Hideout: noi rispettiamo le regole, quel che succede all'esterno non ci riguarda
Buongiorno,
in riferimento ai numerosi articoli e alle segnalazioni pubblicate negli ultimi giorni, riteniamo necessario intervenire per riportare il dibattito su un piano serio, concreto e aderente ai fatti. Negli ultimi giorni si è assistito a una narrazione sempre più distante dalla realtà, ai limiti del delirio. Per questo, alcuni punti vanno chiariti senza equivoci.
1. Hideout è un locale regolarmente autorizzato.
2. Opera nel pieno rispetto delle normative vigenti.
3. I minorenni non possono in alcun caso consumare alcol presso il nostro bar. Mai.
4. I minorenni sono ammessi solo in assenza di eventi. E, in ogni caso, vengono identificati e non vengono serviti.
5. Nel fine settimana il locale è inoltre presidiato da addetti alla sicurezza. Sempre.
6. Non si è mai verificato presso il nostro locale alcun episodio di gravità tale da giustificare il tono, il livello e le insinuazioni emerse in questi giorni.
Va chiarito anche un altro punto. Un conto è discutere di fatti concreti, seri e realmente attribuibili alla nostra attività. Un altro è usare il nostro nome come contenitore generico dentro cui far confluire qualsiasi disagio legato all’ordine pubblico cittadino. Sono due cose diverse.
E vanno tenute distinte. Noi siamo disponibili a fare la nostra parte. Lo siamo sempre stati. Ma non accettiamo che al nostro locale venga attribuita, per automatismo, la responsabilità di tutto ciò che accade nello spazio pubblico dell’intera città.
Allo stesso modo, riteniamo inaccettabile associare automaticamente comportamenti illeciti ai giovani, o a chi semplicemente indossa una tuta, dentro o fuori da un locale. Un comportamento illecito resta un comportamento illecito. Ma resta anche una responsabilità individuale. Non è un’età. Non è un’estetica.
Non è una categoria sociale. Sul piano più ampio, preoccupa che parte del dibattito stia assumendo i contorni di un tentativo implicito di reprimere attività economiche e sociali del tutto legittime. I giovani continueranno a uscire. La domanda reale non è se. La domanda reale è dove. In contesti organizzati, controllati e sicuri.
Oppure in situazioni spontanee, non gestite e potenzialmente più problematiche. Con il massimo rispetto per tutte le iniziative presenti sul territorio, riteniamo poco realistico pensare che ciò che oggi viene proposto rappresenti, da solo, un’alternativa reale per una fascia di popolazione più giovane (calendario allegato). Questo non è un giudizio. È un dato. E, per correttezza, va detto anche un altro punto: questo non è un limite nato oggi e non è un tema imputabile a una singola amministrazione.
È una carenza che esiste da anni e che richiede una riflessione più ampia, più seria e più onesta. Su un altro aspetto, vogliamo essere netti. Hideout non partecipa alla politica. E non intende farlo. Non apparteniamo a nessuna parte politica. Non facciamo da megafono a nessuno. Non intendiamo essere usati come simbolo, bersaglio o strumento dentro dinamiche di scontro che non ci riguardano. Chi vuole fare politica, la faccia altrove. Non con noi.
Hideout nasce per creare socialità. Non per prestarsi a strumentalizzazioni. Abbiamo inoltre notato che molte delle segnalazioni pubblicate sono anonime e concentrate in un arco temporale estremamente ristretto. Questo non prova nulla da solo… Ma solleva più di una domanda sulla qualità, sul metodo, e sull’affidabilità complessiva del dibattito che si è voluto costruire. Per noi il criterio resta semplice. Segnalazioni concrete. Fatti verificabili. Critiche serie. Proposte attuabili.
Su questo siamo disponibili al confronto. Sempre. Sul gossip, sulle caricature e sulle forzature, no. Per segnalazioni concrete e feedback costruttivi: segnalazioni.hideout@gmail.com
Stiamo già segnalando alla redazione le inesattezze e le affermazioni non supportate da evidenze, con l’aspettativa che vengano corrette. Rimaniamo disponibili a un confronto serio, equilibrato e orientato a soluzioni reali.
in riferimento ai numerosi articoli e alle segnalazioni pubblicate negli ultimi giorni, riteniamo necessario intervenire per riportare il dibattito su un piano serio, concreto e aderente ai fatti. Negli ultimi giorni si è assistito a una narrazione sempre più distante dalla realtà, ai limiti del delirio. Per questo, alcuni punti vanno chiariti senza equivoci.
1. Hideout è un locale regolarmente autorizzato.
2. Opera nel pieno rispetto delle normative vigenti.
3. I minorenni non possono in alcun caso consumare alcol presso il nostro bar. Mai.
4. I minorenni sono ammessi solo in assenza di eventi. E, in ogni caso, vengono identificati e non vengono serviti.
5. Nel fine settimana il locale è inoltre presidiato da addetti alla sicurezza. Sempre.
6. Non si è mai verificato presso il nostro locale alcun episodio di gravità tale da giustificare il tono, il livello e le insinuazioni emerse in questi giorni.
Va chiarito anche un altro punto. Un conto è discutere di fatti concreti, seri e realmente attribuibili alla nostra attività. Un altro è usare il nostro nome come contenitore generico dentro cui far confluire qualsiasi disagio legato all’ordine pubblico cittadino. Sono due cose diverse.
E vanno tenute distinte. Noi siamo disponibili a fare la nostra parte. Lo siamo sempre stati. Ma non accettiamo che al nostro locale venga attribuita, per automatismo, la responsabilità di tutto ciò che accade nello spazio pubblico dell’intera città.
Allo stesso modo, riteniamo inaccettabile associare automaticamente comportamenti illeciti ai giovani, o a chi semplicemente indossa una tuta, dentro o fuori da un locale. Un comportamento illecito resta un comportamento illecito. Ma resta anche una responsabilità individuale. Non è un’età. Non è un’estetica.
Non è una categoria sociale. Sul piano più ampio, preoccupa che parte del dibattito stia assumendo i contorni di un tentativo implicito di reprimere attività economiche e sociali del tutto legittime. I giovani continueranno a uscire. La domanda reale non è se. La domanda reale è dove. In contesti organizzati, controllati e sicuri.
Oppure in situazioni spontanee, non gestite e potenzialmente più problematiche. Con il massimo rispetto per tutte le iniziative presenti sul territorio, riteniamo poco realistico pensare che ciò che oggi viene proposto rappresenti, da solo, un’alternativa reale per una fascia di popolazione più giovane (calendario allegato). Questo non è un giudizio. È un dato. E, per correttezza, va detto anche un altro punto: questo non è un limite nato oggi e non è un tema imputabile a una singola amministrazione.
È una carenza che esiste da anni e che richiede una riflessione più ampia, più seria e più onesta. Su un altro aspetto, vogliamo essere netti. Hideout non partecipa alla politica. E non intende farlo. Non apparteniamo a nessuna parte politica. Non facciamo da megafono a nessuno. Non intendiamo essere usati come simbolo, bersaglio o strumento dentro dinamiche di scontro che non ci riguardano. Chi vuole fare politica, la faccia altrove. Non con noi.
Hideout nasce per creare socialità. Non per prestarsi a strumentalizzazioni. Abbiamo inoltre notato che molte delle segnalazioni pubblicate sono anonime e concentrate in un arco temporale estremamente ristretto. Questo non prova nulla da solo… Ma solleva più di una domanda sulla qualità, sul metodo, e sull’affidabilità complessiva del dibattito che si è voluto costruire. Per noi il criterio resta semplice. Segnalazioni concrete. Fatti verificabili. Critiche serie. Proposte attuabili.
Su questo siamo disponibili al confronto. Sempre. Sul gossip, sulle caricature e sulle forzature, no. Per segnalazioni concrete e feedback costruttivi: segnalazioni.hideout@gmail.com
Stiamo già segnalando alla redazione le inesattezze e le affermazioni non supportate da evidenze, con l’aspettativa che vengano corrette. Rimaniamo disponibili a un confronto serio, equilibrato e orientato a soluzioni reali.
La Direzione di Hideout Café
























