Osnago: in mostra la memoria di quattro "Espontaneos"
Quattro amici al bar?
No, i “ragazzi di Osnago”, o gli “Espontaneos” come qualcuno li aveva soprannominati, erano molto ma molto di più.
A unire Angelo Colombo, Fabrizio Mavero, Giulio Fumagalli e Vittorio Buratti – questi i loro nomi – erano una grande passione e tanto entusiasmo, ma anche la capacità di fare progetti e di realizzarli.
L’amore per la propria terra, la Brianza, il collante che li univa e che si evince dai titoli dei volumi realizzati con l’editore Cattaneo.

A partire dal primo Brianza Immagini, a cui fecero seguito Stagioni in Brianza, Brianza un mondo che cambia, Viaggio in Brianza e Brianza, emozioni alle porte di Milano.
Ma quando poi i confini cominciarono a sembrare troppo stretti “i ragazzi” andarono oltre con volumi sulla città di Lecco, sui fiumi bergamaschi, sulle feste di Lombardia, sugli antichi lavori lombardi, sul fascino del Lario e sul Ticino.
Nel 2024 il sodalizio ha perso due suoi membri, Fabrizio Mavero e Giulio Fumagalli.
Fabrizio Mavero, di professione bancario, ha dato il suo prezioso contributo svolgendo un ruolo fondamentale di coordinamento e di contatto con gli autori soprattutto alla Storia della Brianza, un’opera in sette volumi a cui collaborarono decine di studiosi tra cui il noto storico Giorgio Rumi.
Giulio Fumagalli ha lasciato un’impronta profonda attraverso le sue fotografie che hanno dato volto a molte pubblicazioni, ma viene ricordato anche per le poesie pubblicate in diversi volumi e che gli hanno fruttato numerosi premi.
Per ricordarli perché “chi non ricorda non vive”, l’Amministrazione comunale di Osnago ha organizzato sabato pomeriggio presso la sala civica Sandro Pertini un evento molto partecipato.
Partecipazione sottolineata dal sindaco Felice Rocca, che ha introdotto l’evento con i saluti e i ringraziamenti dell’Amministrazione.
Ringraziamenti che l’assessora alla Cultura Maria Grazia Caglio ha esteso all’editore Cattaneo, presente in sala.
“Un atto d’amore verso la terra d’origine”, ha detto Caglio con riferimento alle opere realizzate dagli “Espontaneos”, una testimonianza del passaggio da ambiente agricolo a periferia suburbana”.
La cerimonia è proseguita con la lettura da parte di Ernesto Valagussa di alcune poesie di Giulio Fumagalli, mentre Beatrice Marucelli ha letto uno scritto dell’editore Cattaneo, in cui si ricorda anche il contributo dato da Gianni Brera. Il giornalista, pur rendendosi conto delle carenze del primo progetto che il gruppo aveva presentato, era tuttavia riuscito a percepire quei valori di spontaneità e sincerità che erano i valori della “vecchia Brianza” che gli autori volevano rappresentare.
Commosso il ricordo dei figli.
“Erano dei precursori”, ha affermato Claudio Mavero. “Allora non c’era internet ma loro navigavano sui libri, nei luoghi e tra le persone. C’era la fatica di dover suonare ai campanelli e interloquire con la gente o di trovare i pass per poter entrare in determinati luoghi, ma c’era anche l’entusiasmo. Entusiasmo più organizzazione era il binomio che li caratterizzava, perché da solo l’entusiasmo si spegne e l’organizzazione da sola rende schiavi”.
Il figlio di Mavero ha ricordato anche come fossero precursori per i temi trattati: parlare negli anni Settanta di inquinamento, natura “tartassata” e aborto (argomento quest’ultimo di “Un caso di coscienza”, film a soggetto recitato da alcuni amici di Merate che facevano teatro) non era così scontato.
“Hanno portato tanto bene nel corpo e nel cuore e tanta bellezza, erano grandi uomini di pace”, ha detto in conclusione del suo intervento.
Dopo di lui Sabrina Fumagalli, figlia di Giulio, è intervenuta ringraziando l’Amministrazione comunale per la sensibilità e la partecipazione “non scontate”.
“Mio padre era attento a ciò che lo circondava e aveva un grande amore per il nostro territorio che non è solo méta di turismo”, ha ricordato. “Le sue immagini sono parte integrante della nostra famiglia, ma è bello dare anche un messaggio a tutta la comunità che si spera possa continuare attraverso la memoria”.
Emozionato anche l’editore Paolo Cattaneo che ha voluto trasmettere un ricordo personale: “Quando mi hanno presentato il primo progetto sembravano un po’ dei buontemponi a caccia di immagini. Anche perché fotografavano cose minute e la realtà contadina”.
L’editore ha evidenziato l’importanza del fatto che, grazie alle loro immagini, possiamo confrontare il presente con il passato. Ha inoltre sottolineato l’impegno che all’epoca richiedeva la pratica della fotografia e l’umiltà che contraddistingueva gli autori.

“Mavero non firmava niente, per lui era divertimento e piacere”, ha ricordato.
In sala civica a Osnago sono esposte alcune delle foto che riproducono vecchie cascine, solo un piccolo assaggio dell’enorme patrimonio che i “ragazzi di Osnago” hanno lasciato.
La mostra sarà visitabile sabato 18 aprile e domenica 19 in orario mattutino, dalle 10 alle 12.
L’Amministrazione comunale per l’occasione ha distribuito anche un fascicolo che riporta le tappe fondamentali del loro percorso e il ricordo di quanti li hanno conosciuti, apprezzati e amati.
No, i “ragazzi di Osnago”, o gli “Espontaneos” come qualcuno li aveva soprannominati, erano molto ma molto di più.
A unire Angelo Colombo, Fabrizio Mavero, Giulio Fumagalli e Vittorio Buratti – questi i loro nomi – erano una grande passione e tanto entusiasmo, ma anche la capacità di fare progetti e di realizzarli.
L’amore per la propria terra, la Brianza, il collante che li univa e che si evince dai titoli dei volumi realizzati con l’editore Cattaneo.

A partire dal primo Brianza Immagini, a cui fecero seguito Stagioni in Brianza, Brianza un mondo che cambia, Viaggio in Brianza e Brianza, emozioni alle porte di Milano.
Ma quando poi i confini cominciarono a sembrare troppo stretti “i ragazzi” andarono oltre con volumi sulla città di Lecco, sui fiumi bergamaschi, sulle feste di Lombardia, sugli antichi lavori lombardi, sul fascino del Lario e sul Ticino.
Nel 2024 il sodalizio ha perso due suoi membri, Fabrizio Mavero e Giulio Fumagalli.
Fabrizio Mavero, di professione bancario, ha dato il suo prezioso contributo svolgendo un ruolo fondamentale di coordinamento e di contatto con gli autori soprattutto alla Storia della Brianza, un’opera in sette volumi a cui collaborarono decine di studiosi tra cui il noto storico Giorgio Rumi.

Paolo Cattaneo con Maria Grazia Caglio
Giulio Fumagalli ha lasciato un’impronta profonda attraverso le sue fotografie che hanno dato volto a molte pubblicazioni, ma viene ricordato anche per le poesie pubblicate in diversi volumi e che gli hanno fruttato numerosi premi.
Per ricordarli perché “chi non ricorda non vive”, l’Amministrazione comunale di Osnago ha organizzato sabato pomeriggio presso la sala civica Sandro Pertini un evento molto partecipato.
Partecipazione sottolineata dal sindaco Felice Rocca, che ha introdotto l’evento con i saluti e i ringraziamenti dell’Amministrazione.

Vittorio Buratti
Ringraziamenti che l’assessora alla Cultura Maria Grazia Caglio ha esteso all’editore Cattaneo, presente in sala.
“Un atto d’amore verso la terra d’origine”, ha detto Caglio con riferimento alle opere realizzate dagli “Espontaneos”, una testimonianza del passaggio da ambiente agricolo a periferia suburbana”.
La cerimonia è proseguita con la lettura da parte di Ernesto Valagussa di alcune poesie di Giulio Fumagalli, mentre Beatrice Marucelli ha letto uno scritto dell’editore Cattaneo, in cui si ricorda anche il contributo dato da Gianni Brera. Il giornalista, pur rendendosi conto delle carenze del primo progetto che il gruppo aveva presentato, era tuttavia riuscito a percepire quei valori di spontaneità e sincerità che erano i valori della “vecchia Brianza” che gli autori volevano rappresentare.
Commosso il ricordo dei figli.
“Erano dei precursori”, ha affermato Claudio Mavero. “Allora non c’era internet ma loro navigavano sui libri, nei luoghi e tra le persone. C’era la fatica di dover suonare ai campanelli e interloquire con la gente o di trovare i pass per poter entrare in determinati luoghi, ma c’era anche l’entusiasmo. Entusiasmo più organizzazione era il binomio che li caratterizzava, perché da solo l’entusiasmo si spegne e l’organizzazione da sola rende schiavi”.
Il figlio di Mavero ha ricordato anche come fossero precursori per i temi trattati: parlare negli anni Settanta di inquinamento, natura “tartassata” e aborto (argomento quest’ultimo di “Un caso di coscienza”, film a soggetto recitato da alcuni amici di Merate che facevano teatro) non era così scontato.
“Hanno portato tanto bene nel corpo e nel cuore e tanta bellezza, erano grandi uomini di pace”, ha detto in conclusione del suo intervento.
Dopo di lui Sabrina Fumagalli, figlia di Giulio, è intervenuta ringraziando l’Amministrazione comunale per la sensibilità e la partecipazione “non scontate”.
“Mio padre era attento a ciò che lo circondava e aveva un grande amore per il nostro territorio che non è solo méta di turismo”, ha ricordato. “Le sue immagini sono parte integrante della nostra famiglia, ma è bello dare anche un messaggio a tutta la comunità che si spera possa continuare attraverso la memoria”.
Emozionato anche l’editore Paolo Cattaneo che ha voluto trasmettere un ricordo personale: “Quando mi hanno presentato il primo progetto sembravano un po’ dei buontemponi a caccia di immagini. Anche perché fotografavano cose minute e la realtà contadina”.
L’editore ha evidenziato l’importanza del fatto che, grazie alle loro immagini, possiamo confrontare il presente con il passato. Ha inoltre sottolineato l’impegno che all’epoca richiedeva la pratica della fotografia e l’umiltà che contraddistingueva gli autori.

“Mavero non firmava niente, per lui era divertimento e piacere”, ha ricordato.
In sala civica a Osnago sono esposte alcune delle foto che riproducono vecchie cascine, solo un piccolo assaggio dell’enorme patrimonio che i “ragazzi di Osnago” hanno lasciato.
La mostra sarà visitabile sabato 18 aprile e domenica 19 in orario mattutino, dalle 10 alle 12.
L’Amministrazione comunale per l’occasione ha distribuito anche un fascicolo che riporta le tappe fondamentali del loro percorso e il ricordo di quanti li hanno conosciuti, apprezzati e amati.
A.Vi.
























