San Zeno: raduno di auto d'epoca e messa per il 50° di Monsignor Carlo Faccendini

Sta continuando con grande entusiasmo la festa di San Zenone, che nella mattina di domenica 19 aprile ha visto la celebrazione del 50°anno di sacerdozio di Monsignore Carlo Faccendini.
SanZenoFaccendini__6_.jpg (1.23 MB)
L'abate, volto noto negli anni Ottanta nella parrocchia di San Zeno, quando nei fine settimana era una presenza fissa in oratorio dando una mano a don Agostino, è arrivato al sagrato della chiesa in grande stile, a bordo di una Ferrari, così come don Giancarlo Cereda, scortato in una Porsche. Il loro arrivo è stato accompagnato da un corteo di moto Guzzi, che prima di raggiungere la chiesa ha percorso il paese, sostando in particolare al cimitero per “salutare i vecchi amici” ha dichiarato con commozione Faccendini durante l'omelia della Messa che ha seguito il “tour” di Olgiate. 
SanZenoFaccendini__14_.jpg (923 KB)
Monsignore Carlo Faccendini

Un'omelia, definita dallo stesso sacerdote come “poco formale e affettuosa”, per ringraziare tutti coloro che tanti anni fa lo avevano accolto a braccia aperte nella parrocchia e che in questa occasione si sono riuniti per riabbracciarsi e festeggiare insieme. “Quella a San Zeno per me è stata la mia stagione più serena di sacerdozio, per tre ragioni importanti” ha esordito il Monsignore. Il primo motivo è stata l'immediata accoglienza, ricca di rispetto e affetto. “Quando un prete va a Milano sa che per introdursi ci vorranno almeno 6 anni, a San Zeno sono bastate due domeniche per sentirsi a casa”.
SanZenoFaccendini__22_.jpg (665 KB)
Don Giancarlo Cereda
La seconda ragione è stato l'incontro con tanta buona gente, che in parte ora si trova al cimitero, per questo il Monsignore ha voluto recarsi da loro per un saluto. “Sono ed erano persone che assomigliano a quelle di cui parla il Vangelo: capaci di indicare Gesù con lo stile di vita, lo sguardo, con il loro modo di stare al mondo insieme agli altri”. L'ultima motivazione, forse scontata per i residenti, è la bellezza del paese, racchiuso in un contesto sereno, illuminato dalla natura che lo circonda. “Quando sono arrivato qui ho visto l'avvicendarsi delle stagioni e dicevo a Sant'Agostino che si trovava in un posto stupendo, come quando andavano a Mondonico a celebrare la messa alla chiesina, o a San Genesio e alla Crosaccia”.
SanZenoFaccendini__27_.jpg (682 KB)
Il sacerdote ha ricordato con gratitudine e commozione gli anni trascorsi a San Zeno, fondamentali per la sua formazione. “Nella vita di un prete gli inizi sono decisivi. Mentre i miei compagni erano in contesti duri, difficili e resistenti io ho vissuto qui ed è stato molto gratificante. Gli inizi sereni in questo paese sono stati una grande grazia che mi hanno permesso di affrontare periodi successivi più bui”. Il Monsignore ha concluso ricordando la maniera prediletta di Dio per volere bene: il mettere accanto ad ognuno qualcuno che si prende cura di noi, che ci accompagna e custodisce nel cammino della vita. “Facendomi vivere qui delle esperienze serene, il Signore mi ha dimostrato un amore grandissimo, che ho ricevuto da voi, dai vostri nonni e genitori, che custodisco nel cuore come un tesoro prezioso”.
SanZenoFaccendini__21_.jpg (663 KB)

Galleria fotografica (vedi tutte le 31 immagini)


La messa è stata seguita da un aperitivo per tutti in piazza tra moto e auto d'epoca e un pranzo in oratorio per continuare i festeggiamenti.
I.Bi.
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.