Cernusco, truffa online: sei mesi la pena per un romeno
La sua versione non ha convinto né il pubblico ministero, né il giudice, che lo ha condannato alla pena di sei mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 200 euro e delle spese legali.
Altri ''guai'' dunque per un romeno attualmente detenuto (per altra causa) nel carcere di Porto Azzurro, all'Isola d'Elba, chiamato a rispondere del reato di truffa ai danni di un cernuschese.
Il pensionato nella primavera 2023 aveva pubblicato un annuncio finalizzato alla vendita online, di una ''vaporella''. Trovato l'acquirente, quest'ultimo aveva manifestato una particolare fretta nel pagamento, così da entrare in possesso – il prima possibile – dell'elettrodomestico.
Il giorno successivo la parte offesa si era dunque recata presso l'ufficio postale di Merate, mettendosi in contatto telefonico con l'uomo che aveva dimostrato il proprio interesse all'acquisto.
''Invece di essere pagato, sono stato io a pagarlo'' ha detto la vittima, classe 1947, che di fatto, tramite una serie di operazioni avvenute presso l'ATM, ha accreditato una somma di oltre 2mila euro sulle carte intestate al romeno finito a giudizio. La denuncia presentata successivamente ai Carabinieri della stazione di Merate ha consentito di avviare una serie di accertamenti, con i riflettori accesi appunto sull'odierno imputato. L'utenza telefonica attraverso la quale il cernuschese era stato contattato, era invece riconducibile ad un uomo originario delle Filippine e residente a Milano, ma di fatto irreperibile.
''A finire nei premi'' è stato dunque l'intestatario delle carte, sulle quali i militari – come ha ricordato quest'oggi l'operante allora in servizio presso la stazione CC di Merate – hanno accertato essere confluiti i soldi corrisposti dal pensionato di Cernusco.
Detenuto nel carcere elbano, l'imputato ha assistito all'udienza da remoto e ha proclamato la propria estraneità ai fatti, sostenendo di essere stato derubato dei documenti e delle proprie carte di credito prima dell'arresto che gli è costato la traduzione presso la casa circondariale di Porto Azzurro.
''Sono anche io una vittima'' ha asserito. ''Ho sbagliato a non denunciare il furto dei miei documenti, ma c'è qualcuno che sta usando i miei dati a mia insaputa. Non ho mai compiuto questo genere di reati''.
Una versione che non ha però convinto il vice procuratore Pietro Bassi che, nella sua requisitoria, ha chiesto la condanna del romeno a 1 anno di reclusione e al pagamento di una multa di 300 euro.
Si è invece battuta per l'assoluzione dell'imputato, il difensore Elda Leonardi, intervenuta in sostituzione del penalista romano che lo assiste di fiducia; nella sua arringa, l'avvocato ha evidenziato l'assenza di prove capaci di dimostrarne - senza dubbio alcuno - la colpevolezza.
Ritiratasi in camera di consiglio, il giudice Bianchi ha però disposto la condanna del presunto truffatore alla pena di sei mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 200 euro e delle spese legali.
Altri ''guai'' dunque per un romeno attualmente detenuto (per altra causa) nel carcere di Porto Azzurro, all'Isola d'Elba, chiamato a rispondere del reato di truffa ai danni di un cernuschese.
Il pensionato nella primavera 2023 aveva pubblicato un annuncio finalizzato alla vendita online, di una ''vaporella''. Trovato l'acquirente, quest'ultimo aveva manifestato una particolare fretta nel pagamento, così da entrare in possesso – il prima possibile – dell'elettrodomestico.
Il giorno successivo la parte offesa si era dunque recata presso l'ufficio postale di Merate, mettendosi in contatto telefonico con l'uomo che aveva dimostrato il proprio interesse all'acquisto.
''Invece di essere pagato, sono stato io a pagarlo'' ha detto la vittima, classe 1947, che di fatto, tramite una serie di operazioni avvenute presso l'ATM, ha accreditato una somma di oltre 2mila euro sulle carte intestate al romeno finito a giudizio. La denuncia presentata successivamente ai Carabinieri della stazione di Merate ha consentito di avviare una serie di accertamenti, con i riflettori accesi appunto sull'odierno imputato. L'utenza telefonica attraverso la quale il cernuschese era stato contattato, era invece riconducibile ad un uomo originario delle Filippine e residente a Milano, ma di fatto irreperibile.
''A finire nei premi'' è stato dunque l'intestatario delle carte, sulle quali i militari – come ha ricordato quest'oggi l'operante allora in servizio presso la stazione CC di Merate – hanno accertato essere confluiti i soldi corrisposti dal pensionato di Cernusco.
Detenuto nel carcere elbano, l'imputato ha assistito all'udienza da remoto e ha proclamato la propria estraneità ai fatti, sostenendo di essere stato derubato dei documenti e delle proprie carte di credito prima dell'arresto che gli è costato la traduzione presso la casa circondariale di Porto Azzurro.
''Sono anche io una vittima'' ha asserito. ''Ho sbagliato a non denunciare il furto dei miei documenti, ma c'è qualcuno che sta usando i miei dati a mia insaputa. Non ho mai compiuto questo genere di reati''.
Una versione che non ha però convinto il vice procuratore Pietro Bassi che, nella sua requisitoria, ha chiesto la condanna del romeno a 1 anno di reclusione e al pagamento di una multa di 300 euro.
Si è invece battuta per l'assoluzione dell'imputato, il difensore Elda Leonardi, intervenuta in sostituzione del penalista romano che lo assiste di fiducia; nella sua arringa, l'avvocato ha evidenziato l'assenza di prove capaci di dimostrarne - senza dubbio alcuno - la colpevolezza.
Ritiratasi in camera di consiglio, il giudice Bianchi ha però disposto la condanna del presunto truffatore alla pena di sei mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 200 euro e delle spese legali.
G.C.
























