Salvioni e Airoldi una coppia di sprovveduti che ora non sanno come fare a uscirne
Che finisse così era scontato. Non però per due sprovveduti come il sindaco Mattia Salvioni e l’assessore al commercio Gianpiero Airoldi. A Merate e memoria d’uomo nessuno aveva mai autorizzato un locale, del centro o no, a restare aperto fino alle 3 del mattino. All’epoca ci fu un dibattito serrato in Consiglio comunale tra chi pretendeva le due e chi più prudentemente si fermava all’una. Una modifica regolamentare successiva ha indicato facoltativamente le tre. Ma si affidava al buon senso dell’Autorità politica. Avendo però i cittadini scelto un ragazzo che mai prima d’ora aveva messo piede in un’Aula di Commissione e di Consiglio, il quale, a sua volta, si è circondato di personaggi con altrettanta esperienza, ora si raccolgono i cocci. E loro stessi, Salvioni e Airoldi non sanno più come uscirne.

Gianpiero Airoldi e Mattia Salvioni
Il Sindaco non ha trovato niente di meglio che mobilitare due pattuglie di agenti della polizia locale da piazzare in centro, di fatto a controllare esclusivamente i clienti del locale Hideout.
Ci fosse una minoranza vagamente presente e non dedita solo all’analisi di date e orari dei documenti, avrebbe imputato a Salvioni il danno erariale. Perché i soldi per lo straordinario notturno sono della collettività ma a beneficiarne è solo un privato.
L’incapacità operativa di Mattia Salvioni trova conferme ogni giorno: abile nel mettere i cartelli di Brianza Valley e i totem (pronti a scommetterne la durata) non realizza una delle promesse elettorali partendo proprio dalla sicurezza fino alla ricezione telefonica nelle aree centrali.
Chiamare i carabinieri, chiedono i lettori? Sì, però senza farci troppo affidamento. Transitare senza fermarsi e procedere con le identificazioni come si faceva un tempo non ha molto senso. Meno ancora se di giorno si indossa la veste del cliente.

Gianpiero Airoldi e Mattia Salvioni
Il Sindaco non ha trovato niente di meglio che mobilitare due pattuglie di agenti della polizia locale da piazzare in centro, di fatto a controllare esclusivamente i clienti del locale Hideout.
Ci fosse una minoranza vagamente presente e non dedita solo all’analisi di date e orari dei documenti, avrebbe imputato a Salvioni il danno erariale. Perché i soldi per lo straordinario notturno sono della collettività ma a beneficiarne è solo un privato.
L’incapacità operativa di Mattia Salvioni trova conferme ogni giorno: abile nel mettere i cartelli di Brianza Valley e i totem (pronti a scommetterne la durata) non realizza una delle promesse elettorali partendo proprio dalla sicurezza fino alla ricezione telefonica nelle aree centrali.
Chiamare i carabinieri, chiedono i lettori? Sì, però senza farci troppo affidamento. Transitare senza fermarsi e procedere con le identificazioni come si faceva un tempo non ha molto senso. Meno ancora se di giorno si indossa la veste del cliente.
























