Emozioni e ricordi di una olimpiade da … volontari.
Per Massimo e Pierpaolo l'esperienza di volontario alle Olimpiadi invernali ha voluto dire fare da “taxi-driver” a centinaia di membri del comitato, delle federazioni comunque parte attiva dei giochi, andata e ritorno da aeroporti, stazioni, alberghi, punti di ritrovo. Per Raffaella il medesimo compito si è svolto, invece, in vetta tra Bormio e Livigno quindi direttamente nella neve.
Esperienze diverse, entrambe utili per assicurare un servizio indispensabile e sicuramente da ripetere.
Perchè per chiunque essere in qualche modo protagonista di un evento internazionale che capita, sul proprio territorio, una volta sola nella vita è davvero qualcosa di impagabile.
Che ha voluto dire soprattutto suggellare il vero spirito olimpico, quello dell'amicizia e dell'unità tra i popoli.

Massimo Isetti di Merate, Pierpaolo Bonfanti di Olgiate e Raffaella Milani di Olginate si sono incontrati proprio in questa occasione e assieme hanno voluto raccontare la loro esperienza, una volta ammainati i cerchi olimpici.
Massimo Isetti, volto conosciutissimo in città per la sua militanza in diverse associazioni, ha voluto aggiungere una bandierina in più al suo attivismo nel mondo del volontariato. “E' stato un modo per mettersi in gioco in una esperienza che sarebbe stata comunque unica, indipendentemente dalla destinazione di servizio” ha raccontato. “C'era tanta curiosità e voglia in qualche modo di essere protagonisti di questo evento. Anche se ho operato lontano dalle piste, ho avuto modo di trasportare atleti e personaggi conosciuti, gente da tutto il mondo”,
Arruolato per fare i trasporti, in virtù anche dell'esperienza maturata nel terzo settore del meratese, ha conosciuto Pierpaolo che si è iscritto a questa avventura quando era ancora nel mondo del lavoro, ben sapendo che al momento di mettersi in gioco sarebbe stato pensionato, quindi con tempo da dedicarvi. “L'idea di respirare un clima sportivo di livello internazionale mi entusiasmava” ha spiegato. “Le scenografie, i colori, la musica che abbiamo vissuto in alcuni momenti partecipando ad eventi particolari, come a Santa Giulia, ti restano nel cuore”.
Sette giorni per Massimo, 8 per Pierpaolo è stata la durata dell'esperienza olimpica che ha voluto dire raggiungere Assago dove c'era il parco auto, prendere confidenza con una applicazione creata appositamente per sapere chi, dove, quando andare a “ritirare” con la vettura in dotazione e dove portarlo. Turni di 9 ore, comprensivi di pranzo o cena, che potevano protrarsi anche sino all'una di notte.

Raffaella, invece, dipendente comunale, ha concordato le ferie con il “datore di lavoro” cercando di incastrare al meglio i giorni così da creare meno disagio possibile ai colleghi. Appoggiandosi alla seconda casa ad Aprica, ha potuto essere facilmente assegnata come driver sulla tratta Bormio-Livigno.
Forte di una preparazione di guida sulla neve (oltre a quelle online e di gestione della comunicazione e delle relazioni cui hanno partecipato anche Massimo e Pierpaolo), Raffaella, appassionata di sport, specie quelli di montagna non può che ritenere l'esperienza “pazzesca. “Le bandiere, i tifosi in giro per il paese bardati con i colori della loro nazione e uno spirito di divertimento, spensieratezza, unione che si respirava ovunque” ha raccontato con il volto che le si illumina.
Norvegia, Gran Bretagna, Tenerife, Mongolia, Eritrea, Lesotho, Bolivia sono state alcune delle nazionalità che i tre volontari hanno incrociati in contesti e luoghi diversi, ma che gli sono rimasti nel cuore.
A rendere plastico questo spirito internazionale, il “traffico di spillette” con veri e propri collezionisti e scambi modello figurine, che hanno consentito a tutti di portarsi a casa un pezzo di Olimpiade.
Esperienze diverse, entrambe utili per assicurare un servizio indispensabile e sicuramente da ripetere.
Perchè per chiunque essere in qualche modo protagonista di un evento internazionale che capita, sul proprio territorio, una volta sola nella vita è davvero qualcosa di impagabile.
Che ha voluto dire soprattutto suggellare il vero spirito olimpico, quello dell'amicizia e dell'unità tra i popoli.
Raffaella, Pierpaolo, Massimo
Massimo Isetti di Merate, Pierpaolo Bonfanti di Olgiate e Raffaella Milani di Olginate si sono incontrati proprio in questa occasione e assieme hanno voluto raccontare la loro esperienza, una volta ammainati i cerchi olimpici.
Massimo Isetti, volto conosciutissimo in città per la sua militanza in diverse associazioni, ha voluto aggiungere una bandierina in più al suo attivismo nel mondo del volontariato. “E' stato un modo per mettersi in gioco in una esperienza che sarebbe stata comunque unica, indipendentemente dalla destinazione di servizio” ha raccontato. “C'era tanta curiosità e voglia in qualche modo di essere protagonisti di questo evento. Anche se ho operato lontano dalle piste, ho avuto modo di trasportare atleti e personaggi conosciuti, gente da tutto il mondo”,
Arruolato per fare i trasporti, in virtù anche dell'esperienza maturata nel terzo settore del meratese, ha conosciuto Pierpaolo che si è iscritto a questa avventura quando era ancora nel mondo del lavoro, ben sapendo che al momento di mettersi in gioco sarebbe stato pensionato, quindi con tempo da dedicarvi. “L'idea di respirare un clima sportivo di livello internazionale mi entusiasmava” ha spiegato. “Le scenografie, i colori, la musica che abbiamo vissuto in alcuni momenti partecipando ad eventi particolari, come a Santa Giulia, ti restano nel cuore”.
Sette giorni per Massimo, 8 per Pierpaolo è stata la durata dell'esperienza olimpica che ha voluto dire raggiungere Assago dove c'era il parco auto, prendere confidenza con una applicazione creata appositamente per sapere chi, dove, quando andare a “ritirare” con la vettura in dotazione e dove portarlo. Turni di 9 ore, comprensivi di pranzo o cena, che potevano protrarsi anche sino all'una di notte.
Raffaella, invece, dipendente comunale, ha concordato le ferie con il “datore di lavoro” cercando di incastrare al meglio i giorni così da creare meno disagio possibile ai colleghi. Appoggiandosi alla seconda casa ad Aprica, ha potuto essere facilmente assegnata come driver sulla tratta Bormio-Livigno.
Forte di una preparazione di guida sulla neve (oltre a quelle online e di gestione della comunicazione e delle relazioni cui hanno partecipato anche Massimo e Pierpaolo), Raffaella, appassionata di sport, specie quelli di montagna non può che ritenere l'esperienza “pazzesca. “Le bandiere, i tifosi in giro per il paese bardati con i colori della loro nazione e uno spirito di divertimento, spensieratezza, unione che si respirava ovunque” ha raccontato con il volto che le si illumina.
Norvegia, Gran Bretagna, Tenerife, Mongolia, Eritrea, Lesotho, Bolivia sono state alcune delle nazionalità che i tre volontari hanno incrociati in contesti e luoghi diversi, ma che gli sono rimasti nel cuore.
A rendere plastico questo spirito internazionale, il “traffico di spillette” con veri e propri collezionisti e scambi modello figurine, che hanno consentito a tutti di portarsi a casa un pezzo di Olimpiade.
S.V.

























