Verderio: meccanico in aula per appropriazione indebita
Qualche timore rispetto al malfunzionamento dell'autovettura della moglie, che dopo essersi fermata sembrava proprio non voler ripartire, lo aveva spinto a chiamare il proprio meccanico di fiducia per chiedere aiuto. Detto...fatto. L'artigiano lo aveva raggiunto, portando poi la Fiat Punto nella propria officina per le riparazioni del caso. Da quel momento tuttavia l'uomo e la consorte (intestataria del mezzo), residenti ad Osnago, del veicolo non hanno più avuto notizie per qualche tempo.
Una vicenda di cui si è discusso stamani in Tribunale a Lecco, nell'ambito del procedimento penale che vede il meccanico – con attività all'epoca dei fatti a Verderio – chiamato a rispondere del reato di appropriazione indebita (articolo 646 cp); fermato dalla Polizia Locale in un comune limitrofo per un controllo di rito, l'uomo era stato trovato alla guida di una vettura con targhe riconducibili all'utilitaria che avrebbe dovuto riparare. Quest'ultima invece, era stata rinvenuta dai Carabinieri della Compagnia di Merate nella zona industriale di Robbiate: l'auto era in stato di totale abbandono, priva di targhe e nell'abitacolo vi era ''di tutto e di più'' come ha ricordato stamani in Aula, rispondendo alle domande del pubblico ministero e del giudice, il marito dell'intestataria del mezzo, colui che di fatto aveva interloquito con il meccanico, concordando la riparazione.
Nonostante le numeorse telefonate tuttavia, quella Fiat Punto acquistata qualche tempo prima, la famiglia osnaghese non l'ha più vista, sino appunto all'arrivo dei militari presso la loro residenza per avvisarli del ritrovamento.
''Abbiamo dovuto chiamare il carroattrezzi per farla portare via e poi demolirla. Era inutilizzabile'' ha detto il teste, ricordando poi la denuncia sporta ai Carabinieri nelle ore successive il rinvenimento del mezzo.
Dalla sua deposizione – resa in tribunale - è poi emerso un secondo particolare: l'imputato gli avrebbe offerto un'autovettura sostitutiva da utilizzare durante il periodo della riparazione. A sancire l'accordo, uno scritto preparato da un'agenzia di pratiche auto con sede nella Brianza monzese; effettuata tuttavia una verifica presso l'esercizio, sarebbe emerso che l'atto non era stato curato da quest'ultimo. ''Mi hanno consigliato di non firmare nulla e di non prendere neppure l'auto sostitutiva'' ha aggiunto l'osnaghese.
Dopo aver disposto l'acquisizione dei verbali e delle annotazioni di Polizia Locale e Carabinieri su consenso delle parti, il giudice Bianca Maria Bianchi ha aggiornato l'udienza al 15 settembre prossimo. Nel frattempo l'imputato ha manifestato la volontà di corrispondere alla parte civile 500 euro a titolo di risarcimento del danno.
Una vicenda di cui si è discusso stamani in Tribunale a Lecco, nell'ambito del procedimento penale che vede il meccanico – con attività all'epoca dei fatti a Verderio – chiamato a rispondere del reato di appropriazione indebita (articolo 646 cp); fermato dalla Polizia Locale in un comune limitrofo per un controllo di rito, l'uomo era stato trovato alla guida di una vettura con targhe riconducibili all'utilitaria che avrebbe dovuto riparare. Quest'ultima invece, era stata rinvenuta dai Carabinieri della Compagnia di Merate nella zona industriale di Robbiate: l'auto era in stato di totale abbandono, priva di targhe e nell'abitacolo vi era ''di tutto e di più'' come ha ricordato stamani in Aula, rispondendo alle domande del pubblico ministero e del giudice, il marito dell'intestataria del mezzo, colui che di fatto aveva interloquito con il meccanico, concordando la riparazione.
Nonostante le numeorse telefonate tuttavia, quella Fiat Punto acquistata qualche tempo prima, la famiglia osnaghese non l'ha più vista, sino appunto all'arrivo dei militari presso la loro residenza per avvisarli del ritrovamento.
''Abbiamo dovuto chiamare il carroattrezzi per farla portare via e poi demolirla. Era inutilizzabile'' ha detto il teste, ricordando poi la denuncia sporta ai Carabinieri nelle ore successive il rinvenimento del mezzo.
Dalla sua deposizione – resa in tribunale - è poi emerso un secondo particolare: l'imputato gli avrebbe offerto un'autovettura sostitutiva da utilizzare durante il periodo della riparazione. A sancire l'accordo, uno scritto preparato da un'agenzia di pratiche auto con sede nella Brianza monzese; effettuata tuttavia una verifica presso l'esercizio, sarebbe emerso che l'atto non era stato curato da quest'ultimo. ''Mi hanno consigliato di non firmare nulla e di non prendere neppure l'auto sostitutiva'' ha aggiunto l'osnaghese.
Dopo aver disposto l'acquisizione dei verbali e delle annotazioni di Polizia Locale e Carabinieri su consenso delle parti, il giudice Bianca Maria Bianchi ha aggiornato l'udienza al 15 settembre prossimo. Nel frattempo l'imputato ha manifestato la volontà di corrispondere alla parte civile 500 euro a titolo di risarcimento del danno.
G.C.
























