Gradita opinione del direttore
Ciao Direttore, questi i fatti.
Il 25 marzo il Pm di Lodi ha chiesto tre anni e sei mesi di reclusione per Piero Sansonetti. Pena detentiva per diffamazione a mezzo stampa: quella che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha dichiarato contraria all’articolo 10 della Convenzione e che la Corte Costituzionale — sentenza n. 150/2021 — ha espunto dall’ordinamento. Una richiesta che non avrebbe potuto essere formulata. Chi pagherà disciplinarmente? Parte lesa: Roberto Scarpinato, frontman del No. Colpa di Sansonetti: aver posto domande sul dossier Mafia-Appalti, archiviato giorni prima che Borsellino venisse ucciso. L’aggravante contestata è che continua a scrivere. Perfetto.
Adesso veniamo alla domanda. Direttore, mi sbaglio o proprio tu, sulle colonne del tuo giornale, ti lamentavi che questo Governo vorrebbe " mettere il bavaglio ai giornalisti". Ma......................................secondo te questa operazione come la definiresti?
Attendo gradita risposta da parte tua.
Grazie in anticipo.
Il 25 marzo il Pm di Lodi ha chiesto tre anni e sei mesi di reclusione per Piero Sansonetti. Pena detentiva per diffamazione a mezzo stampa: quella che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha dichiarato contraria all’articolo 10 della Convenzione e che la Corte Costituzionale — sentenza n. 150/2021 — ha espunto dall’ordinamento. Una richiesta che non avrebbe potuto essere formulata. Chi pagherà disciplinarmente? Parte lesa: Roberto Scarpinato, frontman del No. Colpa di Sansonetti: aver posto domande sul dossier Mafia-Appalti, archiviato giorni prima che Borsellino venisse ucciso. L’aggravante contestata è che continua a scrivere. Perfetto.
Adesso veniamo alla domanda. Direttore, mi sbaglio o proprio tu, sulle colonne del tuo giornale, ti lamentavi che questo Governo vorrebbe " mettere il bavaglio ai giornalisti". Ma......................................secondo te questa operazione come la definiresti?
Attendo gradita risposta da parte tua.
Grazie in anticipo.
Emilio
Posto che neanche Sallusti andò in carcere, graziato, nonostante volesse andarci, le accuse mosse da Sansonetti a Scarpinato sono molto gravi. Sansonetti ha tutto un percorso curioso: è stato direttore di Liberazione, quotidiano di Rifondazione Comunista poi, si dice come concausa un buco da 3,5 milioni, è stato rimosso e successivamente ha diretto Il Riformista, lasciando quindi il posto a Matteo Renzi e ora dirige l'Unità. E veniamo al quesito: il bavaglio i giornalisti già l'hanno con l'emendamento Costa non è più possibile pubblicare né l’integrale né estratti dell'ordinanza di custodia cautelare. I cittadini dunque non potranno più essere informati su alcuni dettagli rilevanti, dal momento che nel testo dell'ordinanza figurano in genere arresti, interrogatori, intercettazioni, perquisizioni disposte dai pubblici ministeri. In pratica tutta la cronistoria di un caso giudiziario. Inoltre le comunicazioni alla stampa sono esclusivo appannaggio del Procuratore della Repubblica che valuta se la notizia è tale oppure no. Infine approfondirei la causa Sansonetti-Scarpinato che non è proprio nei termini sopra descritti. Perchè vedi il garantismo deve valere per tutti, per Sansonetti, ma anche per Scarpinato che non può essere accusato senza prove di aver insabbiato un processo nel 1992. Qualche prova a sostegno ci vuole. Altrimenti è diffamazione. Ma stai tranquillo, in galera non ci va.

























