Cicognola: aperta la chiesina per la Messa di San Giuseppe
Nel pomeriggio di giovedì 19 marzo, giornata profondamente significativa per la tradizione cristiana perché dedicata a San Giuseppe e alla festa del papà, la chiesina di Cicognola ha riaperto le sue porte per una santa messa “speciale”, accogliendo una partecipazione davvero straordinaria.

Alle ore 15 il piccolo edificio religioso posto lungo la Sp 342 dir si è riempito in ogni suo spazio. Tanti i fedeli che hanno preso parte alla celebrazione, segno tangibile di una devozione ancora viva e sentita, ma anche del legame profondo tra la comunità e questo luogo di fede.
A presiedere la Santa Messa è stato don Mauro Malighetti, parroco di Merate, che ha guidato la liturgia con semplicità e intensità, soffermandosi durante l’omelia sulla figura di San Giuseppe, modello silenzioso ma potentissimo di fede e umanità.

Nel suo intervento, don Mauro ha tracciato il profilo di Giuseppe come uomo discreto, capace di rimanere nell’ombra, lasciando spazio a Maria e al progetto di Dio. Un uomo che non parla nei Vangeli, e proprio per questo comunica ancora di più: la sua è una presenza che sostiene senza invadere, che accompagna senza primeggiare.

Il sacerdote ha invitato i fedeli a riflettere sul valore del silenzio, sottolineando come oggi, più che mai, siamo immersi in un mondo fatto di parole spesso inutili. “Molte volte – ha ricordato – si ha l’impressione che chi invita al silenzio lo faccia perché l’altro dice cose inutili”. Eppure, proprio nel tacere si nasconde una grande sapienza: “Una parola in meno si può sempre aggiungere, una in più non si può togliere”.

Richiamando episodi evangelici, come quello di Gesù ritrovato nel tempio, don Mauro ha evidenziato come di Giuseppe non ci vengano consegnate parole, ma solo gesti e presenza. Il suo ruolo è quello di stare accanto, senza invadere, offrendo un esempio prezioso per ogni uomo e, in particolare, per ogni padre.
Da qui l’invito rivolto a tutti: diventare uomini e donne capaci di silenzio autentico, di riflessione, di parole pensate. “Il saggio sa quello che dice, lo stolto dice quello che sa”, ha ricordato, invitando a chiedere la grazia di essere, soprattutto per i papà, educatori attenti e presenti all’interno della famiglia.

Al termine della celebrazione, don Mauro ha voluto esprimere un sentito ringraziamento a tutti coloro che si sono adoperati per rendere possibile questo momento. In particolare a chi ha pulito e sistemato la chiesina, segno concreto di cura e dedizione. Un pensiero speciale è stato rivolto anche al comitato, nato nel 1976, che nel tempo ha custodito e valorizzato questo piccolo ma prezioso luogo.

Alle ore 15 il piccolo edificio religioso posto lungo la Sp 342 dir si è riempito in ogni suo spazio. Tanti i fedeli che hanno preso parte alla celebrazione, segno tangibile di una devozione ancora viva e sentita, ma anche del legame profondo tra la comunità e questo luogo di fede.
A presiedere la Santa Messa è stato don Mauro Malighetti, parroco di Merate, che ha guidato la liturgia con semplicità e intensità, soffermandosi durante l’omelia sulla figura di San Giuseppe, modello silenzioso ma potentissimo di fede e umanità.

Nel suo intervento, don Mauro ha tracciato il profilo di Giuseppe come uomo discreto, capace di rimanere nell’ombra, lasciando spazio a Maria e al progetto di Dio. Un uomo che non parla nei Vangeli, e proprio per questo comunica ancora di più: la sua è una presenza che sostiene senza invadere, che accompagna senza primeggiare.

Il sacerdote ha invitato i fedeli a riflettere sul valore del silenzio, sottolineando come oggi, più che mai, siamo immersi in un mondo fatto di parole spesso inutili. “Molte volte – ha ricordato – si ha l’impressione che chi invita al silenzio lo faccia perché l’altro dice cose inutili”. Eppure, proprio nel tacere si nasconde una grande sapienza: “Una parola in meno si può sempre aggiungere, una in più non si può togliere”.

Richiamando episodi evangelici, come quello di Gesù ritrovato nel tempio, don Mauro ha evidenziato come di Giuseppe non ci vengano consegnate parole, ma solo gesti e presenza. Il suo ruolo è quello di stare accanto, senza invadere, offrendo un esempio prezioso per ogni uomo e, in particolare, per ogni padre.
Da qui l’invito rivolto a tutti: diventare uomini e donne capaci di silenzio autentico, di riflessione, di parole pensate. “Il saggio sa quello che dice, lo stolto dice quello che sa”, ha ricordato, invitando a chiedere la grazia di essere, soprattutto per i papà, educatori attenti e presenti all’interno della famiglia.

Al termine della celebrazione, don Mauro ha voluto esprimere un sentito ringraziamento a tutti coloro che si sono adoperati per rendere possibile questo momento. In particolare a chi ha pulito e sistemato la chiesina, segno concreto di cura e dedizione. Un pensiero speciale è stato rivolto anche al comitato, nato nel 1976, che nel tempo ha custodito e valorizzato questo piccolo ma prezioso luogo.
E.Ma.
























