Al Mandic con un coltello: il giudice lo condanna a 8 mesi
Il vpo Pietro Bassi aveva chiesto la condanna dell'imputato alla pena di 1 anno di reclusione, oltre al pagamento di una multa pari a 1000 euro. Un po' più lieve invece, è stata la sentenza disposta dal giudice in ruolo monocratico Paolo Salvatore nei confronti di un giovane cittadino italiano chiamato a rispondere dell'accusa di detenzione ingiustificata di armi.
I fatti in contestazione risalgono al 24 novembre 2023 quando l'imputato, rinvenuto per strada a Robbiate in condizioni di evidente difficoltà, era stato accompagnato in ambulanza all'ospedale Mandic di Merate. Qui, aveva riferito ai sanitari di essere stato investito da un'auto; l'atteggiamento del ventenne tuttavia, è stato fin da subito particolarmente ostile e minaccioso nei confronti del personale, come riferito da uno degli infermieri che quella notte si è trovato a prestargli le cure necessarie ed in cambio si è visto brandire un coltello da cucina, cadutogli poi fortunatamente dalle mani.

Una condizione di potenziale pericolo che aveva spinto gli operatori ad allertare il 112, con l'intervento a stretto giro di una pattuglia di carabinieri dell'aliquota radiomobile della Compagnia di Merate. Anche con i due militari la musica non è cambiata: l'imputato – stando a quanto riferito quest'oggi in aula da uno degli operanti – li avrebbe infatti ingiuriati. In evidente stato di agitazione e con un alito vinoso, chiedeva ripetutamente di essere accompagnato a casa con l'auto di servizio. Pareva essere finito tutto lì, peccato che un paio di ore più tardi, una volta dimesso dall'ospedale, i carabinieri hanno dovuto nuovamente affrontare il giovane.
Quest'ultimo intorno alle 3 si era portato infatti nel parcheggio del comando militare di Via Gramsci, tentando di gettarsi addosso del liquido infiammabile.
''Sono subito corso fuori, togliendogli dalle mani la tanica e l'accendino'' ha riferito il militare, oggi in congedo, intervenuto in quella circostanza. Un gesto il suo, rivelatosi provvidenziale, che ha consentito di scongiurare il peggio. Intervenuta l'ambulanza, l'uomo era stato poi accompagnato in ospedale a Vimercate e ricoverato nel reparto di psichiatria.
Stamani, a distanza di oltre due anni da quei fatti, il procedimento a suo carico, culminato appunto nella sentenza finale. Se il pubblico ministero ne ha chiesto – come dicevamo – la condanna, l'avvocato Paolo Giudici si è battuto per la sua assoluzione, ritenendo chiari i segnali di un disagio psichiatrico. ''Ho la convinzione che quel coltello lo avesse per fare del male a sé, non agli altri'' ha detto il legale.
Dopo essersi ritirato in camera di consiglio, il giudice ha sentenziato la condanna a 8 mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 667 euro.
I fatti in contestazione risalgono al 24 novembre 2023 quando l'imputato, rinvenuto per strada a Robbiate in condizioni di evidente difficoltà, era stato accompagnato in ambulanza all'ospedale Mandic di Merate. Qui, aveva riferito ai sanitari di essere stato investito da un'auto; l'atteggiamento del ventenne tuttavia, è stato fin da subito particolarmente ostile e minaccioso nei confronti del personale, come riferito da uno degli infermieri che quella notte si è trovato a prestargli le cure necessarie ed in cambio si è visto brandire un coltello da cucina, cadutogli poi fortunatamente dalle mani.

Una condizione di potenziale pericolo che aveva spinto gli operatori ad allertare il 112, con l'intervento a stretto giro di una pattuglia di carabinieri dell'aliquota radiomobile della Compagnia di Merate. Anche con i due militari la musica non è cambiata: l'imputato – stando a quanto riferito quest'oggi in aula da uno degli operanti – li avrebbe infatti ingiuriati. In evidente stato di agitazione e con un alito vinoso, chiedeva ripetutamente di essere accompagnato a casa con l'auto di servizio. Pareva essere finito tutto lì, peccato che un paio di ore più tardi, una volta dimesso dall'ospedale, i carabinieri hanno dovuto nuovamente affrontare il giovane.
Quest'ultimo intorno alle 3 si era portato infatti nel parcheggio del comando militare di Via Gramsci, tentando di gettarsi addosso del liquido infiammabile.
''Sono subito corso fuori, togliendogli dalle mani la tanica e l'accendino'' ha riferito il militare, oggi in congedo, intervenuto in quella circostanza. Un gesto il suo, rivelatosi provvidenziale, che ha consentito di scongiurare il peggio. Intervenuta l'ambulanza, l'uomo era stato poi accompagnato in ospedale a Vimercate e ricoverato nel reparto di psichiatria.
Stamani, a distanza di oltre due anni da quei fatti, il procedimento a suo carico, culminato appunto nella sentenza finale. Se il pubblico ministero ne ha chiesto – come dicevamo – la condanna, l'avvocato Paolo Giudici si è battuto per la sua assoluzione, ritenendo chiari i segnali di un disagio psichiatrico. ''Ho la convinzione che quel coltello lo avesse per fare del male a sé, non agli altri'' ha detto il legale.
Dopo essersi ritirato in camera di consiglio, il giudice ha sentenziato la condanna a 8 mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 667 euro.
G.C.
























