Imbersago: Il territorio e il Cammino di San Colombano

Il Cammino di San Colombano, un percorso di oltre 5400 km caratterizzato da vie d'acqua, con 330 km in Italia, che collegano Villa di Chiavenna, un paesino al confine con la Svizzera, a Bobbio, dove il santo fondò la celebre abbazia. 
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Un tragitto riconosciuto ufficialmente come pellegrinaggio religioso, suddiviso in Italia in 18 tappe, che seguendo il fiume Mera raggiunge la sponda Orientale del Lario fino ad arrivare al fiume Adda, attraversando il Parco Adda Nord, l’Ecomuseo Adda di Leonardo e tutti i Comuni che si affacciano sul corso d’acqua, compreso Imbersago. Nella serata di venerdì 27 marzo, sei amministratori ed esperti del territorio hanno illustrato, con la moderazione della consigliera Eleonora Lavelli, il fascino di questo Cammino che ruota intorno alla figura di San Colombano.
Andrea Beretta, vice presidente dell’associazione europea del Cammino “The Columban Way”, ha spiegato come il tracciato segua le testimonianze del Santo per ripercorrere il suo viaggio, intrapreso a 50 anni, che lo ha portato dall’Irlanda in diverse zone dell’Europa fino alla morte a 75 anni a Bobbio. Considerato uno dei patroni dell’unità europea e fondatore di monasteri in tutta Europa, Colombano viene venerato ancora oggi nonostante sia vissuto tra il 540 e il 615 circa, per il suo ruolo fondamentale nell’evangelizzazione.
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Ignazio Ravasi, Dario Paladini, Mauro Steffenini, Gianfranco Brivio e Andrea Beretta

“San Colombano è passato alla storia proprio per la sua vita in pellegrinaggio già al tempo riconosciuta, che si è tradotta fisicamente in un Cammino che annoda tutte le conoscenze e testimonianze del suo passaggio e del suo vissuto” ha continuato Mauro Steffenini, segretario dell’associazione del Cammino. Colombano era un personaggio molto colto e conosciuto, per questo ancora oggi si intitolano a lui edifici e opere e si tramandano leggende sul suo conto. Un esempio è quello del dolce pasquale per eccellenza: la Colomba. La leggenda narra che nel VII secolo, l'abate irlandese, ospite della regina longobarda Teodolinda a Pavia, rifiutò un banchetto di cacciagione perché era periodo di Quaresima. Per non offendere i sovrani, benedisse le carni, trasformandole in bianche colombe di pane. Questo prodigio convinse la regina a donargli il territorio di Bobbio.
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Un Cammino che non è raccontato solamente nella guida pubblicata prima nel 2022 e poi nel 2024 da Terre di Mezzo, ma anche nel podcast di Intreccimedia curato da Dario Paladini. “Il percorso è bello perché è abitato” ha commentato l’autore del podcast, “i luoghi sono forgiati da chi li cura, abita e studia e nel podcast è possibile sentire le voci di 23 personaggi protagonisti del territorio”. In rappresentanza del tratto lecchese il vice presidente del Parco Adda Nord Ignazio Ravasi e il presidente dell’Ecomuseo di Leonardo Gianfranco Brivio, che hanno spiegato l’obbiettivo comune dei due enti di conservazione, valorizzazione e protezione del territorio, in assonanza al fine del percorso di San Colombano. Una volontà di conservazione del passato, mantenendo presente l’incontro tra la fisicità del Cammino e la spiritualità racchiusa nella figura del Santo che gli dà nome, proiettando però lo sguardo al futuro per renderlo più appetibile alle nuove generazioni.
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Sulla sinistra il sindaco Fabio Vergani

“Un tempo si rivolgeva lo sguardo al fiume, fonte di vita e sostentamento, ora invece gli voltiamo le spalle. C’è un abbandono della memoria e della vita che porta alla distruzione di luoghi pieni di storia che non vengono più curati. Tocca a noi farlo” ha dichiarato Ravasi. Un territorio che è pieno di ricchezze ma che ha bisogno di più valorizzazione, ha aggiunto il sindaco di Imbersago Fabio Vergani, sottolineando la mancanza di infrastrutture, soprattutto di alberghi e hotel, per far sostare i “pellegrini” in cammino. Una posizione sostenuta da Brivio, che ha rimarcato l’importanza dello sviluppo di una sinergia tra enti e cittadini che abbia al centro l'ambiente e la comunità per investire sull'identità del territorio e le sue esigenze. “Chi conosce meno il territorio sono proprio i residenti, la sfida da affrontare è la sensibilizzazione della comunità, con eventi, cartellonistica, guide e la nuova intuizione del podcast, che vogliono riportare l’attenzione sulla bellezza di territori che aprono la via verso l’astratto, verso le emozioni e la spiritualità”.
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Una serata che si è intrecciata con la mostra fotografica “Lightwood” di Francesco Epis, in esposizione al municipio, che ha immerso i presenti nelle sensazioni che si vivono sostando in un bosco in solitudine, sensazioni che si avvicinano e coincidono con quelle che si provano percorrendo il Cammino, immersi nel contatto con la natura. A chiudere Beretta ha invitato al Columbanus day, giunto alla 27esima edizione, che ogni anno ricorda la figura del Santo con un ritrovo per celebrare la sua figura e l’eredità che ha lasciato. Quest’anno l’evento si terrà a Lodi il 4 e 5 luglio 2026. 
I.Bi.
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