Paderno: le preoccupazioni della Molino Colombo per la costruzione del nuovo ponte

A sole poche settimane dalla sua nascita, la rete “Occhio al Ponte” sta già assumendo dimensioni significative, raccogliendo 261 adesioni tra cittadini, associazioni, imprese e realtà istituzionali. Un segnale evidente di quanto il tema della realizzazione di un nuovo attraversamento sull’Adda tra Paderno e Calusco, accanto al San Michele, sia sentito sul territorio.

Tra le aziende che hanno deciso di aderire figura anche la Molino Colombo di Paderno d’Adda, storica realtà fondata nel 1882, nonché il primo mulino in Italia azionato dall’energia elettrica. Una scelta che nasce da motivazioni sia aziendali che civiche, come spiega l’amministratore unico, il dottor Andrea Ottolina.
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“La nostra adesione ha una duplice valenza. Da un lato, come azienda siamo direttamente coinvolti, perché il progetto del nuovo ponte interessa in maniera molto ravvicinata la nostra sede di via Edison. Dall’altro, come cittadini, riteniamo fondamentale che un’infrastruttura di questa importanza venga progettata con una visione più ampia e strategica”. Molino Colombo rappresenta oggi una realtà produttiva con 23 dipendenti diretti oltre ad altre 20 persone impegnate nella commercializzazione. Una struttura che non può permettersi rallentamenti o interruzioni.

Le principali preoccupazioni riguardano l’accessibilità all’azienda durante e dopo la costruzione del nuovo ponte. “È difficile immaginare – prosegue Ottolina – che un cantiere di tale portata, previsto a circa 30 metri dall’attuale ponte, non interferisca con via Edison. Se l’accesso venisse compromesso, saremmo costretti a riorganizzare completamente la logistica, creando un ingresso sul retro”. Un’eventualità che comporterebbe investimenti ingenti: “Parliamo di oltre un milione e mezzo di euro solo per modificare il layout del ricevimento merci. Una cifra che non possiamo sostenere autonomamente. E la domanda è: chi coprirebbe questi costi?”.

A questo si aggiunge l’incertezza legata alla realizzazione di eventuali infrastrutture alternative, come nuove strade di accesso, con tempistiche che potrebbero non essere compatibili con le esigenze produttive. “Non possiamo permetterci di fermarci neanche un minuto”, evidenzia Ottolina.

Oltre alle criticità dirette per l’azienda, emergono perplessità più ampie sulla pianificazione dell’opera. “Stiamo parlando di un collegamento tra due delle province economicamente più importanti della Lombardia. Serve una visione strategica di lungo periodo”, afferma Ottolina. Secondo l’amministratore del Molino, la scelta della posizione attuale del nuovo ponte rischia di essere dettata più da vincoli economici che da una reale pianificazione territoriale: “Sorprende che una regione come la Lombardia non trovi le risorse per un’infrastruttura di questa rilevanza”.
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Il dott. Andrea Ottolina
Le criticità, però, non si fermano all’ambito produttivo. Il progetto solleva interrogativi anche sul piano ambientale e soprattutto della vivibilità. L’area interessata è infatti riconosciuta per il suo valore paesaggistico e storico, caratterizzata anche da importanti testimonianze di archeologia industriale quali il ponte San Michele stesso, ma non solo. “Qui non c’è solo il ponte – sottolinea Ottolina – ma un patrimonio che comprende anche realtà come il nostro mulino, che è parte integrante della storia del territorio”.

Preoccupano inoltre gli effetti sul traffico. Le stime parlano di un possibile aumento fino al 140%. “Un incremento di questo tipo rischia di paralizzare completamente la viabilità, con conseguenze dirette anche sui costi per le imprese”, spiega. Già oggi, infatti, i trasportatori che devono raggiungere Paderno applicano sovrapprezzi a causa delle criticità della tangenziale milanese; una situazione che potrebbe aggravarsi ulteriormente.

Intanto Molino Colombo ha già avviato interlocuzioni con la Regione Lombardia e sta cercando un confronto diretto con RFI, ritenuto fondamentale per chiarire le reali implicazioni del progetto “Per quanto ne sappiamo, è stata definita una sorta di cono all'interno del quale si potrebbe andare a costruire il ponte, sia a nord che a sud. Se la nuova costruzione fosse a nord, immagino che a quel punto la via Edison non verrebbe toccata, ma rimarrebbero tutte le tematiche ambientali e viabilistiche. Se fosse a sud, per noi sarebbe un grosso problema”, osserva Ottolina, evidenziando anche la presenza di una frana lunga circa un chilometro proprio nell’area interessata dalla nuova costruzione. 

Nel frattempo, la rete “Occhio al Ponte” continua a crescere, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare un coinvolgimento concreto delle istituzioni nelle scelte che riguardano il territorio. L’adesione resta aperta e permanente: cittadini, associazioni e imprese possono unirsi compilando il modulo online o scrivendo all’indirizzo dedicato: occhioalponte@gmail.com  

Sabato 18 aprile si terrà il primo evento di mobilitazione promosso da “Occhio al Ponte” che avrà inizio alle ore 18:00 e proseguirà fino al tramonto, lungo via Airoldi a Paderno d’Adda. A partire dalle 18:00, si esibiranno i Jom in un concerto a cura del Circolo Arci Pintupi di Verderio. Durante l’evento, sarà servito un aperitivo a cura della Pro Loco di Paderno d'Adda e di Molino Colombo. Sono previsti laboratori per bambini e postazioni gestite da alcune delle associazioni e dei partiti che aderiscono alla rete. Alle ore 21:00, avrà luogo una fiaccolata simbolica che percorrerà il Ponte San Michele: sarà un momento di grande suggestione e partecipazione.
E.Ma.
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