A Franzino & C.

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Sig. Franzino buongiorno.
Scrivo a lei ma mi rivolgo oltre che a lei a tutti gli analisti (sostenitori del si) sulle cause, a loro dire, le motivazioni e le aperture mentali di chi ha votato no.
Come avrà capito, nel caso glielo esplicito, sono uno di quelli che ha contribuito a rovinare l’italia votando no.
Ma la domanda è un’altra:
lei (e tutti gli altri di cui sopra) chi è e come si permette di venire a dirmi che voto a ragion veduta, partito preso e/o ideologia ottusa. Dal ‘92, poi.
 Le dirò: non solo la questione l’ho capita bene documentandomi da almeno sei mesi ma l’ho talmente capita bene che non ho votato no ascoltando le ragioni di chi mi chiedeva di votare no ma le ragioni di chi mi chiedeva di votare si !
Se la cosa non le sta bene, beh, pazienza. E tornando ai tempi delle infinite partite di pallone all’oratorio, se se ne vuol andare portando via il pallone che è suo, faccia pure. Ce ne faremo una ragione e giocheremo ad altro.
Vorrei anche rispondere ai vari orgogli padani ed altri fini analisti che fanno notare dove, a livello di territorio, il SI ha vinto.
Ma non ho ne tempo ne voglia.
Mi limito solo a far notare che la questione su cui siamo stati chiamati a votare era la madre di tutte le battaglie della Buon Anima che ora veglia su di noi dal mausoleo di Arcore.
Un uomo (tra l’altro a me umanamente simpatico) che aveva una idea tutta sua della legge: pret a porter. E che palle tutti quelli che volevano venire a vedere se era conforme ai canoni riconosciuti dal nostro ordinamento legislativo e costituzionale.
Partendo da qui, si svilupperebbero interessanti riflessioni. Almeno dal mio punto di vista.
Luca
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