Osnago: "Anime del fiume", mostra di foto e di volti
“Le grandi civiltà antiche sono tutte sorte lungo le rive di un fiume”.
A ricordare questa verità storica l’assessore alla Cultura del Comune di Osnago, Norberto Ambrosiano, introducendo sabato mattina l’inaugurazione della mostra “Anime del fiume”, realizzata in collaborazione con l’associazione Progetto Osnago e Lario Reti Holding presso la sede di Spazio Aperto.

Una mostra fotografica nata dalla collaborazione tra il fotoreporter Bruno Zanzottera e la scrittrice Chiara Corno, che hanno dato vita a un volume da cui poi è stata tratta la mostra.
L’occasione era offerta dalla ricorrenza della Giornata Internazionale dell’Acqua, “una giornata molto importante che abbiamo deciso di celebrare con due momenti significativi”, ha poi affermato l’assessore Ambrosiano.
Oltre all’esposizione, infatti, nella serata di sabato è stato organizzato uno spettacolo di musica, parole e immagini presso lo Spazio De André in via Matteotti 1.

Il progetto “Anime del fiume” ha come sottotitolo “Storie controcorrente lungo l’Adda” ed è questo corso d’acqua a venire raccontato da Zanzottera e Corno attraverso racconti e immagini. Un viaggio da Castelnuovo Bocca d’Adda fino a Lecco, dove il lago si restringe e il fiume prende la sua forma, un viaggio dalla pianura alle montagne attraversando campagne e città.
“L’acqua è un tema importante e troppo sottovalutato”, ha dichiarato Paolo Strina di Spazio Aperto. “L’Adda, a pochi chilometri da qui, è una realtà molto bella da un punto di vista naturalistico ma anche molto viva”.
E infatti le foto ben raccontano questa “simbiosi tra l’uomo e la natura”, come lo stesso Strina l’ha definita.
C’è per esempio Ceko, il pescatore, molto conosciuto tra Lecco, dove gestisce un esercizio commerciale e un ristorante, e Osnago, dove per anni ha avuto un banco presso il mercato coperto del sabato mattina.
Ma poi c’è anche Vincenza Colombo, detta Bartolomea, che da ragazzina lavorava come “scupinera” a estrarre il filo di seta dai bozzoli e c’è Giancarlo Corno che nella valle dell’Adda allevava bachi da seta.
C’è Stefano Rotta, giornalista, scrittore e skipper, che si impegna a ripulire il fiume dalla plastica rimuovendola dal letto e c’è Luigi Oddoni, conosciuto come “il re dell’Adda”, che per anni ha fatto il barcaiolo e il pescatore e non riesce a stare lontano dall’acqua.

Ci sono Gabriela e Gheorghe, coppia rumena che vive accampata nei boschi lungo l’Adda alla periferia di Lodi.
Un chierichetto che scende da una “lucia”, tradizionale imbarcazione del Lario, dopo la benedizione della statua di San Nicolò, ricorda quanto il territorio sia impregnato di rimandi al grande Alessandro Manzoni.
E poi ci sono gli abitanti non umani, i veri padroni dell’ambiente naturale, come la cicogna bianca, tornata a nidificare nel Parco Adda nord. E insieme agli autoctoni vivono e proliferano anche gli “alieni”, come il pesce siluro a cui lo stesso Parco ha dedicato un progetto per eradicarlo dalle acque del fiume.

“I pescatori sostengono che ormai fa parte dell’ecosistema locale, sono contraddizioni che noi ci limitiamo a raccontare senza esprimere giudizi”, ha riferito Bruno Zanzottera, fotoreporter che ha viaggiato in tutto il mondo e oggi torna a casa per raccontare una realtà più vicina ma non per questo meno affascinante.
Anche Ceko, uno degli ultimi pescatori rimasti sul ramo del lago di Lecco, sostiene – altra stupefacente contraddizione - che oggi l’acqua è più pulita ma l’utilizzo dei depuratori ha fatto scomparire le alborelle.
“Il mio primo amore è stato il mare, il fiume è invece un amore più maturo”, ha confessato la scrittrice Chiara Corno. “Per il nostro progetto abbiamo avuto l’occasione di incontrare tante persone e ci siamo messi in ascolto delle loro voci senza giudicare. Sono storie individuali che hanno però carattere universale e collettivo”.

Le “anime” incontrate non sono però solo quelle delle persone che hanno frequentato o tuttora frequentano il fiume. Sono anche le voci letterarie come quelle di Ada Negri e del già citato Alessandro Manzoni, senza trascurare un gigante come Leonardo da Vinci che con l’Adda ha avuto un rapporto davvero speciale. E infatti un’attenzione particolare è stata prestata anche al percorso dell’idroelettrico da Paderno a Trezzo, che dà all’affresco tracciato una dimensione ampia e trasversale.
Ma non solo.
“Al cimitero del villaggio di Crespi d’Adda abbiamo scoperto anche storie di persone venute da lontano e che poi lì hanno concluso la loro esistenza”, ha svelato la scrittrice.
Entrambi gli autori del progetto hanno voluto sottolineare come spesso si vada lontano trascurando bellezze e realtà interessanti che sono vicine a noi.
La mostra presso Spazio Aperto in via Roma 6 è visitabile fino al 29 marzo nelle giornate di sabato e domenica, dalle 10 alle 12,30 e dalle 17 alle 19,30.
Il volume “Anime del fiume” è acquistabile presso Spazio Aperto durante gli orari di apertura dell’esposizione o presso l’edicola di via Roma.
A ricordare questa verità storica l’assessore alla Cultura del Comune di Osnago, Norberto Ambrosiano, introducendo sabato mattina l’inaugurazione della mostra “Anime del fiume”, realizzata in collaborazione con l’associazione Progetto Osnago e Lario Reti Holding presso la sede di Spazio Aperto.
Paolo Strina, Chiara Corno, Norberto Ambrosiano, Bruno Zanzottera
Una mostra fotografica nata dalla collaborazione tra il fotoreporter Bruno Zanzottera e la scrittrice Chiara Corno, che hanno dato vita a un volume da cui poi è stata tratta la mostra.
L’occasione era offerta dalla ricorrenza della Giornata Internazionale dell’Acqua, “una giornata molto importante che abbiamo deciso di celebrare con due momenti significativi”, ha poi affermato l’assessore Ambrosiano.
Oltre all’esposizione, infatti, nella serata di sabato è stato organizzato uno spettacolo di musica, parole e immagini presso lo Spazio De André in via Matteotti 1.
Il progetto “Anime del fiume” ha come sottotitolo “Storie controcorrente lungo l’Adda” ed è questo corso d’acqua a venire raccontato da Zanzottera e Corno attraverso racconti e immagini. Un viaggio da Castelnuovo Bocca d’Adda fino a Lecco, dove il lago si restringe e il fiume prende la sua forma, un viaggio dalla pianura alle montagne attraversando campagne e città.
“L’acqua è un tema importante e troppo sottovalutato”, ha dichiarato Paolo Strina di Spazio Aperto. “L’Adda, a pochi chilometri da qui, è una realtà molto bella da un punto di vista naturalistico ma anche molto viva”.
E infatti le foto ben raccontano questa “simbiosi tra l’uomo e la natura”, come lo stesso Strina l’ha definita.
C’è per esempio Ceko, il pescatore, molto conosciuto tra Lecco, dove gestisce un esercizio commerciale e un ristorante, e Osnago, dove per anni ha avuto un banco presso il mercato coperto del sabato mattina.
Ma poi c’è anche Vincenza Colombo, detta Bartolomea, che da ragazzina lavorava come “scupinera” a estrarre il filo di seta dai bozzoli e c’è Giancarlo Corno che nella valle dell’Adda allevava bachi da seta.
C’è Stefano Rotta, giornalista, scrittore e skipper, che si impegna a ripulire il fiume dalla plastica rimuovendola dal letto e c’è Luigi Oddoni, conosciuto come “il re dell’Adda”, che per anni ha fatto il barcaiolo e il pescatore e non riesce a stare lontano dall’acqua.
Paolo Strina, Bruno Zanzottera e Daniele Lorenzet presidente di Progetto Osnago
Ci sono Gabriela e Gheorghe, coppia rumena che vive accampata nei boschi lungo l’Adda alla periferia di Lodi.
Un chierichetto che scende da una “lucia”, tradizionale imbarcazione del Lario, dopo la benedizione della statua di San Nicolò, ricorda quanto il territorio sia impregnato di rimandi al grande Alessandro Manzoni.
E poi ci sono gli abitanti non umani, i veri padroni dell’ambiente naturale, come la cicogna bianca, tornata a nidificare nel Parco Adda nord. E insieme agli autoctoni vivono e proliferano anche gli “alieni”, come il pesce siluro a cui lo stesso Parco ha dedicato un progetto per eradicarlo dalle acque del fiume.
“I pescatori sostengono che ormai fa parte dell’ecosistema locale, sono contraddizioni che noi ci limitiamo a raccontare senza esprimere giudizi”, ha riferito Bruno Zanzottera, fotoreporter che ha viaggiato in tutto il mondo e oggi torna a casa per raccontare una realtà più vicina ma non per questo meno affascinante.
Anche Ceko, uno degli ultimi pescatori rimasti sul ramo del lago di Lecco, sostiene – altra stupefacente contraddizione - che oggi l’acqua è più pulita ma l’utilizzo dei depuratori ha fatto scomparire le alborelle.
“Il mio primo amore è stato il mare, il fiume è invece un amore più maturo”, ha confessato la scrittrice Chiara Corno. “Per il nostro progetto abbiamo avuto l’occasione di incontrare tante persone e ci siamo messi in ascolto delle loro voci senza giudicare. Sono storie individuali che hanno però carattere universale e collettivo”.
Le “anime” incontrate non sono però solo quelle delle persone che hanno frequentato o tuttora frequentano il fiume. Sono anche le voci letterarie come quelle di Ada Negri e del già citato Alessandro Manzoni, senza trascurare un gigante come Leonardo da Vinci che con l’Adda ha avuto un rapporto davvero speciale. E infatti un’attenzione particolare è stata prestata anche al percorso dell’idroelettrico da Paderno a Trezzo, che dà all’affresco tracciato una dimensione ampia e trasversale.
Ma non solo.
“Al cimitero del villaggio di Crespi d’Adda abbiamo scoperto anche storie di persone venute da lontano e che poi lì hanno concluso la loro esistenza”, ha svelato la scrittrice.
Entrambi gli autori del progetto hanno voluto sottolineare come spesso si vada lontano trascurando bellezze e realtà interessanti che sono vicine a noi.
La mostra presso Spazio Aperto in via Roma 6 è visitabile fino al 29 marzo nelle giornate di sabato e domenica, dalle 10 alle 12,30 e dalle 17 alle 19,30.
Il volume “Anime del fiume” è acquistabile presso Spazio Aperto durante gli orari di apertura dell’esposizione o presso l’edicola di via Roma.
A.Vi.
























