“Comunità Democratica”: parla Lanfranco Consonni

Il panorama politico della provincia di Lecco si è arricchito di una nuova realtà, Comunità Democratica, che ha debuttato in varie località con alcuni incontri su diverse tematiche che spaziano dall’immigrazione, all’economia, all’importanza di una difesa a livello europeo. 

A Merate la prima uscita pubblica è stata il 2 febbraio scorso, con un evento in sala civica “Non opprimere il fratello” che ha visto la presenza del Rabbi Jeremy Milgrom, attivista contro le violenze dei coloni in Cisgiordania. 
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Referente dell’associazione per Merate è Lanfranco Consonni, conosciuto in città per la sua attività in Consiglio comunale tra i banchi della maggioranza in due consigliature. Nella carica di consigliere si è occupato di trasporto pubblico, scuola e informatizzazione della macchina comunale. Terminata la parentesi amministrativa non ha lasciato la politica, partecipando in prima persona alla costruzione dell’Ulivo.

E oggi, a distanza di anni, questa nuova avventura. Ma che cos’è Comunità Democratica?

“Comunità Democratica si è costituita ufficialmente a livello nazionale nel luglio 2025 ed è retta da un direttivo presieduto dal senatore Graziano Del Rio. A gennaio dello scorso anno si era tenuta un’assemblea a Milano in cui era stata avanzata la proposta di costituzione, assemblea a cui aveva partecipato anche un gruppo di lecchesi. Il 12 marzo a Oggiono c’era stata la presentazione dell’associazione alla presenza dell’ex europarlamentare Patrizia Toia (membro del direttivo nazionale) e del giornalista ed ex consigliere regionale Fabio Pizzul, persone che conosco da molti anni e che godono della mia stima.  

In quella occasione mi aveva molto colpito il fatto che si parlasse di costituire un’associazione che volesse tenere insieme politica e cultura, oltre al fatto che ci si proponesse come uno spazio di discussione aperto a tutti, nell’area del Centrosinistra ma senza steccati partitici. Vogliamo sanare il divorzio tra cultura e politica e ritrovare il gusto di confrontarsi, con saperi diversi, per aiutare la società a essere più giusta e fraterna.”

Si è così costituito un coordinamento provinciale provvisorio, all’interno del quale Consonni è referente per Merate e Paolo Brivio per Osnago. Insieme curano la promozione delle attività di CD per il Meratese.

Presiede il coordinamento provinciale – di cui fanno parte Cristina Bartesaghi, Francesca Bonacina, Stefano Citterio, Mauro Frigerio, Carlo Giorgioni, Carlo Mascellani, Virginio Brivio, Marcello Butti e Adele Gatti  – l’ex consigliere regionale Raffaele Straniero.

Per quanto riguarda il Meratese, dopo l’incontro già citato avete in previsione altre iniziative?

“Vorremmo affrontare un tema molto importante che è quello della denatalità.  Anche perché il crollo delle nascite si lega a un altro tema fondamentale che è quello della sostenibilità del welfare. Oltre a ciò ci proponiamo di recuperare il rapporto con le istituzioni presenti sul territorio e con le associazioni del Terzo Settore”.

Nel “Chi siamo” di Comunità Democratica si parla di “centralità della comunità”. Che cosa significa?

“Significa che quando costruisci un progetto questo deve essere rivolto al bene comune e soprattutto ai più bisognosi. Vuol dire per esempio privilegiare la sanità pubblica, facendo attenzione che la sanità privata non vada a discapito del Servizio Sanitario Nazionale. Vuol dire promuovere politiche nel campo dell’istruzione che permettano a tutti di accedere, con particolare attenzione a chi rischia di restare escluso. Ugualmente nell’economia, con la ricerca di modelli e soluzioni che spingano le aziende a investire migliorando la produttività e creando posti di lavoro. Senza dimenticare altri valori che sono fondamentali, quali la difesa della democrazia, la ricerca della pace, il progetto di un’Europa federale, la promozione della cultura della cittadinanza e della convivenza tra differenti etnie, la realizzazione della Costituzione”.

I soci fondatori a livello nazionale, così come i referenti per la provincia di Lecco, sono ascrivibili alla parte più moderata del PD che sembra attualmente essere minoritaria. 

“Intanto preciso che non tutti i componenti sono iscritti al Partito Democratico. Per chi è iscritto il fatto di essere minoranza all’interno del partito ha creato l’esigenza di approfondire le proprie aspirazioni, creando spazi in cui parlare liberamente di cultura e di politica senza per forza dover difendere una posizione”.

Infatti al recente referendum sulla giustizia come associazione non vi siete schierati apertamente per il “Sì” o per il “No”. A livello personale, però, alcuni di voi si sono espressi pubblicamente per il “No”. Come conciliate questo con il carattere riformista che vi contraddistingue?

“Una riforma non è di per sé una buona riforma. Inoltre il referendum poteva essere evitato se la maggioranza fosse stata disponibile a discutere con le opposizioni. Invece si è preferito fare una proposta a scatola chiusa: un metodo non condivisibile e che avrebbe potuto creare un precedente dannoso aprendo la strada al presidenzialismo”.

Immagino quindi che il vostro giudizio sull’esito del referendum sia più che positivo…

“Non è stata una vittoria della sinistra, ma una specie di argine al tentativo del governo di fare questa riforma da solo. Una linea del Piave, non hai vinto la guerra ma hai limitato i danni. Ora si deve lavorare seriamente per riforme utili, per esempio nel caso della giustizia ponendo rimedio alla lunghezza dei procedimenti penali e interrogandosi se tre gradi di giudizio siano sempre necessari. Il metodo deve essere quello del confronto.”

Un’apertura di credito nei confronti della maggioranza di governo? In effetti nel suo intervento, il 27 marzo a Valmadrera, Graziano Del Rio ha espresso stima nei confronti della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. 

Chi vivrà vedrà. Nel frattempo per chi volesse approfondire la conoscenza di Comunità Democratica questo è il link al blog dell’associazione.  Per il futuro si sta pensando anche di dotarsi di un canale youtube che permetta a chi lo desidera di seguire gli incontri da casa. 

Un primo esperimento, in collaborazione con La Semina, è stato fatto in occasione dell’incontro a Merate con il rabbino che è quindi visibile sul canale dell’associazione meratese.
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A.Vi.
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