Ufficio tecnico in calzini
Una di queste mattinate, mosso da un’insana dose di ottimismo, mi sono recato all’ufficio tecnico di un comune della zona.
A parte le classiche scuse («il collega è in ferie», «il sistema è lento», «la stampante ha deciso di fare sciopero bianco»), ciò che mi ha lasciato veramente basito è stata la mancanza di scarpe.
Sì, hai capito bene: l’impiegato era lì, in tutto il suo splendore burocratico, con le calze (anzi, con “le call”, come si dice in dialetto stretto) ben in vista, comodamente seduto alla scrivania come se fosse a casa sul divano dopo una maratona di Netflix.
Io, con le mie scarpe lucidate per l’occasione, mi sono sentito improvvisamente troppo elegante per quell’ambiente. Evidentemente nel comune vige la regola non scritta: “Scarpe? Solo per i cittadini che pagano le tasse. Noi qui siamo in modalità relax total”.
Chapeau. Niente di meglio di un bel paio di calzini per dare quel tocco di professionalità in più alla pubblica amministrazione.
A parte le classiche scuse («il collega è in ferie», «il sistema è lento», «la stampante ha deciso di fare sciopero bianco»), ciò che mi ha lasciato veramente basito è stata la mancanza di scarpe.
Sì, hai capito bene: l’impiegato era lì, in tutto il suo splendore burocratico, con le calze (anzi, con “le call”, come si dice in dialetto stretto) ben in vista, comodamente seduto alla scrivania come se fosse a casa sul divano dopo una maratona di Netflix.
Io, con le mie scarpe lucidate per l’occasione, mi sono sentito improvvisamente troppo elegante per quell’ambiente. Evidentemente nel comune vige la regola non scritta: “Scarpe? Solo per i cittadini che pagano le tasse. Noi qui siamo in modalità relax total”.
Chapeau. Niente di meglio di un bel paio di calzini per dare quel tocco di professionalità in più alla pubblica amministrazione.
Jo
























