Osnago: calano i reati ma non i furti nelle abitazioni

Tra i diversi punti all'ordine del giorno del fitto Consiglio Comunale di giovedì 9 aprile, il Sindaco e i consiglieri di Osnago hanno discusso di sicurezza urbana e microcriminalità in base ai dati del 2025. Il primo cittadino Felice Rocca ha potuto sviscerare il fenomeno con numeri alla mano, pur lamentando una progressiva semplificazione dei numeri forniti dalla Prefettura che rende sempre più difficile un'analisi storica minuziosa rispetto al passato.
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Il quadro delineato dall'Amministrazione è un chiaroscuro che non consente facili entusiasmi. Se è vero che il dato complessivo dei reati è in costante calo rispetto ai picchi del decennio scorso, attestandosi a 110 episodi totali contro i 128 dell'anno precedente, c'è un numero che il primo cittadino non ha esitato a definire "odioso": quello dei furti in abitazione, balzati da 14 a 25 denunce. È un dato che brucia, perché se Osnago resta al di sotto della media provinciale per reati generali, la sopravanza purtroppo proprio nel segmento più invasivo per i cittadini. La Provincia di Lecco, d’altronde, sta scalando le classifiche nazionali della criminalità, passando dal 30° al 16° posto in Italia per i furti in casa, un primato negativo che riflette una pressione crescente su tutto il territorio.
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In questo scenario, la Polizia Locale, operando in gestione associata con Lomagna, ha cercato di rispondere con un presidio capillare. L'attività sulla sicurezza stradale ha registrato un'impennata clamorosa delle sanzioni per l’uso del cellulare alla guida e il mancato utilizzo delle cinture, passate da 46 a 160 infrazioni rilevate, quasi tutte lungo l'asse della strada provinciale. Sul fronte della prevenzione, il comando ha messo in campo 86 turni straordinari, con ben 62 pattugliamenti serali dedicati specificamente al contrasto dei furti. Un impegno che deve però fare i conti con la scure dei finanziamenti: il Sindaco ha infatti comunicato con disappunto che Regione Lombardia non ha rifinanziato per il 2025 il progetto "Stazioni Sicure", nonostante l'ottimo riscontro avuto in precedenza dagli agenti. Oltre alla sicurezza pura, il corpo ha garantito scorte istituzionali di rilievo, come per il funerale di don Giovanni o la cerimonia dell’olio di San Francesco, ricevendo il plauso della cittadinanza.
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La vera partita politica si è però giocata sul tema della videosorveglianza. Il Sindaco ha annunciato che il prossimo 20 aprile prenderanno il via i lavori per la "sigillatura" tecnologica delle Orane. Grazie a un finanziamento regionale del 50%, la frazione diventerà un vero e proprio "caso scuola" a livello provinciale: ogni accesso sarà monitorato da varchi per la lettura delle targhe. L’obiettivo è capire se una copertura così massiccia possa davvero fungere da deterrente. La strategia prevede poi ulteriori lotti di espansione per coprire ogni ingresso del paese e il centro storico, quest'ultimo attraverso un progetto legato al Distretto del Commercio.

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Il dibattito in aula ha acceso scintille tra i banchi. L’opposizione ha incalzato la maggioranza accusandola di essere arrivata fuori tempo massimo, sostenendo che l'Amministrazione abbia snobbato la tecnologia per anni, ignorando quella sensazione di insicurezza alimentata anche dai troppi furti tentati e mai denunciati. Marco Riva ha criticato l'approccio basato sul rapporto costi-benefici, ricordando il trauma incalcolabile di trovarsi un estraneo in casa, magari alle undici di mattina mentre si è presenti. Il consigliere Fabio Nicoli, pur ringraziando le forze dell'ordine, ha definito insufficiente la frequenza dei controlli e ha suggerito l'impiego di vigilanza privata o associazioni di ex carabinieri, non mancando di segnalare anche problemi di sicurezza più "terra terra", come la pericolosità di alcuni tombini in via 20 Settembre.
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Dall'altra parte, il consigliere Federico Dusi ha respinto le critiche con fermezza, difendendo la professionalità della Polizia Locale e la visione di una sicurezza che passa anche attraverso la coesione sociale e il benessere, non solo tramite l'occhio delle telecamere. Il Sindaco, nel suo intervento conclusivo, ha cercato di riportare realismo sulla questione tecnologica: le telecamere sono fondamentali per le indagini, ma non sono la soluzione miracolosa. Oggi i ladri sono "un passo avanti", utilizzano spesso auto a noleggio fornite da prestanome che rendono vano il sistema di lettura targhe. "Non saranno le telecamere a farci dormire con le porte aperte" ha commentato il primo cittadino, ribadendo l'invito fondamentale alla cittadinanza: denunciare sempre, anche ogni minimo tentativo, perché solo così il paese può scalare le gerarchie di attenzione delle autorità provinciali e delle forze dell'ordine.
M.Pen.
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