Progetto “Pari Parole”: secondo appuntamento al “Viganò” di Merate
Continuano gli appuntamenti del progetto “Pari Parole”, organizzato dalla Rete delle scuole della provincia di Lecco per promuovere la sensibilizzazione sul tema della parità di genere.
Dopo la prima serata del 6/03, organizzata presso l’IS Rota di Calolziocorte, e che ha raccolto un buon successo di pubblico, la seconda tappa ha toccato l’IS Francesco Viganò di Merate nel pomeriggio di giovedì 26/03 e aveva il titolo “Fatti sentire: giovani uomini in prima linea”.

I protagonisti sono stati studentesse e studenti dell’Istituto Viganò e dell’Istituto A. Greppi di Monticello
Brianza, che hanno organizzato e gestito un confronto a più voci a proposito del punto di vista maschile sulle questioni di genere. Non hanno fatto mancare il loro contributo anche gli studenti dell’IS Rota, fondamentali nella gestione tecnica della diretta web e della registrazione dell’evento.
Come primo ospite è intervenuto Lino Ceccarelli, rappresentante dell’associazione “Maschile Plurale”,
intervistato da Sara Cherchi e Martina Cerliani della 3LA dell’Istituto Greppi: “Siamo un’associazione che fin dal nome si propone di dare diverse interpretazioni di cosa significhi per ciascuno di noi essere maschi, uomini,” ha spiegato Ceccarelli. “Il gruppo del territorio di Monza, di cui faccio parte, collabora soprattutto con scuole e istituzioni. In primo luogo cerchiamo di riflettere e renderci consapevoli della realtà in cui viviamo, dove ancora vige un sistema patriarcale e la violenza degli uomini sulle donne è un problema serio, come dimostrano le statistiche. A partire dalla riflessione e dal confronto tra di noi, organizziamo incontri di sensibilizzazione nelle scuole dove, anche attraverso giochi e attività pratiche, cerchiamo di promuovere la riflessione sugli stereotipi di genere, che si rafforzano anzitutto a partire dalle scelte del linguaggio. In questo momento – ha concluso Ceccarelli - quello che ci manca è la visibilità: per esempio, dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, avvenuto nel novembre 2023, ci sembrava urgente dare vita a un momento di riflessione pubblica in cui anche gli uomini si dimostrassero consapevoli delle loro responsabilità nel fenomeno della violenza di genere. Per questo stiamo cercando di organizzare una giornata di sensibilizzazione per il 6/06.”

Il pomeriggio è proseguito con un momento particolare: Viola Bonalume e Elena Sironi, studentesse della 3I del Viganò, hanno intervistato alcuni compagni per indagare il punto di vista maschile su alcuni comportamenti ancora troppo frequenti nei rapporti di coppia, come controllare il telefono della partner, condividere foto o chat private di un ex, interpretare la gelosia come una prova d’amore, fare battute sessiste o cat calling.
Particolarmente significative sono state le testimonianze dei due rappresentanti degli studenti del Viganò, Lorenzo Monti e Mattia Melas. “Ho iniziato a prendere seriamente questo argomento quando ho scoperto che due miei conoscenti avevano una relazione sentimentale disfunzionale: il mio amico aveva comportamenti ossessivi, cercava la fidanzata sotto casa e la chiamava ossessivamente al telefono, anche quando chiaramente lei non lo desiderava. Dunque, proprio conoscere e affrontare in prima persona una situazione simile mi ha aiutato a comprendere più a fondo il problema e la sua gravità.” ha spiegato Mattia.

Una delle domande più interessanti ha riguardato le caratteristiche di una relazione sana: “Due parole chiave, secondo me, sono “libertà” e “fiducia”. Vorrei citare un esempio che ricordo da una lezione di un professore: – ha risposto Lorenzo - due colonne, due pilastri, per poter sorreggere un architrave non possono stare attaccati l’uno all’altro: se è così, la struttura non regge. Se invece le due colonne si trovano alla giusta distanza, hanno uno spazio adeguato, allora la struttura è molto più solida. Allo stesso modo, in una relazione, il legame affettivo deve essere forte, ma ognuno deve anche trovare i propri spazi.” Per concludere il dibattito, in videocollegamento è intervenuto anche il professor Alessandro Vecchietti, pedagogista ed esperto sul tema degli stereotipi.
“Gli stereotipi sono categorie che guidano il nostro comportamento nei diversi contesti: ognuno di noi li assorbe dalla cultura in cui è immerso. Gli stereotipi di genere, in particolare, descrivono alcune specifiche caratteristiche, associate al genere maschile o al genere femminile. Allo stesso tempo, però, essi sono anche prescrittivi: ci vincolano a comportarci in un certo modo a seconda del genere cui apparteniamo – ha spiegato Vecchietti. - Se scegliamo di trasgredire uno stereotipo nei nostri comportamenti dobbiamo pagare un costo: non rispondere alle aspettative degli altri, ed esporci quindi a una loro reazione. Per alcune persone, questa reazione può anche tradursi in comportamenti discriminatori e talvolta violenti nei confronti di chi non rispetta un certo stereotipo.”
Alla domanda su come gli uomini possano comprendere quando stanno distorcendo uno stereotipo a danno delle donne, il professor Vecchietti ha spiegato che è decisivo proprio il ruolo femminile: “Per riconoscere gli stereotipi ai giovani uomini serve l’aiuto delle donne, che vivono una condizione di svantaggio in prima persona: gli uomini sono parte del gruppo dominante ed è importante dare loro strumenti per capire il privilegio. Parlare di questi argomenti serve moltissimo perché solo così ci rendiamo conto che molta della violenza codificata passa attraverso il linguaggio: sentire smontare quotidianamente questi meccanismi aiuta a svuotare gli stereotipi della loro parte negativa.”
Il video dell’intero pomeriggio è disponibile sul canale YouTube dell’IS Rota al seguente link:
https://www.youtube.com/@istitutosuperiorelorenzoro6184

Il progetto “Pari Parole” non finisce qui: il prossimo appuntamento si terrà il 16/04 alle 20.30 presso l’IS Parini di Lecco. Gli studenti discuteranno sul tema: “Connessi ma Umani: Social, Rispetto e Violenza di Genere”. Per seguire in presenza gli eventi in calendario e per informazioni è possibile scrivere all’indirizzo mail: pariparole@isscalolziocorte.it
Dopo la prima serata del 6/03, organizzata presso l’IS Rota di Calolziocorte, e che ha raccolto un buon successo di pubblico, la seconda tappa ha toccato l’IS Francesco Viganò di Merate nel pomeriggio di giovedì 26/03 e aveva il titolo “Fatti sentire: giovani uomini in prima linea”.

I protagonisti sono stati studentesse e studenti dell’Istituto Viganò e dell’Istituto A. Greppi di Monticello
Brianza, che hanno organizzato e gestito un confronto a più voci a proposito del punto di vista maschile sulle questioni di genere. Non hanno fatto mancare il loro contributo anche gli studenti dell’IS Rota, fondamentali nella gestione tecnica della diretta web e della registrazione dell’evento.
Come primo ospite è intervenuto Lino Ceccarelli, rappresentante dell’associazione “Maschile Plurale”,
intervistato da Sara Cherchi e Martina Cerliani della 3LA dell’Istituto Greppi: “Siamo un’associazione che fin dal nome si propone di dare diverse interpretazioni di cosa significhi per ciascuno di noi essere maschi, uomini,” ha spiegato Ceccarelli. “Il gruppo del territorio di Monza, di cui faccio parte, collabora soprattutto con scuole e istituzioni. In primo luogo cerchiamo di riflettere e renderci consapevoli della realtà in cui viviamo, dove ancora vige un sistema patriarcale e la violenza degli uomini sulle donne è un problema serio, come dimostrano le statistiche. A partire dalla riflessione e dal confronto tra di noi, organizziamo incontri di sensibilizzazione nelle scuole dove, anche attraverso giochi e attività pratiche, cerchiamo di promuovere la riflessione sugli stereotipi di genere, che si rafforzano anzitutto a partire dalle scelte del linguaggio. In questo momento – ha concluso Ceccarelli - quello che ci manca è la visibilità: per esempio, dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, avvenuto nel novembre 2023, ci sembrava urgente dare vita a un momento di riflessione pubblica in cui anche gli uomini si dimostrassero consapevoli delle loro responsabilità nel fenomeno della violenza di genere. Per questo stiamo cercando di organizzare una giornata di sensibilizzazione per il 6/06.”

Da sinistra: Viola Bonalume e Elena Sironi intervistano Mattia Melas e Lorenzo Monti (IS Viganò)
Il pomeriggio è proseguito con un momento particolare: Viola Bonalume e Elena Sironi, studentesse della 3I del Viganò, hanno intervistato alcuni compagni per indagare il punto di vista maschile su alcuni comportamenti ancora troppo frequenti nei rapporti di coppia, come controllare il telefono della partner, condividere foto o chat private di un ex, interpretare la gelosia come una prova d’amore, fare battute sessiste o cat calling.
Particolarmente significative sono state le testimonianze dei due rappresentanti degli studenti del Viganò, Lorenzo Monti e Mattia Melas. “Ho iniziato a prendere seriamente questo argomento quando ho scoperto che due miei conoscenti avevano una relazione sentimentale disfunzionale: il mio amico aveva comportamenti ossessivi, cercava la fidanzata sotto casa e la chiamava ossessivamente al telefono, anche quando chiaramente lei non lo desiderava. Dunque, proprio conoscere e affrontare in prima persona una situazione simile mi ha aiutato a comprendere più a fondo il problema e la sua gravità.” ha spiegato Mattia.

Una delle domande più interessanti ha riguardato le caratteristiche di una relazione sana: “Due parole chiave, secondo me, sono “libertà” e “fiducia”. Vorrei citare un esempio che ricordo da una lezione di un professore: – ha risposto Lorenzo - due colonne, due pilastri, per poter sorreggere un architrave non possono stare attaccati l’uno all’altro: se è così, la struttura non regge. Se invece le due colonne si trovano alla giusta distanza, hanno uno spazio adeguato, allora la struttura è molto più solida. Allo stesso modo, in una relazione, il legame affettivo deve essere forte, ma ognuno deve anche trovare i propri spazi.” Per concludere il dibattito, in videocollegamento è intervenuto anche il professor Alessandro Vecchietti, pedagogista ed esperto sul tema degli stereotipi.
“Gli stereotipi sono categorie che guidano il nostro comportamento nei diversi contesti: ognuno di noi li assorbe dalla cultura in cui è immerso. Gli stereotipi di genere, in particolare, descrivono alcune specifiche caratteristiche, associate al genere maschile o al genere femminile. Allo stesso tempo, però, essi sono anche prescrittivi: ci vincolano a comportarci in un certo modo a seconda del genere cui apparteniamo – ha spiegato Vecchietti. - Se scegliamo di trasgredire uno stereotipo nei nostri comportamenti dobbiamo pagare un costo: non rispondere alle aspettative degli altri, ed esporci quindi a una loro reazione. Per alcune persone, questa reazione può anche tradursi in comportamenti discriminatori e talvolta violenti nei confronti di chi non rispetta un certo stereotipo.”
Alla domanda su come gli uomini possano comprendere quando stanno distorcendo uno stereotipo a danno delle donne, il professor Vecchietti ha spiegato che è decisivo proprio il ruolo femminile: “Per riconoscere gli stereotipi ai giovani uomini serve l’aiuto delle donne, che vivono una condizione di svantaggio in prima persona: gli uomini sono parte del gruppo dominante ed è importante dare loro strumenti per capire il privilegio. Parlare di questi argomenti serve moltissimo perché solo così ci rendiamo conto che molta della violenza codificata passa attraverso il linguaggio: sentire smontare quotidianamente questi meccanismi aiuta a svuotare gli stereotipi della loro parte negativa.”
Il video dell’intero pomeriggio è disponibile sul canale YouTube dell’IS Rota al seguente link:
https://www.youtube.com/@istitutosuperiorelorenzoro6184

Il progetto “Pari Parole” non finisce qui: il prossimo appuntamento si terrà il 16/04 alle 20.30 presso l’IS Parini di Lecco. Gli studenti discuteranno sul tema: “Connessi ma Umani: Social, Rispetto e Violenza di Genere”. Per seguire in presenza gli eventi in calendario e per informazioni è possibile scrivere all’indirizzo mail: pariparole@isscalolziocorte.it
























