Una modifica costituzionale inutile e divisiva

Con cadenza decennale 2006, 2016, 2026, i Governi Berlusconi, Renzi e Meloni, convinti di ottenere esiti plebiscitari, hanno cercato di modificare sostanzialmente la Costituzione, svuotandola di alcuni contenuti voluti dai Padri Costituenti che combatterono il fascismo.

Grazie alla forza ed all'intelligenza politica che alberga nel buon senso dei Cittadini i primi due tentativi sono stati sventati.

La Costituzione prevede ben quattro passaggi in Parlamento, nell’auspicio che si giunga ad un accordo all’interno di una maggioranza qualificata dei due terzi, in ogni Camera. Invece l'attuale compagine governativa ha elaborato un testo di modifica di sette articoli della Costituzione, presentato due volte alla Camera e due volte al Senato, senza discussioni e presentazione di emendamenti.

I Magistrati di ruolo sono circa 9600 di cui quasi 2000 Pubblici Ministeri; il sistema di autogoverno voluto dalla Costituzione indica un solo Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). 

La modifica costituzionale, oggetto del prossimo Referendum, prevede la divisione delle carriere fra magistrati giudicanti e requirenti, la formazione di due CSM ed un’Alta Corte con compiti disciplinari. Una complicazione giuridica che porterà, fra l’altro, a più che duplicare i costi di funzionamento (Ora il CSM costa circa 50 milioni di Euro/anno; si stima che diventeranno più di 100 milioni di Euro /anno).

Altro aspetto assurdo è che i Componenti di tali Organi di autogoverno verrebbero scelti, non mediante elezioni basate sulla capacità ed il merito, ma per sorteggio. Fra l’altro le componenti cosiddette “laiche” sarebbero sorteggiate all’interno di una lista predisposta dalla maggioranza parlamentare, quindi con riferimenti partitici; ciò che la riforma vorrebbe evitare. 

Non affronta i problemi strutturali della Magistratura, ovvero la carenza di magistrati, cancellieri, impiegati e l’insufficiente informatizzazione.  

Infine molte modalità operative sono demandate a leggi attuative ordinarie per cui, approvare questa riforma, sarebbe come firmare una cambiale in bianco.  

L’ Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI), conscia dell’importanza della posta in palio, in relazione all‘equilibrio e reciproca indipendenza fra i tre ordinamenti dello Stato (Legislativo, Esecutivo e Giudiziario) invita ad andare a votare, scegliendo il NO.
ANPI Brianza Meratese
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