Svolta in arrivo per i monopattini
Svolta in vista sulle strade per chi circola con il monopattino. Sabato 16 maggio 2026 è il giorno in cui entrerà in vigore l’obbligo del cosiddetto targhino. È un altro importante passo – sollecitato e atteso da tempo – per la sicurezza di tutti gli utenti, soprattutto i più esposti ai pericoli di investimento: il popolo dei pedoni. La normativa riguardante i monopattini ha visto una messa a punto che ora si compendia in 4 punti fondamentali: 1) contrassegno identificativo collegato al proprietario; 2) assicurazione per la responsabilità civile; 3) casco obbligatorio per tutti; 4) circolazione solo sulle strade urbane.
La data madre del cambiamento epocale nella circolazione è quella del 14 dicembre 2024, giorno in cui fu varato il nuovo Codice della strada. Il precedente risaliva al 30 aprile 1992 ed era stato introdotto il 1° gennaio 1993, di fatto 32 anni dopo.
Se si considera la velocità con cui si è messo a correre il tempo, è un arco di tempo molto lungo, specialmente se in rapporto all’accelerazione generale negli stili di vita e nel progresso tecnologico.
“Ora anche nella città di Bergamo sono in arrivo limiti e divieti per i monopattini. Ci saranno aree escluse per la loro tutela storica e architettonica, ma anche per il transito dei pedoni. In alcune zone, inoltre, come la centralissima via XX Settembre, la velocità massima consentita sarà di 6 km/h. È un segnale che va nella direzione della sicurezza di tutti gli utenti della strada, specialmente i più vulnerabili: ed è l’impegno sul quale noi dell’ACI stiamo lavorando con puntualità da anni”, commenta Valerio Bettoni, presidente di ACI Bergamo e degli ACI di Lombardia.
Non c’è dubbio sulla praticità di questo mezzo di spostamento, in particolare sulle strade urbane, sulla facilità di parcheggio, sull’economicità, sull’elasticità-flessibilità nel traffico spesso congestionato. C’erano però anche molte criticità emerse e perduranti: guida contromano, spesso anche a velocità sostenuta; disinvoltura nel rispetto della segnaletica; posteggi alla cieca in ogni spazio, ai bordi stradali.
Non si contano poi le critiche per l’invasione dei marciapiedi, con pericolosità per tutti i pedoni, soprattutto per ipovedenti, anziani, disabili, mamme che spingono le carrozzine con bambini.
Per quanto concerne la velocità, dai 25 km/h si scende a 20, che scendono a 6 km/h nelle zone pedonali. Con il targhino, ogni monopattino sarà riconducibile al proprietario, con facilità di identificazione in caso di incidente (non pochi i casi di guidatori che si eclissavano in rapidità dopo un investimento o una collisione. I monopattini solo portano un numero di telaio e non sono iscritti all’Archivio nazionale dei veicoli). Per chi sarà sorpreso con un monopattino senza targhino e senza assicurazione le sanzioni variano da 100 a 400 euro: i proprietari hanno tempo appunto fino al 16 maggio per adeguarsi alle nuove disposizioni.
Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e componente Anci in Viabilità Italia ha parlato di una “vera rivoluzione” utile per riportare ordine in un settore spesso caratterizzato da comportamenti irregolari, anche perché “si è assistito a episodi di investimento di pedoni sui marciapiedi, seguiti dalla fuga del responsabile, una nuova forma di pirateria stradale”. Altamura ha citato il caso di un undicenne che guidava non titolato e adesso, con le nuove disposizioni e con i maggiori controlli delle polizie locali “si arriverà a migliorare una circolazione troppo anarchica sulle strade”.
Da notare che i monopattini sono stati vietati in capitali e grandi città come Parigi, Barcellona, Bologna oppure hanno subito notevoli limitazioni come a Madrid, Copenaghen, Oslo, nei Paesi Bassi. Il Tar della Toscana ha respinto la richiesta di sospensiva della delibera con cui il Comune di Firenze ha deciso lo stop a partire dal 1° aprile dei monopattini in sharing.
“Al di là e al di sopra di ogni altra considerazione – conclude Valerio Bettoni – c’è un basilare dovere di rispetto delle norme di circolazione e soprattutto degli spazi come i marciapiedi che sono riservati ai pedoni. Non è tollerabile l’abuso che troppo spesso si vede da parte quei conducenti di monopattini e ciclisti che invadono i marciapiedi, andando anche contromano e consentendosi pure reazioni di stizza e arroganza verso chi giustamente rivendica il diritto al rispetto delle regole e in definitiva della sicurezza. È paradossale che si debba scendere dal marciapiede per far posto a chi non dovrebbe transitarvi”.
La data madre del cambiamento epocale nella circolazione è quella del 14 dicembre 2024, giorno in cui fu varato il nuovo Codice della strada. Il precedente risaliva al 30 aprile 1992 ed era stato introdotto il 1° gennaio 1993, di fatto 32 anni dopo.
Se si considera la velocità con cui si è messo a correre il tempo, è un arco di tempo molto lungo, specialmente se in rapporto all’accelerazione generale negli stili di vita e nel progresso tecnologico.
“Ora anche nella città di Bergamo sono in arrivo limiti e divieti per i monopattini. Ci saranno aree escluse per la loro tutela storica e architettonica, ma anche per il transito dei pedoni. In alcune zone, inoltre, come la centralissima via XX Settembre, la velocità massima consentita sarà di 6 km/h. È un segnale che va nella direzione della sicurezza di tutti gli utenti della strada, specialmente i più vulnerabili: ed è l’impegno sul quale noi dell’ACI stiamo lavorando con puntualità da anni”, commenta Valerio Bettoni, presidente di ACI Bergamo e degli ACI di Lombardia.
Non c’è dubbio sulla praticità di questo mezzo di spostamento, in particolare sulle strade urbane, sulla facilità di parcheggio, sull’economicità, sull’elasticità-flessibilità nel traffico spesso congestionato. C’erano però anche molte criticità emerse e perduranti: guida contromano, spesso anche a velocità sostenuta; disinvoltura nel rispetto della segnaletica; posteggi alla cieca in ogni spazio, ai bordi stradali.
Non si contano poi le critiche per l’invasione dei marciapiedi, con pericolosità per tutti i pedoni, soprattutto per ipovedenti, anziani, disabili, mamme che spingono le carrozzine con bambini.
Per quanto concerne la velocità, dai 25 km/h si scende a 20, che scendono a 6 km/h nelle zone pedonali. Con il targhino, ogni monopattino sarà riconducibile al proprietario, con facilità di identificazione in caso di incidente (non pochi i casi di guidatori che si eclissavano in rapidità dopo un investimento o una collisione. I monopattini solo portano un numero di telaio e non sono iscritti all’Archivio nazionale dei veicoli). Per chi sarà sorpreso con un monopattino senza targhino e senza assicurazione le sanzioni variano da 100 a 400 euro: i proprietari hanno tempo appunto fino al 16 maggio per adeguarsi alle nuove disposizioni.
Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e componente Anci in Viabilità Italia ha parlato di una “vera rivoluzione” utile per riportare ordine in un settore spesso caratterizzato da comportamenti irregolari, anche perché “si è assistito a episodi di investimento di pedoni sui marciapiedi, seguiti dalla fuga del responsabile, una nuova forma di pirateria stradale”. Altamura ha citato il caso di un undicenne che guidava non titolato e adesso, con le nuove disposizioni e con i maggiori controlli delle polizie locali “si arriverà a migliorare una circolazione troppo anarchica sulle strade”.
Da notare che i monopattini sono stati vietati in capitali e grandi città come Parigi, Barcellona, Bologna oppure hanno subito notevoli limitazioni come a Madrid, Copenaghen, Oslo, nei Paesi Bassi. Il Tar della Toscana ha respinto la richiesta di sospensiva della delibera con cui il Comune di Firenze ha deciso lo stop a partire dal 1° aprile dei monopattini in sharing.
“Al di là e al di sopra di ogni altra considerazione – conclude Valerio Bettoni – c’è un basilare dovere di rispetto delle norme di circolazione e soprattutto degli spazi come i marciapiedi che sono riservati ai pedoni. Non è tollerabile l’abuso che troppo spesso si vede da parte quei conducenti di monopattini e ciclisti che invadono i marciapiedi, andando anche contromano e consentendosi pure reazioni di stizza e arroganza verso chi giustamente rivendica il diritto al rispetto delle regole e in definitiva della sicurezza. È paradossale che si debba scendere dal marciapiede per far posto a chi non dovrebbe transitarvi”.
Comunicato stampa - Automobile Club Bergam

























