Replica a Hideout: modello inidoneo per la posizione"
Condivido quanto è stato scritto da Marco ma aggiungo altre considerazioni. La situazione non è molto diversa da quella che si era creata nell'ottobre 2020 a Cernusco presso il Liberty bar: https://www.merateonline.it/notizie/104052/cernusco-mancato-rispetto-delle-norme-anticovid-chiuso-5-giorni-il-liberty-bar Pur essendo il bar fuori dal centro storico i disagi arrecati ai residenti del quartiere erano stati della stessa natura, nonché aggravati da risse, tanto da dover richiedere un intervento della Questura. Quando un locale viene tenuto aperto oltre l'una di notte diventa inevitabilmente un "puntello" che attira varie tipologie di avventori, spesso non graditi dagli stessi esercenti. Tuttavia nell'articolo non si accenna che i più giovani raramente consumavano alcolici direttamente nel bar ma attingevano dalla scorta che acquistavano, a prezzo stracciato, nel pomeriggio presso i supermercati e nascondevano nel vicino parchetto con relativo campo da basket. Se parchetto e campo fossero stati dovutamente recintati e sorvegliati da telecamere sarebbe stato più semplice identificare i responsabili che comunque erano e restano sempre una minoranza. Alla fine ha pagato il bar che come unica responsabilità era stata quella di aver tenuto aperto a notte inoltrata e probabilmente aver continuato a distribuire alcolici invece che tisane depurative. Attualmente tra l'altro il problema non è solo il centro di Merate ma anche, come fatto notare il distributore di benzina su SP e Brugarolo dove motociclisti improvvisano gare. Andando oltre il contesto di Merate ed il paragone con Vimercate è lecito valutare tutto in un contesto più ampio: nazionale ed internazionale. Il consumo di alcol tra i giovani in Italia è un fenomeno allarmante perché sempre più spesso in modalità "binge drinking" (bere per ubriacarsi). Particolarmente preoccupante è l'aumento del consumo tra le giovanissime: le ragazze 14-17enni hanno superato i maschi. Non è escluso che a Hideout o al bar del distributore una percentuale arrivi già "bevuta" e consideri il locale solo come punto di ritrovo cioè senza consumazione. Negli ultimi 15 anni in Italia hanno chiuso oltre 2000 locali in gran parte discoteche vuoi perché devono affrontare costi assicurativi, di sicurezza (buttafuori, gestione spazi) e di gestione molto elevati, vuoi per problemi di pubblica reputazione appunto in quanto aggregatori di comportamenti problematici e violenti. In Inghilterra i pub stanno scomparendo. Solo nel 2025 hanno chiuso 366 locali, una media di uno al giorno. Eppure da tradizione l'orario di chiusura è sempre stato 23:30 perché il giorno dopo la gente deve riposare per poi andare a lavorare. Le ragioni sono diverse: costi energetici insostenibili, aumento del prezzo del malto, tasse elevate oltre che la percezione da parte delle autorità che siano amplificatori per comportamenti teppistici, risse e atti molesti in particolare in occasione di partite di calcio (fenomeno hooligan). Nei paesi nordici Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia i pub possono restare aperti fino a notte fonda (salvo restrizioni locali) ma esiste un'altra cultura. Prima di tutto il costo di un boccale di birra che in un locale può anche aggirarsi tra i 12 e 24 euro (Norvegia), quindi proibitivo. Poi è vietato consumare alcolici per strada e farsi trovare ubriaco comporta pene severe. In generale il problema è di natura antropologica se si vuole analizzare il comportamento dei giovani, non di tutti ma ormai della gran parte. Come sostiene il sociologo Umberto Galimberti: "La mancanza di una chiara comprensione della gravità delle azioni violente e la banalizzazione di tali comportamenti sono sintomatiche di un disagio più profondo che affligge la società. Analfabetismo emotivo è l'incapacità di riconoscere, nominare ed elaborare le proprie emozioni, portando a una vita basata su impulsi piuttosto che su sentimenti strutturati". Mi auguro che a Merate le soluzioni siano immediate, efficaci e giuste.
P.C.
























