Merate: Villa Confalonieri, al via la ristrutturazione ma l’utilizzo?

Entro metà autunno partiranno i lavori di ristrutturazione di villa Confalonieri, già sede del Municipio di Merate dal 1974 al 2008. Lo stanziamento è di 1.2 milioni di euro ma secondo il Sindaco potrebbero aggiungersi altri 800-900mila euro. Una bella somma con la quale restituire alla città la sontuosa villa costruita tra il 1912 e il 1914 dal barone Enrico Confalonieri su progetto degli architetti Giuseppe e Fausto Bagatti Valsecchi su un’area resa libera dalla demolizione di un’altra piccola villa che fu dimora del nobile cav. Giuseppe Confalonieri veterano della battaglia del 1848. L’intervento è di fatto il primo della consigliatura Salvioni, ex segretario di circolo del PD, che è stato in grado di sostituire al governo della città una formazione di sinistra dopo 15 anni di dominio del centrodestra.
Al di là del consenso verso questo investimento, resta però una domanda sospesa: quale sarà la destinazione dei 1.600 metri quadrati, disposti su tre piani più interrato?
E qui le certezze scricchiolano. Un dibattito vero e proprio non c’è ancora stato né in Commissione né in Aula; e non si capisce perché le minoranze non chiedano un confronto immediato.
Secondo la visione di Mattia Salvioni la villa servirà a ospitare mostre, concerti, eventi culturali, iniziative estemporanee. Ma, scandisce il Sindaco, non sarà mai più sede municipale.
Col 52% dei consensi popolari la maggioranza ha tutto il diritto di decidere. Ma dobbiamo dunque pensare che la biblioteca resterà negli angusti spazi di piazzetta Spoleti, con accesso diretto sulla strada? Che il Museo di storia naturale don Ambrosoni continuerà a essere confinato in un angolo oscuro del collegio Manzoni? Che la sede dei medici associati continuerà a operare nell’ex portineria della villa, nonostante la scarsità di parcheggi e la difficoltà nel percorrere via Garibaldi riportata a doppio senso dopo le limitazioni imposte da Andrea Robbiani, senza però togliere i parcheggi?
In sintesi, dobbiamo pensare che spenderemo 2 milioni di euro per eventi sicuramente apprezzabili ma non prioritari, rispetto a una riorganizzazione degli asset cittadini?
Non va dimenticato che l’edificio di piazza degli Eroi è stato pensato per ospitare il polo della cultura, con biblioteca, museo, locali per i giovani attrezzati con strumenti musicali, ambienti di ricerca e tecnologia. Altrimenti non si spiega perché con pari o addirittura meno dipendenti lo spazio è passato da 1.200 metri quadrati utili a quasi 4mila. Con dispersioni e costi bene immaginabili.
Ecco, un “Incontro”, sarebbe utile per almeno immaginare un diverso utilizzo degli edifici pubblici e mettere a confronto le diverse tesi. Tra le tante interrogazioni spot, una organica è davvero auspicabile.
Claudio Brambilla
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