Scendere a compromessi
Articolo: Movida e socialità
Rispondo al "Ci hanno scritto: Movida e socialità" e, più precisamente alla vostra risposta. Sono d'accordo con il sig. Marco, e condivido in tutto e per tutto il suo pensiero: è tristissimo vedere una Merate costantemente spenta, in cui i bar diventano agenzie immobiliari... Per quanto riguarda la vostra risposta, credo che vivere in centro sia una scelta e, in quanto tale, andrebbero valutati tutti i pro e i contro - anche rimanendo sul piano ideale e non specifico di Merate: perchè scelgo il centro? A cosa vado incontro? Io ci vivo da anni e so che il martedì devo spostare la macchina per il mercato, che non potrò mai parcheggiare in un parcheggio pubblico nelle vicinanze (perchè a disco orario o a pagamento), che il martedì mi sveglio con l'odore di fritto e il venerdì con l'odore del pesce, che il sabato la gente esce e, di conseguenza, ci sarà un po' di rumore in più. È la vita in centro, l'ho scelta io e ne accetto le conseguenze. Sarebbe come vivere nelle vicinanze della stazione e lamentarsi dei treni che passano... Non si può pensare che vivere in via Baslini equivalga a vivere a Novate o Sartirana, e soprattutto non è assolutamente normale accanirsi contro le attività che riuniscono i giovani e tengono viva la nostra città, cercando in ogni modo di ottenere ordinanze sempre più restrittive (che prima o poi lederanno l'attività e ne provocheranno la chiusura - e di esempi concreti a Merate ne abbiamo una marea). Bisognerebbe avere un minimo di rispetto del lavoro altrui ed essere disposti a scendere a compromessi, non guardare solo i propri interessi e la propria serenità. Grazie per l'attenzione.
Rispondo al "Ci hanno scritto: Movida e socialità" e, più precisamente alla vostra risposta. Sono d'accordo con il sig. Marco, e condivido in tutto e per tutto il suo pensiero: è tristissimo vedere una Merate costantemente spenta, in cui i bar diventano agenzie immobiliari... Per quanto riguarda la vostra risposta, credo che vivere in centro sia una scelta e, in quanto tale, andrebbero valutati tutti i pro e i contro - anche rimanendo sul piano ideale e non specifico di Merate: perchè scelgo il centro? A cosa vado incontro? Io ci vivo da anni e so che il martedì devo spostare la macchina per il mercato, che non potrò mai parcheggiare in un parcheggio pubblico nelle vicinanze (perchè a disco orario o a pagamento), che il martedì mi sveglio con l'odore di fritto e il venerdì con l'odore del pesce, che il sabato la gente esce e, di conseguenza, ci sarà un po' di rumore in più. È la vita in centro, l'ho scelta io e ne accetto le conseguenze. Sarebbe come vivere nelle vicinanze della stazione e lamentarsi dei treni che passano... Non si può pensare che vivere in via Baslini equivalga a vivere a Novate o Sartirana, e soprattutto non è assolutamente normale accanirsi contro le attività che riuniscono i giovani e tengono viva la nostra città, cercando in ogni modo di ottenere ordinanze sempre più restrittive (che prima o poi lederanno l'attività e ne provocheranno la chiusura - e di esempi concreti a Merate ne abbiamo una marea). Bisognerebbe avere un minimo di rispetto del lavoro altrui ed essere disposti a scendere a compromessi, non guardare solo i propri interessi e la propria serenità. Grazie per l'attenzione.
Riccardo
A parte che il fatto che diritti e doveri sono uguali per tutti, come la Legge, indipendentemente dal luogo in cui uno risiede, riesce nel concreto a illustrare il tipo di compromesso? In ogni caso l'equivoco sta nel pensare che i provvedimenti restrittivi siano assunti per pochi mentre, soprattutto in questo caso, riguardano l'ordine pubblico. Che cosa accade dopo un certo orario sta tutto nelle registrazioni del sistema di videosorveglianza.
























