Montevecchia: processione per la "Festa dell'Angelo"
Sono state tantissime le persone che lunedì hanno preso parte alla tradizione processione dell'Angelo, presso il santuario di Montevecchia.



Un momento che raduna fedeli non solo del meratese ma anche da fuori provincia, complice la bellissima giornata con un cielo terso e una temperatura mite e gradevole. E uno scenario, quello del colle, che lascia spazio al "respiro", alla serenità e alla voglia di spensieratezza.
Gradino dopo gradino i portantini, nelle loro "divise" bianche e azzurre, sono scesi dal Santuario fino in largo Agnesi, dandosi il cambio nel faticoso tragitto. Raccogliendo man mano che procedeva nuovi partecipanti, la processione si è snodata nelle stradine del centro storico fino ad arrivare al parcheggio che si trova a nord per poi scendere lungo la strada dell'alta collina e raggiungere nuovamente l'imbocco della piazzetta.
Qui, dopo avere superato uno dei passaggi più ostici, con il ponticello che ha costretto ad "abbassarsi" per far passare il baldacchino con il simulacro della Vergine, la processione è risaluta verso la chiesa. A metà scalone, il corteo ha proseguito a destra "circumnavigando" il colle con le stazioni della Via Crucis per poi salire l'ultimo tratto sino al portico dove la statua è stata fatta sostare ed è iniziata la celebrazione della Santa Messa, officiata da don Fabio Biancaniello con don Luigi.



Nel corso della funzione, animata dalla corale con il suono dell'organo, il sacerdote ha invitato i fedeli ad abbandonare il lievito vecchio per essere pasta nuova, rimettendo al centro della comunità la sincerità e la verità, evitando il rischio di normalizzare anche ciò che è negativo.



Al termine la tradizionale benedizione sul sagrato, impartita a centinaia di persone.
Un momento che raduna fedeli non solo del meratese ma anche da fuori provincia, complice la bellissima giornata con un cielo terso e una temperatura mite e gradevole. E uno scenario, quello del colle, che lascia spazio al "respiro", alla serenità e alla voglia di spensieratezza.
Gradino dopo gradino i portantini, nelle loro "divise" bianche e azzurre, sono scesi dal Santuario fino in largo Agnesi, dandosi il cambio nel faticoso tragitto. Raccogliendo man mano che procedeva nuovi partecipanti, la processione si è snodata nelle stradine del centro storico fino ad arrivare al parcheggio che si trova a nord per poi scendere lungo la strada dell'alta collina e raggiungere nuovamente l'imbocco della piazzetta.
Qui, dopo avere superato uno dei passaggi più ostici, con il ponticello che ha costretto ad "abbassarsi" per far passare il baldacchino con il simulacro della Vergine, la processione è risaluta verso la chiesa. A metà scalone, il corteo ha proseguito a destra "circumnavigando" il colle con le stazioni della Via Crucis per poi salire l'ultimo tratto sino al portico dove la statua è stata fatta sostare ed è iniziata la celebrazione della Santa Messa, officiata da don Fabio Biancaniello con don Luigi.
Nel corso della funzione, animata dalla corale con il suono dell'organo, il sacerdote ha invitato i fedeli ad abbandonare il lievito vecchio per essere pasta nuova, rimettendo al centro della comunità la sincerità e la verità, evitando il rischio di normalizzare anche ciò che è negativo.
Al termine la tradizionale benedizione sul sagrato, impartita a centinaia di persone.
























