Il diritto dei giovani

Articolo: Merate: dopo l'omicidio di Massa, il Sindaco dimostri la sua autorevolezza assumendo immediati provvedimenti

Sinceramente, leggere certe posizioni fa davvero arrabbiare. Continuare a dipingere i giovani come un problema solo perché esiste un locale dove possono ritrovarsi è una visione vecchia e profondamente scollegata dalla realtà. I dati parlano chiaro: i giovani di oggi bevono MENO rispetto alle generazioni passate. Meno e, spesso, in modo anche più consapevole. Quindi smettiamola con questa narrazione moralista e fuori tempo. Il vero problema è un altro: Merate la sera è praticamente deserta. Non c’è nulla, nessuna alternativa, nessuno spazio di aggregazione. E allora la domanda è semplice: dove dovrebbero andare questi ragazzi?Davvero la soluzione è chiudere anche quei pochi luoghi che esistono? Facciamo un confronto concreto: Vimercate. È piena di locali, c’è movimento, c’è vita, sì, a volte anche rumore. Eppure nessuno si sogna di dire “chiudiamo tutto alle 23”. Perché? Perché è evidente che quelle attività sono lavoro, economia, socialità. C’è gente che ci campa e giovani che hanno diritto a vivere i propri spazi. Qui invece si pretende il silenzio assoluto, come se una città dovesse trasformarsi in un dormitorio. Capisco benissimo il fastidio per il rumore in tarda notte, soprattutto se si esagera. Ma stiamo parlando di episodi limitati, spesso concentrati in una sera del weekend. Forse si potrebbe anche esercitare un minimo di tolleranza, anziché invocare chiusure drastiche. Chiudere un locale alle 23 non è una soluzione: è solo un modo per spegnere quel poco di vita che c’è. I giovani hanno diritto di uscire, stare insieme, socializzare. L’alternativa qual è? Tenerli chiusi in casa davanti a un telefono? Serve equilibrio, non proibizionismo. Serve dialogo, non imposizioni. Perché una città senza giovani, o che tratta i giovani come un problema, è una città che si sta lentamente spegnendo.
Anonimo
Passano gli anni ma certe lettere sopravvivono con la loro retorica demagogica e populista. In questo Paese nulla è proibito. A un patto: che le regole scritte siano rispettate. Poi il locale può rimanere aperto fino all'aurora. Però le regole vanno rispettate. Ne citiamo due dato che l'anonimo sembra a digiuno di studi: 1) art.659 del codice penale: chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309. 2) Piano di zonizzazione acustica comunale: fascia centrale dalle 6 alle 22 60 db - dalle 22 alle 6 50 db. Misurazioni con cellulare attorno alle 23, 75-80 db, con punte oltre 100. Si potrebbero aggiungere altri reati, più gravi, ma fermiamoci a quelli accertati. Si rispettino queste modeste regole e c'è posto per tutti.
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