La cernuschese Flavia Dolcini sul palco alla manifestazione a difesa della sanità pubblico
Nel pomeriggio di sabato 11 aprile si è tenuta a Milano una imponente manifestazione in difesa della Sanità pubblica, a cui hanno partecipato 10 mila persone che si sono riunite davanti a Palazzo Lombardia per poi procedere in un lungo corteo terminato in piazza XXV Aprile.

Proprio sul palco allestito davanti alla Porta Garibaldi, dopo gli interventi di Pierfrancesco Majorino, Nicola Di Marco, Onorio Rosati, e di altri promotori dell'iniziativa, è stata invitata a salire anche la cittadina cernuschese Flavia Dolcini, in qualità di Vicesegretaria metropolitana del PSI di Milano.
Le Federazioni milanese e lecchese del PSI hanno infatti sostenuto sin dall'inizio le iniziative del comitato La Lombardia SiCura, che si batte a più voci per salvaguardare il servizio sanitario nazionale, gravemente minacciato da privatizzazioni selvagge e logiche di profitto e discriminazione sulla base del reddito. Nel corso del suo intervento, la Dolcini ha ribadito: "siamo qui perché la sanità pubblica è il termometro di una società civile. Quando un cittadino aspetta mesi o anni per una visita, o rinuncia del tutto alle cure perché non può permettersi il privato, vuol dire che qualcosa si è rotto. Le liste d'attesa sono diventate un meccanismo di selezione sociale. Chi può pagare si cura subito, chi non può aspetta. Non è più sanità universale ed equa, è un sistema affaristico a due velocità che non rispetta la Costituzione, il cui articolo 32 tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività.

Forse oggi non tutti ricordano che i socialisti in Italia sono stati i padri del servizio sanitario nazionale. La legge 833 del 1978 è stata un'importantissima conquista di civiltà. Oggi chiediamo di tornare a quei principi fondamentali perché la salute non è una merce, e le cure mediche non devono diventare un privilegio di pochi."

Proprio sul palco allestito davanti alla Porta Garibaldi, dopo gli interventi di Pierfrancesco Majorino, Nicola Di Marco, Onorio Rosati, e di altri promotori dell'iniziativa, è stata invitata a salire anche la cittadina cernuschese Flavia Dolcini, in qualità di Vicesegretaria metropolitana del PSI di Milano.
Le Federazioni milanese e lecchese del PSI hanno infatti sostenuto sin dall'inizio le iniziative del comitato La Lombardia SiCura, che si batte a più voci per salvaguardare il servizio sanitario nazionale, gravemente minacciato da privatizzazioni selvagge e logiche di profitto e discriminazione sulla base del reddito. Nel corso del suo intervento, la Dolcini ha ribadito: "siamo qui perché la sanità pubblica è il termometro di una società civile. Quando un cittadino aspetta mesi o anni per una visita, o rinuncia del tutto alle cure perché non può permettersi il privato, vuol dire che qualcosa si è rotto. Le liste d'attesa sono diventate un meccanismo di selezione sociale. Chi può pagare si cura subito, chi non può aspetta. Non è più sanità universale ed equa, è un sistema affaristico a due velocità che non rispetta la Costituzione, il cui articolo 32 tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività.

Forse oggi non tutti ricordano che i socialisti in Italia sono stati i padri del servizio sanitario nazionale. La legge 833 del 1978 è stata un'importantissima conquista di civiltà. Oggi chiediamo di tornare a quei principi fondamentali perché la salute non è una merce, e le cure mediche non devono diventare un privilegio di pochi."
























