Cernusco, "Ponte": il solito Toto assente ingiustificato
Toto assente ingiustificato: quando il sindaco diserta il dibattito sul futuro del territorio
Cernusco Lombardone, 4 aprile 2026 – Mentre il traffico sul nuovo ponte San Michele rischia di esplodere del 30% (e addirittura dell’86% sul viadotto stesso), con code che si riverseranno nei centri abitati limitrofi e un limite di velocità ridicolo che non risolverà nulla, il sindaco Gennaro Toto ha scelto la strada più comoda: non presentarsi.
Martedì 31 marzo, nella sala consiliare di Cernusco, si è tenuta una Consulta congiunta tra le commissioni Urbanistica, Lavori Pubblici, Ecologia e Ambiente del comune e i rappresentanti delle consulte dei Comuni di Imbersago, Paderno, Robbiate e Verderio. Oggetto: il progetto RFI per il nuovo ponte sull’Adda, le sue conseguenze sul traffico e sull’ambiente, e le soluzioni viabilistiche che l’amministrazione Toto ha evidentemente deciso di ignorare.
Risultato? Zero rappresentanti della maggioranza. Assenti Toto e i suoi assessori. Presente solo la minoranza consiliare. Un’assenza che parla più di mille parole: disinteresse, arroganza o semplice incapacità di affrontare un tema che riguarda non solo Cernusco, ma l’intero territorio dell’Adda.
Come ha giustamente sottolineato un partecipante: «Siamo qui nella sala Consigliare di Cernusco per parlare del problema, dell’incremento del traffico del 30% che interesserà tutto il territorio e non ci sono rappresentanti dell’Amministrazione, non c’è interesse, niente, zero».
Non è la prima volta che Toto evita il confronto. Già nel 2022 il Comitato Cittadini Ponti aveva tentato per due volte di incontrare il sindaco e gli altri amministratori per discutere proprio di questo progetto. Risposta? Porte chiuse. Due rifiuti netti. Oggi, di fronte a una consultazione ufficiale, la tattica si ripete: diserzione collettiva.
Questa assenza è particolarmente grave perché il progetto RFI non ha accolto le osservazioni dei comuni “di prima fascia”. La relazione conclusiva del dibattito pubblico ha rimandato le soluzioni viabilistiche a un “secondo momento”, come se il problema del traffico indotto fosse un dettaglio trascurabile. I sindaci dei comuni limitrofi hanno portato dati chiari: più auto, più mezzi pesanti, più inquinamento, più congestione. E Cernusco, che pure sarà toccata, tace.
Ma non finisce qui. Durante la stessa consulta sono emerse critiche pesanti alla Soprintendenza, accusata di ipocrisia: nel 2016 aveva bocciato una semplice riqualificazione del Ponte San Michele per motivi estetici (le piastre di rinforzo avrebbero “deturpato” il manufatto), mentre oggi benedice un nuovo viadotto a soli 30 metri di distanza che oscurerà completamente l’iconico ponte di ferro, facendogli perdere la candidatura Unesco. Un capolavoro di incoerenza che nessuno, a livello regionale o provinciale, ha avuto il coraggio di contrastare davvero.
Regione e Provincia? Indifferenti. Hanno scaricato su RFI anche competenze che non le spettano, limitandosi a studi di traffico fatti “tanto per non essere gli unici a non aderire”. I comuni limitrofi vengono dipinti come nostalgici del 1950 che vorrebbero bloccare tutto. La realtà è un’altra: chiedono semplicemente che il nuovo ponte sia collocato nel posto giusto, con soluzioni viabilistiche adeguate, senza devastare un territorio già fragile e un paesaggio di valore storico e paesaggistico.
Toto, invece di partecipare al dibattito, di ascoltare i cittadini e di fare rete con gli altri sindaci, ha preferito restare nel suo ufficio. Un comportamento che denota scarsa sensibilità istituzionale e una visione miope del ruolo di primo cittadino. Il sindaco non è solo chi taglia nastri o gestisce le buche: è anche chi si assume la responsabilità di difendere il proprio territorio quando si discutono opere da centinaia di milioni di euro che cambieranno per sempre il volto della zona.
La diserzione di martedì è un segnale chiaro: per questa amministrazione il ponte San Michele e le sue conseguenze sono un problema “degli altri”. Peccato che il traffico non rispetti i confini comunali e che le code, l’inquinamento e la perdita di valore paesaggistico arriveranno anche a Cernusco.
Mentre i comitati cittadini annunciano una fiaccolata sul ponte per il 18 aprile per chiedere una soluzione sostenibile, Toto continua a disertare. Forse è ora che i cittadini di Cernusco si chiedano se questo sia il livello di rappresentanza che meritano su un tema così strategico.
Il silenzio non è neutralità. È complicità con un progetto che, senza correttivi seri, rischia di essere un errore costoso e irreversibile.
cordiali saluti
Cernusco Lombardone, 4 aprile 2026 – Mentre il traffico sul nuovo ponte San Michele rischia di esplodere del 30% (e addirittura dell’86% sul viadotto stesso), con code che si riverseranno nei centri abitati limitrofi e un limite di velocità ridicolo che non risolverà nulla, il sindaco Gennaro Toto ha scelto la strada più comoda: non presentarsi.
Martedì 31 marzo, nella sala consiliare di Cernusco, si è tenuta una Consulta congiunta tra le commissioni Urbanistica, Lavori Pubblici, Ecologia e Ambiente del comune e i rappresentanti delle consulte dei Comuni di Imbersago, Paderno, Robbiate e Verderio. Oggetto: il progetto RFI per il nuovo ponte sull’Adda, le sue conseguenze sul traffico e sull’ambiente, e le soluzioni viabilistiche che l’amministrazione Toto ha evidentemente deciso di ignorare.
Risultato? Zero rappresentanti della maggioranza. Assenti Toto e i suoi assessori. Presente solo la minoranza consiliare. Un’assenza che parla più di mille parole: disinteresse, arroganza o semplice incapacità di affrontare un tema che riguarda non solo Cernusco, ma l’intero territorio dell’Adda.
Come ha giustamente sottolineato un partecipante: «Siamo qui nella sala Consigliare di Cernusco per parlare del problema, dell’incremento del traffico del 30% che interesserà tutto il territorio e non ci sono rappresentanti dell’Amministrazione, non c’è interesse, niente, zero».
Non è la prima volta che Toto evita il confronto. Già nel 2022 il Comitato Cittadini Ponti aveva tentato per due volte di incontrare il sindaco e gli altri amministratori per discutere proprio di questo progetto. Risposta? Porte chiuse. Due rifiuti netti. Oggi, di fronte a una consultazione ufficiale, la tattica si ripete: diserzione collettiva.
Questa assenza è particolarmente grave perché il progetto RFI non ha accolto le osservazioni dei comuni “di prima fascia”. La relazione conclusiva del dibattito pubblico ha rimandato le soluzioni viabilistiche a un “secondo momento”, come se il problema del traffico indotto fosse un dettaglio trascurabile. I sindaci dei comuni limitrofi hanno portato dati chiari: più auto, più mezzi pesanti, più inquinamento, più congestione. E Cernusco, che pure sarà toccata, tace.
Ma non finisce qui. Durante la stessa consulta sono emerse critiche pesanti alla Soprintendenza, accusata di ipocrisia: nel 2016 aveva bocciato una semplice riqualificazione del Ponte San Michele per motivi estetici (le piastre di rinforzo avrebbero “deturpato” il manufatto), mentre oggi benedice un nuovo viadotto a soli 30 metri di distanza che oscurerà completamente l’iconico ponte di ferro, facendogli perdere la candidatura Unesco. Un capolavoro di incoerenza che nessuno, a livello regionale o provinciale, ha avuto il coraggio di contrastare davvero.
Regione e Provincia? Indifferenti. Hanno scaricato su RFI anche competenze che non le spettano, limitandosi a studi di traffico fatti “tanto per non essere gli unici a non aderire”. I comuni limitrofi vengono dipinti come nostalgici del 1950 che vorrebbero bloccare tutto. La realtà è un’altra: chiedono semplicemente che il nuovo ponte sia collocato nel posto giusto, con soluzioni viabilistiche adeguate, senza devastare un territorio già fragile e un paesaggio di valore storico e paesaggistico.
Toto, invece di partecipare al dibattito, di ascoltare i cittadini e di fare rete con gli altri sindaci, ha preferito restare nel suo ufficio. Un comportamento che denota scarsa sensibilità istituzionale e una visione miope del ruolo di primo cittadino. Il sindaco non è solo chi taglia nastri o gestisce le buche: è anche chi si assume la responsabilità di difendere il proprio territorio quando si discutono opere da centinaia di milioni di euro che cambieranno per sempre il volto della zona.
La diserzione di martedì è un segnale chiaro: per questa amministrazione il ponte San Michele e le sue conseguenze sono un problema “degli altri”. Peccato che il traffico non rispetti i confini comunali e che le code, l’inquinamento e la perdita di valore paesaggistico arriveranno anche a Cernusco.
Mentre i comitati cittadini annunciano una fiaccolata sul ponte per il 18 aprile per chiedere una soluzione sostenibile, Toto continua a disertare. Forse è ora che i cittadini di Cernusco si chiedano se questo sia il livello di rappresentanza che meritano su un tema così strategico.
Il silenzio non è neutralità. È complicità con un progetto che, senza correttivi seri, rischia di essere un errore costoso e irreversibile.
cordiali saluti
Marcello
























