Merate: dopo l'omicidio di Massa, il Sindaco dimostri la sua autorevolezza assumendo immediati provvedimenti

Cortese Direttore,
da abituale e lucida lettrice del Suo giornale online e da mamma e nonna di 87 anni mi permetto di condividere con Lei e con i suoi lettori alcune riflessioni su un tema che sta agitando, nel vero senso del termine, le notti del centro città.
Mi spinge a condividere il mio pensiero il grave episodio di cronaca avvenuto nella notte tra sabato e domenica a Massa Carrara, costato la vita ad un giovane padre di famiglia aggredito da un gruppo di ragazzi, visibilmente ubriachi, che avevano iniziato a lanciare bicchieri e bottiglie contro l'ingresso di un esercizio commerciale. La vittima aveva rimproverato il gruppo richiamandoli a moderarsi, ed è stato massacrato.
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Foto di sabato sera in via Manzoni e via Trento

Una conseguenza del fenomeno del binge drinking, la cosi detta abbuffata alcolica del fine settimana, una pratica purtroppo assai diffusa tra i giovani di età compresa tra i 16 e 22 anni, tanto da esser considerata una fonte certa di rischio sociale in quanto generatrice di incidenti stradali anche mortali e ad atti di violenza e bullismo. L'alcol, somministrato sotto forma di cocktail offerti generalmente con buoni consumazione dal prezzo attraente, per esempio due consumazioni per 10 euro, diventa uno strumento di profitto capace di indurre i ragazzi a disinibirsi ed uniformarsi al gruppo, alimentando una inopportuna forma di trasgressione.
L'episodio di Massa Carrara potrebbe verificarsi anche a Merate ?
Sì, qualora le condizioni ambientali fuori controllo ed un certo numero di persone sovraeccitate e poco lucide dovessero interpretare un gesto di richiamo al pari di una provocazione da punire con la forza.
Le condizioni ambientali fuori controllo si concretizzano nel momento in cui da parte del commerciante, che somministra, vale la sola legge del profitto. Io ti vendo una bevanda, due, tre, quattro, tante quante me ne chiedi, ma poi quello che accade fuori dalla porta del mio locale non  mi riguarda più. 
Così i locali del binge drinking del fine settimana si moltiplicano e divengono luogo di ritrovo di massa, proprio perché c'è scarso controllo ed anche molti minorenni possono consumare alcol senza troppe limitazioni. 
I commenti, gli interventi,  l'accorata lettera del signor Marco inducono a pensare che la proprietà del locale abbia operato una scelta di campo netta, non coerente con il concetto di normale convivenza con i residenti. 
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A Merate l'autorità locale di pubblica sicurezza è il Sindaco. E' suo preciso dovere farsi garante delle legittime istanze dei cittadini. Ci sono tanti modi. Può emettere un'ordinanza che imponga la chiusura dell'esercizio, ad esempio alle 23, se la frequentazione rende l'attività incompatibile con i normali canoni di tutela della quiete pubblica, quali formazione di assembramenti su strada, urla e schiamazzi, episodi di deiezione, turbativa della quiete pubblica. Può richiedere alle Forze dell'Ordine di procedere con controlli che consentano di identificare tutti gli avventori, verificare se sussiste la somministrazione di bevande alcoliche a minori, verificare con cani antidroga se c'è qualcosa di anomalo in tal senso, verificare se la superfice ed i requisiti igienico sanitari del locale sono compatibili con il numero delle persone presenti.
Questo caso, indubbiamente, è un banco di prova per misurare l'autorevolezza del Sindaco. Non è un fenomeno generalizzato, è  localizzato, e non ammette tentennamenti. A maggior ragione perché sono coinvolti i giovani. Restiamo in attesa delle sue determinazioni.
C'è comunque un altro aspetto da evidenziare, quello del ruolo delle famiglie. E' legittimo chiedersi se esercitano un'azione educativa sufficiente per disincentivare il consumo di alcol da parte dei figli, come nel caso dei raduni all'insegna del bicchiere facile. Considerati i dati statistici, no !
G.E.
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