Ancora una volta ha vinto la Costituzione

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La modifica costituzionale, inutile e divisiva, non è stata approvata dal 53 % dei votanti. L' ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) ringrazia sia per la larga partecipazione, anche delle nuove generazioni, che per il risultato. 
A qualche giorno dalla celebrazione del Referendum e sedimentate le prime impressioni riportiamo quanto segue.
"Quando si scrive la Costituzione i banchi del Governo devono restare vuoti", affermava il Padre Costituente Piero Calamandrei, intendendo che la Costituzione dovesse essere opera del Parlamento (rappresentante della sovranità popolare) e non dell'Esecutivo, per evitare che chi governa costruisca regole su misura per sè. Egli sottolineava l'importanza dell'indipendenza del potere legislativo rispetto a quello governativo. In sintesi, per Calamandrei, le modifiche costituzionali dovrebbero essere il risultato di un ampio consenso parlamentare, con il Governo in una posizione di distacco. Proprio il contrario di quello che è successo.  
Più che di essere modificata, la Costituzione ha bisogno di essere attuata: ad esempio, l'Articolo 3 afferma che è "compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale...".                L’esito referendario, oltre che nella ripulsa della modifica costituzionale, ha anche un risvolto riguardante il rimanente scorcio di legislatura. Avesse prevalso il SI si spalancherebbe la porta per l'approvazione, a colpi di maggioranza, della proposta di legge di modifica della legge elettorale, un immondo miscuglio fra la fascista Legge Acerbo, la cosiddetta legge truffa del 1953 ed il Porcellum; leggi caratterizzate da abnormi premi di maggioranza. Altra porta si aprirebbe per la legge sul cosiddetto "premierato", sull'onda della continua personalizzazione della politica, del rafforzamento abnorme dell’Esecutivo rispetto agli altri poteri della Stato ed in potenziale conflitto con la Presidenza della Repubblica.
Nel frattempo   l'attuale Governo ha raggiunto il record di 108 fiducie in tre anni e mezzo di legislatura.  L’Italia ha bisogno di statisti, non di demagoghi!
ANPI Brianza Meratese 
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