Dialogo e educazione
Articolo: Merate: dopo l'omicidio di Massa, il Sindaco dimostri la sua autorevolezza assumendo immediati provvedimenti
Gentile Redazione, ho letto con attenzione l’articolo pubblicato in merito ai recenti fatti e alle richieste rivolte al Sindaco. Comprendo la preoccupazione che episodi gravi possono generare nella comunità, ma ritengo importante evitare generalizzazioni che rischiano di penalizzare realtà sane e frequentate responsabilmente. Conosco personalmente il bar di cui si parla: è un luogo frequentato anche da mia figlia e da molti altri giovani che conosco bene. Posso affermare con serenità che non si tratta di un ambiente problematico, né di un punto critico per il disordine pubblico. È un normale spazio di aggregazione, dove i ragazzi si ritrovano in modo civile. Credo sia fondamentale distinguere tra i comportamenti delle persone e i luoghi. Chi crea disturbo lo fa indipendentemente dall’orario di chiusura di un locale: limitare gli orari non risolve il problema alla radice, ma rischia piuttosto di spostarlo altrove. Anzi, ricordo bene che in passato molti giovani si ritrovavano in piazza con bottiglie acquistate altrove, con conseguenze spesso peggiori sia in termini di rumore sia di pulizia degli spazi pubblici. Non è giusto, a mio avviso, imporre ulteriori restrizioni a ragazzi che già oggi hanno pochi spazi di socialità. Viviamo in una realtà che tende sempre più a limitare le opportunità per i giovani, e lo dico da persona di cinquant’anni: rischiamo davvero di trasformare i nostri paesi in luoghi poco accoglienti per le nuove generazioni. Credo invece che si debba lavorare su educazione, responsabilità individuale e dialogo tra cittadini, esercenti e amministrazione, senza individuare facili capri espiatori. Con rispetto, ma anche con convinzione, invito quindi a una riflessione più equilibrata e meno penalizzante verso chi, nella maggior parte dei casi, vive questi spazi in modo corretto. Cordiali saluti.
Gentile Redazione, ho letto con attenzione l’articolo pubblicato in merito ai recenti fatti e alle richieste rivolte al Sindaco. Comprendo la preoccupazione che episodi gravi possono generare nella comunità, ma ritengo importante evitare generalizzazioni che rischiano di penalizzare realtà sane e frequentate responsabilmente. Conosco personalmente il bar di cui si parla: è un luogo frequentato anche da mia figlia e da molti altri giovani che conosco bene. Posso affermare con serenità che non si tratta di un ambiente problematico, né di un punto critico per il disordine pubblico. È un normale spazio di aggregazione, dove i ragazzi si ritrovano in modo civile. Credo sia fondamentale distinguere tra i comportamenti delle persone e i luoghi. Chi crea disturbo lo fa indipendentemente dall’orario di chiusura di un locale: limitare gli orari non risolve il problema alla radice, ma rischia piuttosto di spostarlo altrove. Anzi, ricordo bene che in passato molti giovani si ritrovavano in piazza con bottiglie acquistate altrove, con conseguenze spesso peggiori sia in termini di rumore sia di pulizia degli spazi pubblici. Non è giusto, a mio avviso, imporre ulteriori restrizioni a ragazzi che già oggi hanno pochi spazi di socialità. Viviamo in una realtà che tende sempre più a limitare le opportunità per i giovani, e lo dico da persona di cinquant’anni: rischiamo davvero di trasformare i nostri paesi in luoghi poco accoglienti per le nuove generazioni. Credo invece che si debba lavorare su educazione, responsabilità individuale e dialogo tra cittadini, esercenti e amministrazione, senza individuare facili capri espiatori. Con rispetto, ma anche con convinzione, invito quindi a una riflessione più equilibrata e meno penalizzante verso chi, nella maggior parte dei casi, vive questi spazi in modo corretto. Cordiali saluti.
Matilde
























