Meratese: autista di bus di linea salta fermate (prenotate), insulta e minaccia minorenni. La segnalazione all’azienda
Momenti di forte tensione su un autobus di linea nel Meratese, dove un autista avrebbe insultato e minacciato alcuni studenti minorenni, oltre ad aver saltato diverse fermate lungo il tragitto.
L’episodio, avvenuto lo scorso mercoledì 8 aprile sulla linea C147 Merate-Barzanò, è stato segnalato da una madre ad ASF Autolinee. Secondo quanto è stato possibile apprendere, tutto sarebbe accaduto sulla corsa delle 13 in partenza dalle scuole superiori di Merate.
Il primo episodio si sarebbe verificato alla fermata della stazione di Cernusco Lombardone, dove uno studente avrebbe regolarmente prenotato la discesa, suonando l’apposito bottone, senza però ottenere lo stop del mezzo.
Il ragazzo avrebbe quindi chiesto spiegazioni all’autista, che – sempre secondo il racconto raccolto – avrebbe reagito con toni aggressivi, sostenendo che il giovane non si fosse alzato in tempo dal posto. Lo studente sarebbe poi stato fatto scendere molto più avanti, a Montevecchia, lungo la strada per Missaglia, costretto successivamente a rientrare a piedi.
La situazione sarebbe degenerata poco dopo. L’autista avrebbe rivolto insulti ai ragazzi presenti sul bus, definendoli con epiteti volgari, per poi annunciare che avrebbe saltato “due fermate ogni tre”. Stando alla ricostruzione ottenuta, sarebbero così state ignorate le fermate al semaforo di Montevecchia, di Lomaniga e Bariano, facendo scendere i passeggeri solo a Missaglia, nella piazza della Chiesa.
Non solo. Sempre secondo la testimonianza raccolta, il conducente, dopo aver informato di essere originario dell’Est Europa, avrebbe anche pronunciato frasi intimidatorie nei confronti degli studenti, minacciandoli che avrebbe messo loro “le mani addosso” se li avesse incontrati per strada.
Una madre, appreso dell’episodio, ha inviato una mail formale ad ASF Autolinee chiedendo verifiche immediate e la conservazione delle eventuali immagini delle telecamere di bordo. “Ho ricevuto una risposta molto formale in merito alla presa in carico della mia richiesta, ma niente di più”, ha fatto sapere.
Secondo quanto è stato possibile apprendere, nei giorni successivi l’autista sarebbe tornato regolarmente in servizio, seppur su un’altra tratta. Una vicenda che ora solleva interrogativi sulla sicurezza del trasporto pubblico e sulla tutela degli studenti che quotidianamente utilizzano i mezzi di linea.
Al momento si tratta di indiscrezioni ancora da confermare da parte dell'azienda per cui lo spazio è a disposizione di chiunque volesse aggiungere o replicare.
L’episodio, avvenuto lo scorso mercoledì 8 aprile sulla linea C147 Merate-Barzanò, è stato segnalato da una madre ad ASF Autolinee. Secondo quanto è stato possibile apprendere, tutto sarebbe accaduto sulla corsa delle 13 in partenza dalle scuole superiori di Merate.
Il primo episodio si sarebbe verificato alla fermata della stazione di Cernusco Lombardone, dove uno studente avrebbe regolarmente prenotato la discesa, suonando l’apposito bottone, senza però ottenere lo stop del mezzo.
Il ragazzo avrebbe quindi chiesto spiegazioni all’autista, che – sempre secondo il racconto raccolto – avrebbe reagito con toni aggressivi, sostenendo che il giovane non si fosse alzato in tempo dal posto. Lo studente sarebbe poi stato fatto scendere molto più avanti, a Montevecchia, lungo la strada per Missaglia, costretto successivamente a rientrare a piedi.
La situazione sarebbe degenerata poco dopo. L’autista avrebbe rivolto insulti ai ragazzi presenti sul bus, definendoli con epiteti volgari, per poi annunciare che avrebbe saltato “due fermate ogni tre”. Stando alla ricostruzione ottenuta, sarebbero così state ignorate le fermate al semaforo di Montevecchia, di Lomaniga e Bariano, facendo scendere i passeggeri solo a Missaglia, nella piazza della Chiesa.
Non solo. Sempre secondo la testimonianza raccolta, il conducente, dopo aver informato di essere originario dell’Est Europa, avrebbe anche pronunciato frasi intimidatorie nei confronti degli studenti, minacciandoli che avrebbe messo loro “le mani addosso” se li avesse incontrati per strada.
Una madre, appreso dell’episodio, ha inviato una mail formale ad ASF Autolinee chiedendo verifiche immediate e la conservazione delle eventuali immagini delle telecamere di bordo. “Ho ricevuto una risposta molto formale in merito alla presa in carico della mia richiesta, ma niente di più”, ha fatto sapere.
Secondo quanto è stato possibile apprendere, nei giorni successivi l’autista sarebbe tornato regolarmente in servizio, seppur su un’altra tratta. Una vicenda che ora solleva interrogativi sulla sicurezza del trasporto pubblico e sulla tutela degli studenti che quotidianamente utilizzano i mezzi di linea.
Al momento si tratta di indiscrezioni ancora da confermare da parte dell'azienda per cui lo spazio è a disposizione di chiunque volesse aggiungere o replicare.
























