti lecchesi
Caro Direttore,
l’ennesima conferma è arrivata (https://www.bergamonews.it/2026/04/17/terzi-case-da-abbattere-per-il-nuovo-ponte-san-michele-chiesta-unalternativa-al-progetto/884732/). Quando il nuovo ponte San Michele rischia di toccare case sul lato bergamasco, Claudia Maria Terzi subito si attiva: chiede alternative, si muove, prende posizione... un messaggio: Regione Lombardia C'È.
Quando invece a chiedere ascolto, attenzione e rispetto sono i territori brianzoli, le loro amministrazioni (di qualunque colore politico!) e i loro cittadini, eccoli i silenzi, battutine e disinteresse. È difficile non vedere, a questo punto, una linea politica MOLTO precisa. Altro che Assessore Lombarda: Pota Claudia continua a comportarsi come rappresentante di una sola metà del territorio, la SUA.
E il messaggio che passa è tanto chiaro quanto grave: per Regione Lombardia e per la Lega esistono territori di serie A e di serie B. I primi vengono ascoltati, protetti e rassicurati. I secondi vengono ignorati, liquidati, sacrificati. Il nuovo intervento di Pota Claudia non smentisce affatto le critiche emerse in questi mesi.
Le certifica: dimostra che la sensibilità istituzionale esiste, ma si accende solo quando il problema riguarda la bergamasca. Quando invece le istanze arrivano dalla Brianza, tutto si spegne: nessuna urgenza, nessuna apertura, nessuna vera volontà di confronto. È questo equilibrio istituzionale?! Questo è particolarismo territoriale allo stato puro. Ed è proprio da comportamenti come questi che nasce, inevitabilmente, la percezione di una politica piegata a una logica clientelare: attenzione massima per i propri riferimenti territoriali, indifferenza per gli altri.
E in questa vicenda si stanno distinguendo per inconsistenza anche altri esponenti del territorio, come Zamperini, Piazza e Hofmann. Dov’erano mentre le istanze brianzole e lecchesi venivano ignorate? Dov’è stata la loro voce, il loro peso politico, la loro capacità di difendere i Comuni della nostra sponda? La sensazione è che abbiano accettato senza colpo ferire che la Brianza venisse trattata come una periferia di cui si può tranquillamente fare a meno. SIA MAI di far sentire la propria voce ai piani alti. Il messaggio è chiaro: la Brianza può aspettare.
Può protestare. Può scrivere. Può chiedere incontri. Ma resta comunque un territorio subordinato, sacrificabile. Altro che Lombardia di tutti. Qui siamo davanti a una Lombardia dove la Lega tutela i territori amici e considera gli altri semplicemente meno importanti. Che delusione da un partito e una classe politica che si ripromette di star vicino al nostro territorio. E un ennesimo tradimento a quelli che per anni l'hanno votata.
l’ennesima conferma è arrivata (https://www.bergamonews.it/2026/04/17/terzi-case-da-abbattere-per-il-nuovo-ponte-san-michele-chiesta-unalternativa-al-progetto/884732/). Quando il nuovo ponte San Michele rischia di toccare case sul lato bergamasco, Claudia Maria Terzi subito si attiva: chiede alternative, si muove, prende posizione... un messaggio: Regione Lombardia C'È.
Quando invece a chiedere ascolto, attenzione e rispetto sono i territori brianzoli, le loro amministrazioni (di qualunque colore politico!) e i loro cittadini, eccoli i silenzi, battutine e disinteresse. È difficile non vedere, a questo punto, una linea politica MOLTO precisa. Altro che Assessore Lombarda: Pota Claudia continua a comportarsi come rappresentante di una sola metà del territorio, la SUA.
E il messaggio che passa è tanto chiaro quanto grave: per Regione Lombardia e per la Lega esistono territori di serie A e di serie B. I primi vengono ascoltati, protetti e rassicurati. I secondi vengono ignorati, liquidati, sacrificati. Il nuovo intervento di Pota Claudia non smentisce affatto le critiche emerse in questi mesi.
Le certifica: dimostra che la sensibilità istituzionale esiste, ma si accende solo quando il problema riguarda la bergamasca. Quando invece le istanze arrivano dalla Brianza, tutto si spegne: nessuna urgenza, nessuna apertura, nessuna vera volontà di confronto. È questo equilibrio istituzionale?! Questo è particolarismo territoriale allo stato puro. Ed è proprio da comportamenti come questi che nasce, inevitabilmente, la percezione di una politica piegata a una logica clientelare: attenzione massima per i propri riferimenti territoriali, indifferenza per gli altri.
E in questa vicenda si stanno distinguendo per inconsistenza anche altri esponenti del territorio, come Zamperini, Piazza e Hofmann. Dov’erano mentre le istanze brianzole e lecchesi venivano ignorate? Dov’è stata la loro voce, il loro peso politico, la loro capacità di difendere i Comuni della nostra sponda? La sensazione è che abbiano accettato senza colpo ferire che la Brianza venisse trattata come una periferia di cui si può tranquillamente fare a meno. SIA MAI di far sentire la propria voce ai piani alti. Il messaggio è chiaro: la Brianza può aspettare.
Può protestare. Può scrivere. Può chiedere incontri. Ma resta comunque un territorio subordinato, sacrificabile. Altro che Lombardia di tutti. Qui siamo davanti a una Lombardia dove la Lega tutela i territori amici e considera gli altri semplicemente meno importanti. Che delusione da un partito e una classe politica che si ripromette di star vicino al nostro territorio. E un ennesimo tradimento a quelli che per anni l'hanno votata.
Andrea Sala
























