Merate: multe a raffica anche in circostanze molto dolorose

Quella di appioppare multe, come si dice, senza guardare in faccia nessuno, sembra essere la strategia di alcune polizie locali. Non ci soffermiamo sul “caso Montevecchia” dove è stato multato il genitore di un bambino reo di aver affisso il disegnino del piccolo sulla recinzione attorno all’area sulla quale la Giunta pensava di costruire l’ormai accantonato anfiteatro. La legge è uguale per tutti. Giusto. Poi ci sarebbe anche il buon senso e il non secondario obiettivo di pacificazione che non si consegue con le passeggiate ma col dialogo, posto che il piccolo Comune collinare stava per intero o quasi da una parte e la maggioranza consiliare dall’altra. Ma ognuno gestisce come crede l’esercizio del ruolo e la tattica elettorale, ormai imminente.

Diverso il caso di Merate. E qui davvero c’è da essere sconcertati. Al funerale del 35enne a Sartirana una folla muta e addolorata si è stretta attorno ai famigliari del giovane ricercatore. Il posto è quello che è. Parcheggi non ce ne sono a sufficienza e la presenza di un vigile è utile, in questi casi, a regolare il traffico, aiutando i cittadini accorsi anche da molto lontano. Invece, all’uscita dalla Chiesa, molti hanno trovato l’amara sorpresa di una multa per divieto di sosta. Ora, d’accordo la regola è la regola. Ma ci sono eventi particolari, a volte gioiosi a volte luttuosi, che attirano un numero di persone, e quindi di auto, largamente superiore all’offerta complessiva di parcheggi.

Piuttosto che multare non sarebbe stato utile e conciliativo mettersi a disposizione per consentire un deflusso organizzato e una viabilità interna non pericolosa?

In fondo il compito della polizia locale, prima che quello di sanzionare è quello di coadiuvare il cittadino. Soprattutto se la circostanza è di una tristezza infinita.

Il Sindaco era presente: non possiamo credere che non abbia dato indicazioni alla polizia locale di operare a favore dei presenti alla cerimonia funebre e non contro.

Perché altrimenti non si spiega come mai all’uscita dalla scuola Manzoni ci siano soste selvagge (e comprensibili) sotto gli occhi degli agenti presenti. In tutto impegnati fuorché nel sanzionare.

Qualcosa non va, qualcuno lo spieghi per favore.

 
Claudio Brambilla
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