Merate: dal lutto alla gioia, 3 minuti di rintocchi a morto poi campane a festa, per ricordare i mesi del coronavirus
Alle 19 i rintocchi pesanti e cadenzati della torre campanaria di Sant'Ambrogio hanno ricordato alla città le vittime dell'epidemia da Coronavirus.

Nella giornata di mercoledì 18 marzo, infatti, con le bandiere degli edifici comunali a mezz'asta in segno di lutto, a ricordo dei camion militari carichi di bare che nel 2020 lasciavano la città di Bergamo, soffocata dalla pandemia, il prevosto con Mauro Malighetti ha voluto che fossero i rintocchi delle campane a fare memoria di quei mesi.
Dopo le Messe a suffragio celebrate nel corso della giornata, alle 19 di ieri mentre le famiglie si apprestavano a sedersi a tavola, senza il distanziamento richiesto in quei terribili giorni, quando la vita pareva essersi fermata, dal campanile della prepositurale sono stati scanditi per oltre tre minuti i rintocchi funebri. Mesti, grevi, pesanti come pesante era il cuore di una umanità spiazzata da qualcosa di inatteso e incomprensibile.


Il sagrato della chiesa anche ieri sera era vuoto, libero da auto e persone. L'imponente portone era chiuso, come chiuso lo è stato per diverse settimane a seguito delle restrizioni imposte per impedire l'espandersi della pandemia.
Le ambulanze in fila al Mandic in attesa di poter affidare i malati, anche da fuori provincia
Attorno solo il rumore di auto e moto in transito, poche. Quasi a riflettere l'impossibilità a muoversi che c'era in quei giorni.

Tre minuti di “campane a morto” come si dice nel gergo popolare, poi un breve silenzio e improvviso il ritorno del suono dei bronzi questa volta a festa, come fosse un ritorno alla vita.

“Dopo un periodo di buio, la speranza che trionfa” ha spiegato don Mauro “Abbiamo voluto ricordare nelle Messe tutti coloro che hanno perso la vita e hanno sofferto per le conseguenze portate dalla pandemia. E abbiamo concluso la serata con le campane. Prima quelle a lutto e poi quelle gioiose di festa, per il ritorno alla vita e per la speranza di Resurrezione”.

Nella giornata di mercoledì 18 marzo, infatti, con le bandiere degli edifici comunali a mezz'asta in segno di lutto, a ricordo dei camion militari carichi di bare che nel 2020 lasciavano la città di Bergamo, soffocata dalla pandemia, il prevosto con Mauro Malighetti ha voluto che fossero i rintocchi delle campane a fare memoria di quei mesi.
Dopo le Messe a suffragio celebrate nel corso della giornata, alle 19 di ieri mentre le famiglie si apprestavano a sedersi a tavola, senza il distanziamento richiesto in quei terribili giorni, quando la vita pareva essersi fermata, dal campanile della prepositurale sono stati scanditi per oltre tre minuti i rintocchi funebri. Mesti, grevi, pesanti come pesante era il cuore di una umanità spiazzata da qualcosa di inatteso e incomprensibile.


Il sagrato della chiesa anche ieri sera era vuoto, libero da auto e persone. L'imponente portone era chiuso, come chiuso lo è stato per diverse settimane a seguito delle restrizioni imposte per impedire l'espandersi della pandemia.
Le ambulanze in fila al Mandic in attesa di poter affidare i malati, anche da fuori provincia
Attorno solo il rumore di auto e moto in transito, poche. Quasi a riflettere l'impossibilità a muoversi che c'era in quei giorni.

Tre minuti di “campane a morto” come si dice nel gergo popolare, poi un breve silenzio e improvviso il ritorno del suono dei bronzi questa volta a festa, come fosse un ritorno alla vita.

“Dopo un periodo di buio, la speranza che trionfa” ha spiegato don Mauro “Abbiamo voluto ricordare nelle Messe tutti coloro che hanno perso la vita e hanno sofferto per le conseguenze portate dalla pandemia. E abbiamo concluso la serata con le campane. Prima quelle a lutto e poi quelle gioiose di festa, per il ritorno alla vita e per la speranza di Resurrezione”.
S.V.
























