Brivio: l'autrice Cristina Cireddu presenta "La chiave di volta"

Una serata all’insegna della letteratura e dell’arte quella di venerdì presso la biblioteca di Brivio, dove è stato presentato il romanzo “La chiave di volta” di Cristina Cireddu.
Ad aprire l’incontro sono state le bibliotecarie Alice e Francesca, che hanno accolto il pubblico ringraziando la Pro Loco per la collaborazione nell’organizzazione dell’evento e l’autrice per la sua presenza. Nel corso dell’introduzione, Cireddu è stata presentata non solo come scrittrice, ma anche come web designer, moglie e madre, capace di intrecciare nella sua scrittura esperienze personali e sensibilità artistica.
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Al centro l'autrice

Il romanzo, come ha spiegato l’autrice, nasce da un’idea maturata oltre dieci anni fa, durante un corso di scrittura creativa. Al centro della narrazione vi è il tema degli incontri e dei legami che sembrano costruirsi ancora prima di prendere forma nella realtà, dando vita a una storia che unisce amore, destino e ricerca di senso.
L’opera si distingue per un forte radicamento nel reale: i luoghi descritti – dalla piazza Gae Aulenti alla Pinacoteca di Brera – sono spazi vissuti, capaci di restituire emozioni autentiche. «Dove non arrivava la mia esperienza – ha raccontato l’autrice – ho raccolto testimonianze e suggestioni da altre persone». I personaggi, invece, sono frutto dell’immaginazione.
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Al centro del libro vi è anche una profonda riflessione sull’arte, che attraversa il racconto in tutte le sue forme: dal restauro all’architettura, fino alla musica. Non a caso, la dedica del romanzo è rivolta «alle arti, in ogni tempo», a sottolineare un legame che per l’autrice rappresenta una passione coltivata anche attraverso esperienze come le giornate del FAI.
Tra gli elementi più suggestivi del romanzo emergono i cosiddetti “fantasmi buoni”, tracce lasciate dalle persone nel loro passaggio sulla terra, contrapposti al “demone” del protagonista Matteo, inteso nel senso greco del termine: una forza interiore che guida ciascuno verso ciò per cui è nato. Matteo, legato al mondo dell’architettura, ed Emily, profondamente attratta dall’arte, incarnano due modi diversi ma complementari di vivere la vocazione e il lavoro.
Nel corso della serata, l’autrice ha proposto anche alcune riflessioni sul concetto di bellezza: «Non esiste una regola universale – ha sottolineato –. La bellezza sta nello sguardo di chi osserva e trae forza dalla natura». Una bellezza che, se troppo appariscente, rischia di essere effimera, lasciando spazio a interrogativi più profondi sul suo significato.
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Francesca - Cristina Cireddu - Alice

Il romanzo si sviluppa inoltre lungo una costante tensione tra passato e presente, tra il fascino del restauro e l’avanzare del nuovo, una dicotomia che si riflette non solo nel lavoro dei protagonisti, ma anche nelle loro relazioni. Un’opera che offre così diversi livelli di lettura, dal più immediato a quello più simbolico.
Il percorso di scrittura è stato lungo e articolato: iniziato nel 2014, il progetto ha accompagnato l’autrice per anni, con personaggi «che continuavano a parlare», fino alla versione definitiva. Il testo ha partecipato anche a diversi concorsi letterari, ottenendo buoni riconoscimenti.
Il titolo stesso, “La chiave di volta”, richiama sia l’elemento architettonico fondamentale che sostiene una struttura, sia il significato simbolico di ciò che permette di dare senso e compimento alla storia.
La serata si è conclusa con un momento di dialogo con il pubblico e con il firmacopie, durante il quale Cristina Cireddu si è intrattenuta con i lettori, dando il via a un percorso di presentazioni che accompagnerà il romanzo nei prossimi mesi.
G.S.
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